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Liberalizzazioni: a che punto siamo

15 giugno 2010

15 giugno 2010

Serve più concorrenza. Lo ha detto anche il presidente dell'Antitrust Catricalà nella sua relazione annuale. A che punto siamo con le liberalizzazioni introdotte nel 2007? Facciamo il punto, e diamo i voti, settore per settore.

Banche: ancora una corsa a ostacoli
Obiettivi: aumentare la concorrenza tra le banche, eliminare gli ostacoli giuridici (clausole) ed economici (costi, commissioni di estinzione, penali) alla chiusura di conti correnti e mutui e facilitare il cambio di banca (surroga dei mutui).

Risultati: nel settore dei conti correnti la mobilità dei consumatori resta bassa, gli ostacoli (tempi e difficoltà burocratiche, ad esempio per il trasferimento della carta di credito, deposito titoli, domiciliazioni e altri servizi legati al conto corrente) per il trasferimento frenano molti consumatori.

La surroga gratuita dei mutui, poi, è stata a lungo apertamente ostacolata dalle banche. A seguito delle nostre indagini sul campo, 23 banche sono state condannate dall'Antitrust nell'agosto 2008 per pratiche commerciali scorrette (complessivi 10 milioni di euro di sanzioni). Il TAR ha annullato la multa, l'Antitrust ha fatto ricorso al Consiglio di Stato e noi siamo intervenuti in suo appoggio.

Come dimostra la nostra ultima nostra indagine (novembre 2009), la surroga continua a essere una corsa a ostacoli e continuiamo a ricevere tante lamentele dai consumatori.

Ha funzionato invece molto bene l'eliminazione della commissione di estinzione anticipata per i mutui per l'acquisto o ristrutturazione dell'abitazione o di unità ai fini lavorativi stipulati da febbraio 2007 e la diminuzione per i mutui precedenti. Un legaccio in meno per chi vuole chiudere anticipatamente il suo mutuo. Siamo uno dei pochi Paesi in Europa ad avere questa facilitazione. Così come molto positiva è stata anche l'introduzione della cancellazione automatica dell'ipoteca per i mutui totalmente pagati senza bisogno di passare dal notaio.

Voto: 6.

Farmacie: il flop di Mister Prezzi
Obiettivi: togliere il monopolio delle farmacie nella vendita dei farmaci non soggetti a prescrizione medica, riduzione dei prezzi dei farmaci di fascia C senza obbligo di ricetta.

Risultati: i prezzi dei farmaci di fascia C senza prescrizione sono diminuiti, anche nelle farmacie tradizionali, a seguito della concorrenza delle parafarmacie e dei corner dei supermercati (dove ci deve essere sempre un farmacista).

La nostra indagine dello scorso anno evidenzia le significative differenze di anche all'interno dello stessa tipologia di punto vendita. Il problema qui è l'informazione dei consumatori, per poter approfittare degli sconti. A questo proposito Mister Prezzi aveva avviato un'iniziativa per il prezzo trasparente dei farmaci che, come dimostra la nostra indagine, a 3 anni di distanza è diventata desueta e risulta un flop.

Voto: 7.

Assicurazioni: continuano a salire
Obiettivi: maggiore concorrenza nel settore polizze rc auto e danni, nullità delle clausole di esclusiva che obbligano gli agenti a vendere solo le polizze di una compagnia, abbassamento costi rc auto.

Risultati: le tariffe rc auto, dopo un periodo di rallentamento, hanno ripreso a salire.

L'Antitrust ha recentemente aperto un'indagine su questo settore perché sono ancora tante le cose che non vanno. Ad esempio le agenzie plurimandatarie sono ancora poche, forse perché disincentivate dalle stesse compagnie. Infine, la disdettabilità annuale delle polizze nel ramo "danni", introdotta nel 2007, è stata abolita nel 2009 (ora le polizze possono durare fino a 6 anni, a condizione che il premio sia più conveniente - anche di un euro - di quello annuale).

 

Voto: 4.

Ordini professionali: nulla è cambiato
Obiettivi: eliminazione delle tariffe minime, del divieto di pubblicità e del divieto di concordare il compenso con il cliente in base al risultato raggiunto.

Risultati: alcuni ordini professionali (in particolare gli avvocati) hanno ostacolato questi obiettivi invocando i codici deontologici. Poco è cambiato. Alcune iniziative concorrenziali di giovani avvocati sono state bloccate dagli Ordini. La riforma della professione forense in discussione in Parlamento prevede la reintroduzione dei divieti eliminati nel 2007.

Voto:4.

Taxi: una liberalizzazione mai nata
Questa è stata una liberalizzazione mancata sin dall'inizio, a seguito delle rumorose proteste dei tassisti (romani e non solo).

Obiettivi: sulla carta era quello di consentire la creazione di (piccole) compagnie di taxi in aggiunta ai padroncini "monoauto" di oggi e favorire il contenimento dei prezzi e l'aumento del numero dei taxi.

Risultati: nulla di ciò si è ovviamente verificato. In molte città italiane i taxi restano pochi e cari e le tariffe aumentano. A Milano, proprio in questi giorni, si è deciso l'aumento delle tariffe dei taxi subordinato a un generico "esame di inglese".

Voto: 3.

Boicottate dalle lobby
La morale è che gli effetti delle liberalizzazioni sono stati per ora sostanzialmente vanificati, salvo il caso delle farmacie (sempre che non vadano in porto le manovre che anche qui sono in corso per tornare al passato), dalle resistenze di lobby e corporazioni interessate.

In particolare nel settore bancario, assicurativo e delle professioni, le imprese interessate e gli ordini hanno giocato un ruolo determinante nel rendere inefficaci le misure di liberalizzazione, che andavano nella direzione giusta anche se da completare e proseguire. Alcune misure (possibilità di disdire annualmente le polizze assicurative) sono state abrogate su pressione delle imprese di assicurazione, altre verranno probabilmente presto eliminate su richiesta degli avvocati.


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