News

Trasporto pubblico e sicurezza, le regole da seguire

24 ottobre 2018
Sicurezza trasporto pubblico

24 ottobre 2018

L'incidente nella metropolitana romana ha riportato nuovamente alla luce il problema della sicurezza dei passeggeri del trasporto pubblico. Come comportarsi in caso di pericolo? Vediamo le regole da seguire e cosa evitare per non farsi sopraffare dal panico.

L'ultimo fatto di cronaca che ha coinvolto il sistema metropolitano romano ha portato nuovamente all'attenzione la sicurezza dei passeggeri del trasporto pubblico. Ma quali passi bisognerebbe compiere per costruire una rete davvero sicura? E quali misure sono necessarie?

Il modello ideale per la sicurezza di tutti

La più importante misura di sicurezza in un luogo sotterraneo è la possibilità di evacuare in tempi brevi. Questo significa garantire alcune condizioni fondamentali.

  • Le vie di fuga devono portare direttamente verso spazi aperti o verso la superficie, e non a livelli intermedi, hall o altre aree chiuse. Non dovrebbero condurre (come a Roma, a Londra e a Stoccolma) verso scale mobili, ma verso ampie scale dotate di corrimano.
  • Le uscite d'emergenza devono essere visibili e presenti a entrambi i lati delle piattaforme. I viaggiatori devono fare percorsi il più possibile brevi per mettersi in salvo. La cosa migliore è costruire le nuove strutture poco profonde e il più possibile in superficie, come quelle di Amsterdam, Rotterdam e Lisbona.
  • Non ci devono essere barriere che impediscono l'uscita ai viaggiatori (succede a Parigi, Madrid, Londra, Barcellona).
  • Gli ascensori devono essere ben segnalati e inoltre devono essere indicate le precauzioni d'uso in caso d'incendio.
  • La segnaletica di orientamento deve essere chiara, omogenea e adeguata agli standard internazionali. La possibilità di confondere i segnali deve essere ridotta al minimo, mentre spesso i simboli delle uscite di sicurezza sono simili ad altre indicazioni e scritti in tanti modi diversi.
  • I pulsanti SOS devono essere presenti su tutte le piattaforme, i tunnel, i passaggi e le stazioni; lo stesso vale per i dispositivi antincendio. • I sistemi di ventilazione e aerazione forzata devono garantire la corretta fuoriuscita del fumo in caso di incendio.

Panico: cosa fare e cosa evitare

In caso di emergenza è necessario prendere decisioni rapide e appropriate, anche se si è sottoposti a condizioni di forte stress. Gli individui si comportano in modi diversi nelle situazioni di panico, ma ci sono alcuni comportamenti generali che accomunano tutti noi e che vanno evitati.

  • Perdere tempo prezioso (ignorando il pericolo, cercando di investigare personalmente sulle cause di un allarme, aspettando maggiori informazioni). In questa fase molto delicata di preallarme è fondamentale l'intervento da parte dello staff di soccorso, accompagnato da giuste informazioni e riconoscibili segnali sonori.
  • Ingannati dall'abitudine. Si tende ad utilizzare percorsi familiari, che non necessariamente sono i più sicuri. Solo se questi sono inaccessibili (ad esempio, invasi dal fumo) si scelgono strade alternative.
  • Comportamenti irrazionali. Ignorare i dispositivi antincendio, usare gli ascensori, tornare verso il pericolo, attraversare il fumo: sono alcuni dei comportamenti irrazionali dettati dal panico.
  • Il panico di massa. Il movimento di una massa di gente è di enorme potenza. Una folla in panico è in grado di abbattere imponenti barriere. Le cause che possono scatenare improvvisi movimenti di massa sono diverse: troppa pressione ad un'uscita/entrata, salta la luce in uno spazio al chiuso, fulmini violenti in uno spazio aperto, allarmi attentati.

Il parere di oltre 3.500 viaggiatori: l'inchiesta

Ci confermiamo un Paese di automobilisti incalliti, che usano i mezzi pubblici solo occasionalmente. Abbiamo quasi l’obbligo di metterci al volante perché le nostre città non offrono alternative valide. A dirlo sono gli utenti in prima persona che, nella nostra inchiesta del 2015, raccontano la loro insoddisfazione rispetto al trasporto pubblico in dieci città italiane. I passeggeri denunciano un Paese arretrato, dove lo spostamento collettivo compete poco con quello su mezzi privati. L’inchiesta offre una fotografia dell’offerta, della qualità e della soddisfazione relativa al trasporto pubblico in Italia. Sono dieci le città passate al setaccio, le nove più popolate più la turistica Venezia: Bologna, Bari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino. I mezzi considerati sono bus, tram, metropolitane, ferrovie suburbane e, solo a Venezia, i vaporetti.