Speciali

Le agevolazioni fiscali per i disabili

04 luglio 2016
agevolazioni disabili

04 luglio 2016

Agevolazioni per figli a carico, spese mediche, assistenza ai non autosufficienti, strumentazioni informatiche e tecniche: per i portatori di handicap  sono previste delle agevolazioni fiscali da far valere in dichiarazione dei redditi e non solo.

A quali agevolazioni ho diritto?

Il Fisco cerca di venire incontro alle necessità dei portatori di handicap e delle loro famiglie, prevedendo una serie di agevolazioni da far valere in dichiarazione dei redditi e non solo. Le agevolazioni fiscali riguardano diversi ambiti:

  • detrazioni per figli a carico;
  • detrazioni per le spese mediche;
  • assistenza personale per chi non è autosufficiente;
  • Iva agevolata su ausili tecnici e informatici;
  • agevolazioni per non vedenti;
  • agevolazioni sulle ristrutturazioni per eliminare barriere architettoniche;
  • agevolazioni sull'acquisto dell'auto;
  • calcolo dell'imposta di successione e donazioni con aliquote differenti.

In caso di dubbi specifici contatta la nostra consulenza fiscale, al numero 02 6961570 dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 18.00.

Detrazioni per figli a carico

Per esser considerati a carico, i figli non devono possedere redditi complessivi superiori a 2.840,51 euro, a prescindere dall'età o dal fatto che siano studenti o meno. La detrazione varia a seconda del reddito del genitore, al crescere del reddito la detrazione diminuisce, ma in caso di figli con disabilità è maggiore.

Il fisco riconosce una detrazione “teorica” di 950 euro per ogni figlio, che diventano:

  • 1.220 euro per ciascun figlio che ha meno di 3 anni (si considerano i mesi dell’anno in cui possiede questo requisito);
  • 1.350 euro per ciascun figlio portatore di handicap (ai sensi della L 104/92);
  • 1.620 euro per ciascun figlio portatore di handicap (ai sensi della L 104/92) che ha meno di 3 anni.

Come calcolare la detrazione

In caso di figli a carico si parla di detrazione "teorica" che varia a seconda della situazione in cui ti trovi. Per calcolarla con precisione bisogna utilizzare una formula matematica: 

  • se hai un figlio: detrazione teorica x (95.000 – reddito complessivo): 95.000
  • se hai più figli: detrazione teorica x (95.000+15.000 per ogni figlio in più – reddito complessivo): (95.000+15.000 per ogni figlio in più)

Per esempio, è pari a 110.000 euro nel caso di due figli a carico, a 125.000 per tre figli, a 140.000 per quattro, e così via.

Alcuni dettagli sul calcolo

Ricorda che nel reddito complessivo non devi considerare l’abitazione principale e le relative pertinenze. È compreso, invece, il reddito dei fabbricati che affitti percependo la cedolare secca. Se il figlio nasce o compie 3 anni in corso d’anno devi considerare per intero anche il mese in cui possiede i requisiti per un giorno solo. Ad esempio se un bambino compie 3 anni il 3 febbraio la detrazione per figlio minore di 3 anni spetta per 2 mesi (si moltiplica la detrazione teorica per 2/12) mentre per i restanti 10 mesi si applica quella per figli con più di 3 anni (si moltiplica la detrazione teorica per 10/12).

Come dividere la detrazione tra i genitori

I genitori si dividono la detrazione al 50%, tuttavia possono stabilire di comune accordo di attribuire tutta la detrazione a quello tra i due che ha il reddito più alto. Questa scelta non è conveniente, a meno che chi ha il reddito più basso non sia incapiente (l’importo delle detrazioni cui ha diritto supera quello dell’imposta da pagare) perché in questo caso perderebbe tutta o parte della detrazione spettante. La scelta di mettere a carico il figlio al 50% non vincola i genitori a dividere allo stesso modo le spese sostenute per lo stesso (mediche, scolastiche, sportive...), infatti è possibile attribuirle anche a uno solo dei due.

