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Integratori di lattoferrina? Non curano il Covid

Uno studio scientifico di dubbia solidità e un successivo immeritato clamore mediatico sono alla base del successo della lattoferrina, l’ultimo ritrovato miracoloso “anti Covid”. Un boom di vendite spinte anche da farmacisti, erboristi e produttori di integratori che non hanno avuto remore a fare pubblicità ingannevole, soprattutto sui social. Abbiamo segnalato diversi casi all’autorità Garante e al ministero della Salute.

  • di
  • Simona Ovadia
04 dicembre 2020
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  • Simona Ovadia
lattoferrina

In questi giorni è corsa agli acquisti di integratori di lattoferrina, una sostanza assurta agli onori della cronaca per un suo presunto effetto sul nuovo coronavirus. In alcune farmacie questi prodotti addirittura non si trovano più, in molte altre - ma anche nei supermercati e nelle erboristerie - sono esposti in primo piano tra i classici best seller della stagione invernale. Purtroppo dobbiamo raffreddare gli entusiasmi: è l’ennesima illusione di aver trovato un “farmaco miracoloso”, alimentata da un pessimo giornalismo che ha dato leggitimittità a una “cura” tutt’altro che efficace, riportando in maniera trionfalistica i risultati di uno studio italiano di dubbia solidità.

Non solo, questo successo mediatico ha innescato un susseguirsi di messaggi e video sui social network da parte di chi ha interesse nel vendere questo prodotto per spingere le persone ad acquistare questo integratore. Abbiamo monitorato il web e raccolto decine di situazioni al limite della legalità: pubblicità ingannevoli che diventano virali grazie a ashtag come #difeseimmunitarie e #Covid-19 e che abbiamo segnalato all’autorità Garante della concorrenza.

Cos’è la lattoferrina

La lattoferrina è una proteina in grado di catturare e trasportare il ferro che viene prodotta in abbondanza nelle fasi iniziali dell’allattamento. Questa sostanza si trova in particolare nel colostro che viene dato ai bebé nei primi giorni di vita, alimento conosciuto per la sua funzione fondamentale nel supportare il sistema immunitario dei neonati. Ecco perché tradizionalmente, per analogia, gli integratori a base di questa sostanza vengono utilizzati per “sostenere” le difese immunitarie.

Lo studio sul Covid 19

Partendo da questi presupposti un gruppo di ricerca dell’Università Tor Vergata di Roma ha condotto uno studio sul ruolo della lattoferrina nella malattia Covid 19. Nello studio in questione sono stati presi 32 pazienti positivi al virus, con sintomi lievi o asintomatici, cui è stata data la lattoferrina per 30 giorni. Nel 31% dei casi dopo 15 giorni i ricercatori hanno constatato l’assenza del virus (attraverso tampone con esito negativo), percentuale che è arrivata al 100% dei casi dopo 30 giorni di trattamento. Hanno anche monitorato la remissione dei sintomi constatando che a fine studio la metà dei pazienti che presentavano sintomi, erano guariti. Il tutto senza creare, come si fa normalmente in questi casi, un vero gruppo di controllo, cioè un gruppo a cui si dà, al posto del farmaco o della sostanza che si vuole testare, un sostanza inerte (placebo).

Si tratta quindi di uno studio con seri limiti metodologici (i ricercatori stessi lo definiscono preliminare) che non ha dimostrato niente di eclatante: in letteratura il decorso del covid in persone asintomatiche o con sintomi lievi o moderati avviene proprio entro le due settimane. Pertanto, in assenza di un controllo, non si possono attribuire questi meriti alla lattoferrina. 

No alle speculazioni

Uno studio con questi limiti, basato su dati cosi piccoli e non attendibili non avrebbe mai dovuto essere così tanto enfatizzato né portare a ritenere la lattoferrina un’arma efficace nel controllo del contagio, inducendo la corsa agli acquisti, inutili esborsi di denaro e false speranze. C’è molta speculazione: abbiamo trovato numerosi post che cercano di vendere questo integratore facendo leva sullo studio di Tor Vergata. Lo stile è sempre lo stesso: prima un elenco delle proprietà di questa “preziosa” proteina, poi il riferimento alla ricerca e le foto dei giornali con i titoli più accattivanti, infine la foto dell’integratore.

Sia chiaro: a oggi questo studio, né altri, forniscono prove che dimostrano l’efficacia di questa proteina nella prevenzione o nella cura del Covid.

Infine, le linee guida ministeriali appena pubblicate sulla gestione a domicilio dei malati ribadiscono il fatto che non ci sono prove certe di efficacia per alcun tipo di supplementi vitaminici o di integratori alimentari (vitamina D, lattoferrina, quercitina...). L’uso di questi prodotti per curare i malati di Covid non è quindi raccomandato.