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31 marzo scade il termine per far valere le detrazioni per il risparmio energetico

29 marzo 2010

29 marzo 2010

Chi ha iniziato nel 2009 lavori in casa di riqualificazione energetica, e li prosegue nel 2010, deve inviare entro il 31 marzo le comunicazioni relative alle spese sostenute per godere delle detrazioni del 55%.

Da trasmettere in via telematica
Il modello va trasmesso in via telematica all'Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dalla fine del periodo d'imposta in cui sono iniziati i lavori. Facciamo attenzione, perché il file, prima di essere inviato, deve essere controllato con l'apposito software messo a disposizione dall'Agenzia, per evitare la trasmissione di documenti che il sistema potrebbe rifiutare perché non rispondenti alle specifiche tecniche. Ricordiamo, infine, che i contribuenti interessati a beneficiare della detrazione del 55% sono comunque tenuti a trasmettere all'Enea, attraverso il sito dell’ente www.enea.it, i dati relativi agli interventi effettuati, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Ecoincentivi: nessuna certezza sulla proroga
Ma attenzione, scade il 31 dicembre di quest’anno la possibilità di detrarre il 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica sugli immobili. Al momento risultano prorogati fino al 2012 solo gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie normali (36% di detrazione). Con la mancata proroga alle detrazioni del 55%, il Governo cerca così di risparmiare, senza però contare che questa scelta fa venir meno il forte impulso positivo per le nostre aziende coinvolte nella produzione e istallazione dei materiali utilizzati per la ristrutturazione e non aiuta l’emersione dal lavoro nero che viaggia in simbiosi con l’edilizia. Tutto ciò comporta notevoli entrate per lo Stato in termini di Iva non evasa e di contributi e tasse dei lavoratori impegnati. Non solo. Anche la riduzione delle emissioni inquinanti da parte degli edifici riqualificati genera minori costi indiretti per lo Stato (ad esempio, per la sanità pubblica). Questa scelta del governo fa venir meno anche la continuità fiscale, che fa parte della certezza del diritto, come una sorta di rispetto nei confronti del contribuente.


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