Spese mediche

Le spese mediche e di assistenza, a seconda della categoria in cui rientrano possono essere deducibili dal reddito, detraibili dall’imposta senza alcuna franchigia o detraibili oltre la soglia di 129,11 euro.

Le certificazioni necessarie

Sei sei disabile devi possedere la certificazione che documenti il tuo stato, infatti, oltre alle attestazioni rilasciate dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge n.104 del 1992, sono valide anche quelle rilasciate da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate per il riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra. Anche i grandi invalidi di guerra (articolo 14 del T.U. n.915 del 1978) e le persone a essi equiparate sono considerati portatori di handicap e non sono assoggettati a ulteriori accertamenti sanitari: è sufficiente possedere la documentazione rilasciata dai ministeri competenti al momento della concessione dei benefici pensionistici.

L'autocertificazione

Se sei in possesso della certificazione ai sensi della legge 104/92 puoi autocertificare la sussistenza delle condizioni personali richieste (dichiarazione sostitutiva di atto notorio, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da una copia del documento di identità del sottoscrittore), facendo riferimento a precedenti accertamenti sanitari effettuati da organi abilitati all’accertamento di invalidità.

Documentare le spese

A prescindere dall’agevolazione fiscale, le spese devono essere corretamente documentate. Devi conservare il documento fiscale rilasciato da chi ha effettuato la prestazione o ha venduto il bene (fattura, ricevuta, quietanza). Tale documento potrebbe essere richiesto dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate. In particolare:

  • per le protesi, oltre alle fatture (ricevute o quietanze), devi conservare la prescrizione del medico curante, salvo che si tratti di attività svolte, in base alla specifica disciplina, da esercenti ausiliari della professione sanitaria abilitati a intrattenere rapporti diretti con il paziente. In questo caso, se la fattura non viene rilasciata direttamente dall’esercente l’arte ausiliaria, questi deve attestare sul documento di spesa di aver eseguito la prestazione. Se non hai la prescrizione puoi autocertificare la necessità della spesa (per te o per il familiare a carico) e il motivo per cui è stata acquistata;
  • per i sussidi tecnici e informatici, oltre alla fattura (ricevuta o quietanza), devi avere una certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio serve per facilitare l’autosufficienza e la possibilità di integrazione;
  • per i farmaci, l’unica prova è costituita dallo “scontrino parlante”, che deve indicare la natura (farmaco o medicinale), il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC), la quantità e il codice fiscale del destinatario del farmaco.

Spese mediche generiche e di assistenza specifica

Le spese mediche generiche (sia per prestazioni mediche che per acquisto di farmaci) e quelle di assistenza specifica sono interamente deducibili dal reddito del disabile o di familiare che le sostiene per lui. Il familiare non deve necessariamente dichiarare il disabile a proprio carico per avere diritto alla deduzione. Le spese di assistenza specifica sono:

  • l’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • le prestazioni fornite dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale (se dedicate esclusivamente all’assistenza diretta della persona);
  • le prestazioni rese dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, da quello con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto all’attività di animazione e di terapia occupazionale.

In caso di ricovero

In caso di ricovero del disabile in un istituto di assistenza si possono dedurre solo le quote di retta che riguardano le spese mediche, paramediche e di assistenza specifica. Mentre la quota relativa al ricovero non lo è. Per questo motivo, è importante che nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza le spese vengano indicate separatamente.

Spese sanitarie specialistiche

Le spese sanitarie specialistiche (analisi, prestazioni chirurgiche) invece, possono essere detratte dall’imposta, per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro. In pratica, dal totale delle spese sostenute si sottrae la franchigia e si calcola il 19% per ottenere la detrazione spettante. In questo caso la detrazione spetta al disabile o al familiare che lo dichiara a proprio carico.

