Ray-Ban Meta Wayfarer, gli occhiali smart con l'AI: come funzionano e le criticità sulla privacy
I nuovi occhiali smart di Meta permettono di scattare foto e video a mani libere, telefonare, ascoltare musica e usare un assistente vocale basato su AI. Proprio la possibilità di registrazioni audio e video continue, più facili da occultare rispetto allo smartphone, solleva forti rischi per la privacy. Per questo se ne è occupato il Garante. La Procura di Roma indaga sulla multa prima inflitta e poi annullata a Meta. Ecco come funzionano, quali sono le criticità sulla privacy e come affrontarle.
In questo articolo
- L’indagine in corso sugli smart glasses di Meta
- Dai Ray-Ban Stories ai Ray-Ban Meta Wayfarer
- Come sono fatti e come si usano
- Foto e video: il punto di forza principale
- Audio e chiamate: utili, con pochi compromessi
- Assistente vocale e intelligenza artificiale
- Dove acquistare i Ray-Ban Meta Wayfarer
- Occhio alla privacy: come rispettarla e farla rispettare
- Privacy, come rispettarla quando si fa un video
Gli smart glasses di Meta, società proprietaria tra gli altri di Facebook e Instagram, sono entrati nell’indagine della Procura di Roma che vede indagati il Presidente dell'Autorità garante per la privacy e l'intero Collegio per corruzione e peculato.
L’inchiesta della Procura cita come meritevole di un approfondimento investigativo la procedura seguita sulla "sanzione irrogata nei confronti della società Meta in relazione all'immissione in commercio di smart glasses, dispositivi caratterizzati da evidenti criticità sotto il profilo della tutela della privacy, tanto dei detentori quanto dei terzi". Infatti, mentre i funzionari del Garante avevano proposto per Meta una multa di 44 milioni di euro, i membri del collegio chiamato a prendere la decisione finale l’avrebbero ridotta a 12,5 milioni e poi a un milione. Alla fine, la multa è stata annullata per intervenuta scadenza dei termini legali e la Procura sospetta che di questa scadenza i membri del collegio fossero consapevoli.
Torna all'inizioL’indagine in corso sugli smart glasses di Meta
Secondo quanto ricostruito dall’inchiesta di Report da cui è scaturita l’indagine della Procura, le violazioni della normativa sulla privacy contestate a Meta riguardavano la trasparenza verso i terzi ripresi: la piccola luce Led che segnala la registrazione sarebbe facilmente occultabile, impedendo alle persone riprese di sapere che i propri dati (immagine e voce) vengono catturati.
Anche per chi li usa ci sarebbero violazioni della normativa visto che il sistema di raccolta e trattamento dei dati da parte di Meta non avrebbe garantito agli utenti un controllo sufficiente e informato su come le informazioni venissero gestite una volta acquisite dal dispositivo.
Torna all'inizioDai Ray-Ban Stories ai Ray-Ban Meta Wayfarer
L’inchiesta riguardava i primi smart glasses Ray-Ban Stories, prodotti dalla collaborazione tra Meta e Luxottica che hanno visto la luce già nel 2021, in grado di scattare foto e registrare brevi video. Ora siamo alla seconda generazione con i Ray Ban Meta Wayfarer (partono da 377 euro) che offrono prestazioni migliori e soprattutto un assistente vocale basato sull’intelligenza artificiale di Meta.
I Ray-Ban Meta di seconda generazione sono disponibili sia come occhiali da sole sia con lenti da vista e sono dotati di alcune funzioni smart: una fotocamera, microfoni, piccoli altoparlanti e un assistente vocale basato sull’intelligenza artificiale di Meta. Il nostro test mostra, però, che l’integrazione dell’AI al momento non è ancora matura, perché la possibilità di chiedere informazioni su ciò che si vede non è affidabile né costante così come quella di avere traduzioni in tempo reale. Questi occhiali smart non hanno schermi né realtà aumentata: tutto passa attraverso comandi vocali, tocchi sulla montatura e un’applicazione sullo smartphone.
Le criticità sul rispetto della privacy restano e chi li indossa e fa delle riprese deve tenere presente non solo il diritto alla tutela dei dati personali, ma anche il diritto alla riservatezza e alla dignità delle persone. Vediamo come funzionano questi smart glasses e quali regole bisogna rispettare.
