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Banca Carige in amministrazione straordinaria, le conseguenze per risparmiatori e clienti

25 luglio 2019
banca carige

A inizio 2019 La BCE ha messo in amministrazione straordinaria Banca Carige, gestita da tre commissari scelti dall'Autorità. Il Governo ha cercato di aumentare la liquidità della banca per renderla così più sicura, in attesa di un soggetto istituzionale interessato a investire nella banca che ora sembra essere stato trovato. In extremis proprio allo scadere dell’ultimatum del 25 luglio dato dalla BCE alla banca per avviare un piano di ricapitalizzazione di 900 milioni di euro.

La BCE (banca centrale europea) a inizio anno ha posto in amministrazione straordinaria Banca Carige, la cui gestione è stata affidata a tre commissari scelti dall’Autorità. L’amministrazione straordinaria dura un anno e può essere prorogata di un altro. Ha come finalità quella di gestire al meglio la banca e di migliorare la sua situazione finanziaria in vista di una possibile fusione. Nel corso del 2019 si è parlato più volte di banche e istituzioni italiane o estere interessate a Carige; ma tutte le ipotesi sono andate in fumo. La situazione della banca è sempre più rischiosa. Il Governo con un decreto convertito in legge ha cercato di dare una mano ai commissari. Per aumentare la liquidità della banca lo Stato ha garantito le nuove emissioni di titoli (azioni e obbligazioni). Inoltre, se necessario, potrebbe anche essere avviata una ricapitalizzazione pubblica. Tutto questo per rendere più sicura la banca anche per i risparmiatori. Ma, serve un investitore istituzionale. E allo scadere dell’ultimatum del 25 luglio dato dalla BCE per la presentazione di un piano di ricapitalizzazione di 900 milioni di euro ora il partner sembra essere stato trovato. Si tratta di Ccb Cassa centrale banca, la holding delle banche cooperative. 

Il piano, che dovrà comunque essere votato dall’assemblea degli azionisti a settembre, prevede un accordo tra FITD, fondo interbancario di tutela dei depositi, e Ccb, cassa centrale banca.
In particolare, ci sarà da parte di Carige un aumento di capitale di 700 milioni di euro di cui 313 milioni di euro legati alla conversione del bond subordinato sottoscritto a metà novembre 2018 da parte del Fitd con lo schema volontario, circa 150 ml riservati ai soci attuali di Carige e quasi 70 ml coperti da parte di Cassa Centrale che salirà al 9,9% del capitale di Carige. La parte restante sarà sottoscritta dalle banche italiane attraverso il Fitd obbligatorio, per un importo massimo di 320 milioni nell’ipotesi che nessun socio partecipi all’aumento di capitale. L’accordo prevede che Ccb aumenti la sua partecipazione negli anni futuri con l’acquisto a prezzo scontato delle quote sottoscritte da FITD

Amministrazione straordinaria, le ragioni

A dicembre 2018 l’assemblea degli azionisti di Carige non aveva approvato l’aumento di capitale necessario per risollevare le sorti della banca. Banca Carige aveva già ricevuto a metà novembre l’aiuto del Fondo interbancario che aveva sottoscritto un bond subordinato da 320 milioni di euro che aveva ridato ossigeno alle casse del gruppo e soprattutto aveva riportato il patrimonio della banca in zona di sicurezza in attesa dell’aumento di capitale vero e proprio che, dopo l’accordo raggiunto, arriverà a breve. la banca versa in condizioni finanziarie preoccupanti e necessita di un intervento. Per questa ragione l’Autorità di controllo ha deciso per il commissariamento; i tre commissari potranno cercare nuove soluzioni. L'intervento dello Stato ha aiutato la banca per un po’, ma il capitale deve essere aumentato con l’aiuto di un soggetto interessato a far funzionare la banca, che ora sembra essere stato trovato nella Cassa Centrale banca. Ci auguriamo che l’assemblea degli azionisti approvi il piano di risanamento altrimenti si avvicina minaccioso il pericolo di bail in.  

Che cos’è il bail in

Il bail in è una nuova procedura di risoluzione delle crisi bancarie introdotta dalla direttiva europea 2014/59. Significa letteralmente “auto salvataggio”. In pratica per ridurre le sue perdite la banca può ridurre il valore di azioni e obbligazioni oppure convertire le obbligazioni in azioni. Dall’operazione di bail in non possono mai essere toccate le seguenti passività della banca:

  • depositi protetti dal fondo di garanzia (fondo interbancario di tutela dei depositi) dunque di valore fino a 100.000 euro per ogni depositante;
  • le passività garantite (ad esempio le obbligazioni bancarie garantite);
  • il contenuto delle cassette di sicurezza e i titoli presenti in un conto apposito;
  • i debiti della banca verso i suoi dipendenti. 
Il fondo di risoluzione SRF può intervenire fino ad un massimo del 5% del passivo e solo se col “bail in” è stato coperto almeno l’8% del passivo; il bail in diventa dunque un passaggio obbligato. Rischiano in particolare gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati.

 

I nostri consigli

Gli esperti di Altroconsumo Finanza, vista l’incertezza sul futuro della banca, ribadiscono il consiglio già dato a novembre 2018 e, ancora prima, nel marzo 2016: se hai ancora azioni o obbligazioni Carige, vendile appena sarà possibile, nonostante il calo. Il giudizio sulla solidità della banca resta sospeso. Anche per i correntisti vale lo stesso consiglio che avevamo dato a fine 2018: scegli un’altra banca, non perché corri un rischio immediato ma perché i conti di Carige sono più cari della media e puoi trovare di meglio altrove. Per farlo puoi consultare il nostro servizio di comparazione online.

Se hai un mutuo o un prestito per te non cambia molto; continua a pagare le tue rate, il tuo finanziamento non cambierà. Se vuoi spostare il tuo mutuo in un’altra banca puoi usare la surroga, il trasferimento gratuito del mutuo. Puoi valutare quanto potresti risparmiare grazie al nostro test.

Il caso Carige dimostra che è importante valutare la solidità della propria banca. Scopri la nostra classifica per trovare la banca più adatta alle tue esigenze.

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