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Smartworking fino al 31 dicembre per lavoratori fragili e chi ha figli under 14. In arrivo la proroga

Dal 1° settembre sono entrate in vigore le nuove norme sul lavoro agile contenute nel decreto Semplificazioni. Sono scadute le regole che erano state stabilite per far fronte all'emergenza Covid e si torna ad applicare la normativa precedente. Ora, con la conversione in legge del decreto Aiuti-bis, sono in arrivo le proroghe automatiche degli accordi fino al 31 dicembre per i lavoratori fragili o per chi ha figli minori di 14 anni. Vediamo le novità.

14 settembre 2022
smart working

A partire dallo scorso 1° settembre si sono snellite le procedure per i datori di lavoro che ora possono accedere al lavoro agile tramite una comunicazione telematica semplificata al Ministero del Lavoro. Fermo restando l’obbligo di stipula, non è perciò più necessario comunicare il singolo accordo di smart working, ma solo i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile. Ora, con la conversione in legge del decreto Aiuti-bis, sono in arrivo le proroghe automatiche al 31 dicembre 2022 degli accordi per i lavoratori fragili o per chi ha figli minori di 14 anni.

Smart working: le novità in vigore dal 1° settembre

Dal 1° settembre 2022, allo scadere di tutte le proroghe che avevano consentito il lavoro agile anche in mancanza di accordi individuali, la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa è ripresa a essere in presenza. Oggi, perciò, il ricorso allo smart working è possibile solo con un accordo scritto tra il dipendente il datore di lavoro, in modo da definire le regole da seguire per la prestazione al di fuori dei locali aziendali in modalità "agile". Per mantenere in azienda il "lavoro agile", molte aziende si sono già organizzate autonomamente da mesi, formalizzando per iscritto gli accordi di smart working individuali. Ricordiamo che, per essere considerati validi, questi accordi devono contenere questi elementi:

  • orario di lavoro e tempi di riposo;
  • modalità di interazione a distanza;
  • caratteristiche del luogo di lavoro;
  • strumenti utilizzati dal lavoratore;
  • modalità di disconnessione dagli strumenti informatici;
  • forma e limiti del potere di controllo del datore di lavoro;
  • diritti e doveri delle parti.

Queste disposizioni devono essere condivise con il singolo lavoratore nel rispetto dei contratti collettivi e del Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile

Smart working e stato emergenziale: le tappe

Per affrontare l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia, la possibilità di lavorare da casa era stata concessa ai lavoratori, che svolgevano mansioni compatibili con il lavoro da remoto, senza la necessità di concludere un accordo individuale e attraverso formalità semplificate per il datore di lavoro. Fino al 31 luglio la modalità di lavoro agile era addirittura obbligatoria per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con un almeno un figlio minore di 14 anni che non avesse in casa il supporto dell’altro genitore non lavoratore o disoccupato. Il medesimo diritto allo svolgimento delle prestazioni di lavoro in modalità agile era riconosciuto, anche ai lavoratori più esposti al rischio di contagio. Parliamo di lavoratori maggiormente esposti per questioni di età, condizioni di rischio da immunodepressione, da patologia Covid-19, da esiti di patologie oncologiche, dallo svolgimento di terapie salvavita o dalla presenza di situazioni che possono caratterizzare una maggiore rischiosità. 

Lo stop ha riguardato anche i lavoratori fragili, per i quali era invece inizialmente prevista la possibilità di essere assegnati a mansioni più consone al loro stato e ad attività di formazione professionale a distanza. Tuttavia, le parti sociali si stanno impegnando per riconoscere una proroga per questa categoria di lavoratori fino al 31 dicembre 2022 che è prevista con la conversione in legge del decreto Aiuti-bis.

Per i dipendenti pubblici, invece, non cambia niente: per loro era già stato previsto il rientro in presenza dallo scorso 15 ottobre 2021.