Altre spese

Sono integralmente detraibili al 19%, senza togliere la franchigia di 129,11 euro, le spese sostenute per:

  • il trasporto in ambulanza del disabile (le prestazioni specialistiche effettuate durante il trasporto rientrano tra le spese sanitarie detraibili con franchigia);
  • l’acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e di apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale
  •  l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione;
  • la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne e interne alle abitazioni. Per queste spese la detrazione del 19% non è fruibile contemporaneamente all’agevolazione prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia;
  • l’adattamento dell’ascensore per renderlo idoneo a contenere la carrozzella;
  • l’acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione dei portatori di (fax, modem, computer, telefono a viva voce, schermo a tocco, tastiera espansa...);
  • i mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento dei disabili;
  • le spese per i servizi di interpretariato sostenute dai sordi (riconosciuti tali in base alla legge n. 381 del 26 maggio 1970), purché si possiedano le certificazioni fiscali rilasciate dai fornitori dei servizi di interpretariato.

Anche per queste spese la detrazione può essere riconosciuta al disabile o al familiare che lo dichiara a proprio carico. 

Assistenza ai non autosufficienti

Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di disabili non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana, sono detraibili dall’Irpef, al 19%. La detrazione spetta anche per le spese sostenute per il familiare non autosufficiente (compreso tra quelli per i quali si possono fruire di detrazioni d’imposta), anche quando non è fiscalmente a carico.

Quanto posso detrarre?

La spesa massima ammessa in detrazione è di 2.100 euro annui e spetta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera i 40.000 euro lordi (si considera anche il reddito dei fabbricati per i quali eventualmente percepisci la cedolare secca). In pratica, anche se spendi di più, puoi recuperare al massimo il 19% di 2.100 euro, cioè 399 euro. Inoltre l’importo di 2.100 euro deve essere considerato con riferimento al singolo contribuente, a prescindere dal numero dei soggetti cui si riferisce l’assistenza: se un contribuente sostiene queste spese per sé e per un familiare, la somma sulla quale potrà calcolare la detrazione è sempre 2.100 euro. Infine, se più contribuenti hanno sostenuto spese per assistenza riferita allo stesso familiare, l’importo deve essere ripartito tra di loro.

La documentazione necessaria

La non autosufficienza deve risultare da certificazione medica e esser collegata a una patologia. Sono considerate “non autosufficienti”, per esempio, le persone non in grado di assumere alimenti, espletare le funzioni fisiologiche o provvedere all’igiene personale, deambulare, indossare gli indumenti oppure che hanno bisogno di una sorveglianza continuativa.

Le spese sostenute devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta firmata dall’addetto all’assistenza. La documentazione deve contenere il codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza. Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

Contributi Inps per gli addetti ai servizi domestici

Insieme alla detrazione appena vista puoi dedurre dal reddito imponibile i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari (per esempio, colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane). Questi contributi sono deducibili, per la parte a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 1.549,37 euro.

Iva sugli acquisti

Per l’acquisto di mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento dei disabili, si applica l’aliquota Iva agevolata del 4%. Tra gli altri sono agevolati:

  • i servoscala e gli altri mezzi simili, che permettono ai soggetti con ridotte o impedite capacità motorie il superamento di barriere architettoniche (tra questi, anche le piattaforme elevatrici, se possiedono le specificità tecniche che le rendono idonee a garantire la mobilità dei disabili con ridotte o impedite capacità motorie);
  • le protesi e gli ausili per menomazioni di tipo funzionale permanenti;
  • le protesi dentarie, gli apparecchi di ortopedia e di oculistica;
  • gli apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi;
  • le poltrone e i veicoli simili, per inabili e minorati non deambulanti, anche con motore o altro meccanismo di propulsione;
  • le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi a oggetto la realizzazione delle opere per il superamento o l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Sussidi tecnici e informatici

Sull’acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei portatori di handicap di cui all’articolo 3 della legge n.104 del 1992, si applica l’aliquota Iva agevolata al 4%. Si tratta dell’acquisto di apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, sia di comune reperibilità sia appositamente fabbricati (fax, modem, computer, telefono a viva voce). Deve comunque trattarsi di sussidi per persone limitate da menomazioni permanenti di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio e per facilitare la comunicazione interpersonale, l’elaborazione scritta o grafica, il controllo dell’ambiente, l’accesso all’informazione e alla cultura o assistere la riabilitazione. Per fruire dell’aliquota ridotta devi consegnare al venditore, prima dell’acquisto, la specifica prescrizione rilasciata dal medico specialista dell’Asl di appartenenza, dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione e il sussidio tecnico e informatico e certificato, rilasciato dalla competente Asl, attestante l’esistenza di una invalidità funzionale rientrante tra le quattro forme ammesse (motoria, visiva, uditiva o del linguaggio) e il carattere permanente della stessa. 

Agevolazioni per non vedenti

I cani guida

Ai non vedenti spetta la detrazione dall’Irpef del 19% delle spese sostenute per l’acquisto del cane guida. La detrazione spetta una sola volta ogni quattro anni, salvo i casi di perdita dell’animale e può essere calcolata sull’intero ammontare del costo sostenuto. La detrazione è fruibile dal disabile o dal familiare di cui il non vedente è fiscalmente a carico e può essere utilizzata, a scelta del contribuente, in unica soluzione o in quattro quote annuali di pari importo. Inoltre, è prevista una detrazione forfetaria di 516,46 euro all’anno delle spese sostenute per il mantenimento del cane guida. Purtroppo questa seconda detrazione non è utilizzabile dal familiare che dichiara a prorpio carico il non vedente. Queste detrazioni vengono riconosciute tramite la presentazione della dichiarazione dei redditi e per la seconda non sono necessari i documenti che comprovano il sostenimento della spesa.

I prodotti editoriali

L’acquisto di particolari prodotti editoriali destinati a essere utilizzati da non vedenti o ipovedenti, anche se non acquistati direttamente da loro è agevolato con l’applicazione dell’aliquota Iva del 4%. Si tratta di giornali e notiziari, quotidiani, libri, periodici, a esclusione dei giornali e dei periodici pornografici e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, realizzati sia in scrittura braille sia su supporti audiomagnetici. L’agevolazione si estende alle prestazioni di composizione, legatoria e stampa dei prodotti editoriali, alle prestazioni di montaggio e duplicazione degli stessi, anche se realizzati in scrittura braille e su supporti audiomagnetici

L'eliminazione delle barriere architettoniche

Sono agevolabili tra le ristrutturazioni edilizie gli interventi:

  • effettuati per l’eliminazione delle barriere architettoniche (per esempio, ascensori e montacarichi);
  • eseguiti per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, siano idonei a favorire la mobilità interna e esterna delle persone portatrici di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n.104 del 1992.

Queste spese sono detraibili al 50% per un importo massimo di 96.000 euro a immobile. Questa detrazione è valida per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2016, a gennaio 2017 la detrazione sarà del 36% per un importo massimo di 48.000 euro. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo e deve essere inserita in dichiarazione dei redditi. La documentazione necessaria è quella prevista per le spese di ristrutturazione edilizia.

La detrazione non è fruibile contemporaneamente alla detrazione del 19% prevista per le spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile, tuttavia se la spesa complessiva dovesse superare i 96.000 euro, la quota restante può essere detratta al 19%. La detrazione non si applica, invece, per il semplice acquisto di strumenti o beni mobili, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità del disabile, come ad esempio l’acquisto di telefoni a viva voce, schermi a tocco, computer o tastiere espanse.

Successione e donazione

Il calcolo dell’imposta di successione e di donazione avviene con aliquote differenti, a seconda del grado di parentela che intercorre tra la persona deceduta e l’erede (o il donante e il donatario). Se una persona portatrice di handicap grave, riconosciuto tale ai sensi della legge n. 104 del 1992, beneficia di una donazione o di una successione l’aliquota che prevista in base al grado di parentela si applica solo sulla parte della quota ereditata (o donata) che supera i 1.500.000 euro.