Torna all'inizioCome sono fatti e come si usano
Dal punto di vista estetico, i Ray-Ban Meta sono molto simili ai normali modelli Ray-Ban. Il design è volutamente discreto: a prima vista non sembrano dispositivi tecnologici, ma con un po’ più di attenzione, si nota la presenza di due aree circolari posizionate vicino all’incrocio con le aste, al cui interno si trovano da una parte la fotocamera e dall’altra il led che evidenzia quando gli occhiali stanno filmando.
All’interno della montatura trovano spazio:
- una fotocamera frontale;
- microfoni per comandi vocali e chiamate;
- altoparlanti open-ear che diffondono l’audio senza isolare l’orecchio;
- una superficie touch per i controlli;
- un pulsante per attivare la camera;
- una batteria ricaricabile tramite custodia.
Per funzionare devono essere abbinati a uno smartphone, che gestisce impostazioni, salvataggio dei contenuti e connessione a Internet.
Torna all'inizioFoto e video: il punto di forza principale
La funzione più interessante è la possibilità di scattare foto e registrare video in prima persona premendo un pulsante sulla montatura o usando la voce. Il vantaggio principale è la comodità: si possono catturare immagini e suoni senza dover tirare fuori lo smartphone, ad esempio mentre si cammina, si cucina o si ha qualcosa in mano. Basta premere il pulsante presente sull’asta destra per scattare la foto o far partire la registrazione. Oppure si può chiedere a Meta di scattare una foto o registrare un video dicendo “Hey Meta”.
Le prestazioni che offre sono:
- foto con una risoluzione di 12 megapixel (3.024 x 4.032 pixel);
- video fino a 3K, con durata limitata a pochi minuti per clip (massimo 3 o 5 minuti a seconda della risoluzione scelta);
- video e foto vengono trasferiti allo smartphone tramite l’app.
La qualità è buona. I video sono adatti a un uso quotidiano e informale, ma non sostituiscono una videocamera o una action-cam: l’inquadratura è fissa, non c’è zoom utile e la stabilizzazione è solo discreta (e disponibile solo in Full HD). Quindi, vanno bene per ricordi rapidi e sono meno adatti per chi cerca controllo o qualità elevata.
Torna all'inizioAudio e chiamate: utili, con pochi compromessi
Gli altoparlanti sono integrati nelle aste e lasciano le orecchie libere. Questo li rende comodi all’aperto e in movimento. I Ray-Ban Meta permettono di ascoltare musica, podcast o indicazioni vocali; rispondere e fare chiamate e, durante una videochiamata, mostrare all'interlocutore quello che stiamo vedendo.
Torna all'inizioPro
- Le chiamate sono chiare in ambienti tranquilli.
- Si possono ascoltare indicazioni o messaggi senza isolarsi.
Contro
- In luoghi rumorosi o con vento, la qualità cala.
- L’audio non è privato: chi è molto vicino può sentire.
- Sono adatti a un uso occasionale, non a chi cerca la qualità o la discrezione di cuffie dedicate.
Assistente vocale e intelligenza artificiale
Con il comando “Hey Meta” si può attivare l’assistente vocale per:
- fare domande;
- controllare alcune funzioni;
- in certi casi ottenere traduzioni o informazioni su ciò che si sta guardando.
In Italia, le funzioni basate su intelligenza artificiale non sono tutte sempre disponibili, arrivano gradualmente con gli aggiornamenti, funzionano bene solo per richieste semplici. La possibilità di “chiedere informazioni su ciò che si vede” o di avere traduzioni in tempo reale è interessante, ma nella pratica non è ancora affidabile né costante. Spesso si finisce per usare lo smartphone. Quindi, l’intelligenza artificiale deve essere vista oggi come un extra sperimentale, non il motivo principale per acquistare questi occhiali.
Informazioni poco aggiornate
Le informazioni fornite dall’assistente AI non sempre sono aggiornate o contestuali: al momento, in Italia, l’AI non è ancora in grado di effettuare ricerche mirate e affidabili su ciò che si sta osservando, come prezzi o dettagli specifici di prodotti o su opere d'arte poco conosciute.
In pratica, non possiamo chiedere davanti alla vetrina di un negozio se il prezzo del prodotto è conveniente e nemmeno in un museo, di descrivere un quadro, a meno che non sia la Gioconda, cioè un capolavoro universalmente conosciuto. Possiamo, però, chiedere di descrivere ciò che stiamo inquadrando (funzione utile per chi è ipovedente) oppure di salvare immagini o video per una consultazione successiva. È probabile che versioni future possano ampliare queste funzioni, ma al momento restano limitate.
Traduzioni non proprio simultanee
La traduzione in tempo reale non è realmente in tempo reale, ma molto simile a quelle simultanee dove il traduttore è a fianco dell’intervistato e attende qualche secondo prima di tradurre. Consente di comprendere un discorso in lingua straniera, ma non è ancora adatto a una vera e propria conversazione fluente con uno straniero.
Autonomia e gestione quotidiana
Meta dichiara un’autonomia fino a una giornata di uso moderato, con una custodia che consente più ricariche. Non essendo pensati per un utilizzo intensivo, ma solo per usi puntuali, l’autonomia di questi occhiali non rappresenta certamente un problema.
Torna all'inizioDove acquistare i Ray-Ban Meta Wayfarer
Se sei interessato a d acquistare questo modello (Ray-Ban Meta Wayfarer) sappi che lo puoi trovare a partire da 359 euro. Di seguito ti indichiamo direttamente gli store online dove lo puoi acquistare ai prezzi migliori.
Puoi acquistarlo da Mediaworld
Se vuoi spendere un po' meno, puoi trovare lo stesso modello ma con lenti verdi al costo di 329 euro sia da Unieuro sia da Mediaworld.
Modello con lenti verdi da Unieuro
Modello con lenti verdi da Mediaworld
Torna all'inizioOcchio alla privacy: come rispettarla e farla rispettare
Gli smart glasses di Meta permettono di registrare video e audio in modo discreto e continuo comunque più difficile da percepire rispetto a uno smartphone, rendendo così possibile riprendere persone ignare che non possono opporsi. Proprio su questi aspetti il Garante per la Privacy ha sollevato preoccupazioni. Infatti, I’immagine e la voce sono elementi della personalità e dati personali tutelati dalla legge.
La ripresa del volto rende spesso la persona identificabile, la registrazione della voce identifica le persone e rende conoscibili le dichiarazioni e la ripresa di metadati (luogo, ora, contesto, contatti...) rende note situazioni personali riservate. Bisogna fare attenzione perché con gli smart glasses se si fanno registrazioni in contesti privati si possono compiere illeciti penali come lesioni della dignità personale, molestie, stalking e umiliazione pubblica.
Chi li indossa e fa delle riprese deve tenere presente non solo il diritto alla tutela dei dati, ma anche il diritto alla riservatezza e alla dignità delle persone.
Torna all'inizioPrivacy, come rispettarla quando si fa un video
Per gli occhiali smart valgono le regole che si applicano per le videocamere: le riprese di persone conoscibili, sono lecite con il consenso delle persone stesse.Anche se ogni situazione va valutata caso per caso, essere prudenti è meglio, dandosi qualche regola di base come: non riprendere situazioni potenzialmente intime o umilianti; non soffermarsi su sconosciuti identificabili e inconsapevoli e non condividere le immagini online senza consenso.
Può diventare reato registrare in luoghi come spogliatoi, docce, bagni, abitazioni private, camere d’albergo, contesti chiaramente intimi o riservati. Luoghi in cui può essere penalmente rilevante anche la sola registrazione, indipendentemente dalla pubblicazione.
Ovviamente si possono fare le riprese di paesaggi e monumenti ed è lecito filmare in luogo pubblico, ma non di nascosto. Si possono fare anche riprese per uso privato, ma nel momento in cui si pubblicano (social media, piattaforme video…) o si condividono (anche solo in gruppi chat) è necessario il consenso.
Consigli per chi fa riprese video
- Mai riprendere di nascosto.
- Le riprese non devono indugiare sui volti e riprendere conversazioni.
- Mai registrare in luoghi sensibili (bagni, spogliatoi, ambulatori, scuole e luoghi di lavoro).
- Evitare live in luoghi affollati.
- Non riprendere i minori.
- Se una persona protesta: stop immediato e cancellazione.
- Rendere evidente che si sta facendo un video chiedendo esplicitamente: “posso riprendere?”, o dichiarando: "sto riprendendo”.
- Non catturare le conversazioni altrui.
Consigli per chi viene ripreso senza aver dato il consenso
- Chiedere subito: “smetti di riprendere”.
- Chiedere la cancellazione delle riprese.
- In caso di pubblicazione segnalare al Garante della Privacy e chiedere la rimozione al sito che ha pubblicato.
- In caso di riprese in contesto privato o sensibile: fare una denuncia penale.
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