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Lavoratori del settore privato: fino a giugno prosegue lo smart working senza accordi. Cosa succede dopo?

Fino al 30 giugno le aziende possono ricorrere al lavoro agile senza uno specifico accordo con il lavoratore: è stato infatti prorogato lo smart working emergenziale. Dal 1° luglio, invece, le cose cambiano. Per i lavoratori del settore privato le prestazioni torneranno in presenza, per continuare con lo smart working bisognerà ricorrere ad accordi individuali. 

06 aprile 2022
smart working

Fino al 30 giugno 2022 i datori di lavoro del settore privato potranno continuare a utilizzare la procedura semplificata di comunicazione dello smart working. Il ministero del lavoro e delle Politiche Sociali ha infatti chiarito che fino a questa data le aziende possono utilizzare il lavoro agile senza uno specifico accordo con il lavoratore. 

Prorogata la sorveglianza per i lavoratori a rischio

Oltre allo smart working emergenziale, viene anche prorogato - anche per i datori di lavoro pubblici - l'obbligo di sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori più esposti al rischio di contagio. Parliamo di lavoratori maggiormente esposti per questioni di età, condizioni di rischio da immunodepressione, da patologia Covid-19, da esiti di patologie oncologiche, dallo svolgimento di terapie salvavita o dalla presenza di situazioni che possono caratterizzare una maggiore rischiosità. Inspiegabilmente non è stato invece prorogato l'obbligo di concedere lo smart working ai lavoratori fragili, per i quali era invece inizialmente prevista la possibilità di essere assegnati a mansioni più consone al loro stato e ad attività di formazione professionale a distanza. Ricordiamo che per queste categorie è prevista una valutazione del medico competente o del medico del lavoro. Per i dipendenti pubblici, invece, non cambia niente: per loro era già stato previsto il rientro in presenza dallo scorso 15 ottobre 2021. 

Cosa cambia dal 1° luglio 2022

Dal 1° luglio 2022, allo scadere della proroga, anche per i lavoratori del settore privato la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativà riprende a essere in presenza. A partire da questa data, perciò, il ricorso allo smart working sarà possibile solo con un accordo scritto tra il dipendente il datore di lavoro, in modo da definire le regole da seguire per la prestazione al di fuori dei locali aziendali in modalità "agile". Per mantenere in azienda il "lavoro agile", molte aziende si sono già organizzate autonomamente da mesi, formalizzando per iscritto gli accordi di smart working individuali. Ricordiamo che, per essere considerati validi, questi accordi devono contenere questi elementi:

  • Orario di lavoro e tempi di riposo
  • Modalità di interazione a distanza
  • Caratteristiche del luogo di lavoro
  • Strumenti utilizzati dal lavoratore
  • Modalità di disconnessione dagli strumenti informatici
  • Forma e limiti del potere di controllo del datore di lavoro
  • Diritti e doveri delle parti

Queste disposizioni devono essere condivise con il singolo lavoratore nel rispetto dei contratti collettivi e del Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile