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Test sui mascara: il prezzo non fa la qualità. Ne resta troppo nel tubetto senza poter essere usato

Il nostro test su 20 mascara ci dice che il prezzo non fa la qualità: un marchio del lusso è Migliore del Test, ma altri brand di alta profumeria sono in fondo alla classifica e il Miglior Acquisto è low cost. Le nostre analisi mostrano anche che ne resta troppo nel tubetto senza poter essere usato, anche oltre la metà.

19 dicembre 2022
mascara

Per valorizzare il nostro sguardo basta una passata del mascara giusto e non serve spendere molto: con 4 euro e mezzo si può portare a casa un prodotto di buona qualità. Lo dice il nostro test che ha attribuito a Essence, marchio del make up low cost, il titolo di Miglior Acquisto, cioè il mascara con il miglior rapporto qualità/prezzo.

In testa alla classifica del nostro test su 20 mascara volumizzanti, tra quelli dei marchi più noti sul mercato, compaiono due brand del lusso venduti in profumeria, Yves Saint Laurent, che è Migliore del Test, e Lancôme.
Ottima qualità, ma costo elevato, perché Yves Saint Laurent può arrivare a sfiorare i 40 euro per 9 ml di mascara. Un millilitro di prodotto costa più di quattro euro: siamo di fronte a una sorta di “oro nero”.

Da Chanel a Primark

Possiamo dire allora che è il prezzo che fa la qualità visto che il mascara Migliore del Test è un marchio del lusso?
Non è così. Chanel (il mascara più costoso del test) e Givenchy, due marchi del lusso, sono nella parte bassa della classifica. Lo dimostra ancora di più il fatto che a conquistare il titolo di Miglior Acquisto è Essence, il mascara più economico del test, che costa 4,50 euro per 12 ml, un decimo di Yves Saint Laurent.
Dall’altro lato, però, il mascara firmato Primark, dell’omonima catena di abbigliamento low cost, che costa 3 euro e 50 per 9 ml, è in fondo alla classifica perché non raggiunge la sufficienza nella valutazione dell’esperto (usabilità, caratteristiche ed effetto sulle ciglia e valutazione fotografica prima e dopo l’applicazione sulle ciglia di una modella) e anche nella prova d’uso delle consumatrici.

Come si giustifica questa enorme differenza di prezzo?

Il nostro test dimostra che non è motivata dalla qualità della materia prima e dalla sua sicurezza (non ci sono sostanze indesiderate), né dalle performance dei mascara sulle ciglia.

Lo abbiamo chiesto a Renato Ancorotti, presidente di Ancorotti Cosmetics spa, una delle centinaia di aziende del distretto lombardo della cosmetica (Crema, Bergamo, Milano e Brianza) che realizzano il 60% del make up mondiale.
Ancorotti è un contoterzista che da decenni produce mascara per i più grandi marchi internazionali, così come per quelli low cost che si comprano nelle catene specializzate nei prodotti per la casa e la cosmesi, spiega: «Le normative europee che regolano la fabbricazione dei prodotti cosmetici e le materie prime utilizzate sono le stesse e garantiscono che qualsiasi cosmetico, al di là del canale di distribuzione, sia di qualità, ovvero che funzioni, che venga prodotto rispettando le Pratiche di Buona Fabbricazione (GMP) e, soprattutto, che sia sicuro per il consumatore finale - dice Ancorotti - Il vostro test mi trova d’accordo: un mascara è un mascara di qualità a prescindere dal prezzo. Ciò, però, non vuol dire che le differenze di prezzo siano ingiustificate. Un consumatore sceglie un mascara sulla base di elementi tangibili, come gli ingredienti contenuti o la performance finale, ma anche intangibili, quali ad esempio un’estetica accattivante o l’identità di brand, ovvero i valori che esso riesce a trasmettere (attenzione verso l’inclusione, impegno per la sostenibilità ambientale). Tra questi vi è anche la scelta del canale: si può preferire la farmacia o la profumeria in base anche alla necessità di avere una persona esperta che guidi nell’acquisto. Tutto ciò si riflette sul prezzo finale di un prodotto».

Insomma, come succede un po’ per tutti i cosmetici, non è sempre la performance che conta, quello che c’è dentro al tubetto, ma il “sogno” che un marchio ci regala attraverso il packaging e soprattutto con i testimonial. L'importante è esserne consapevoli.

L’Oréal, Rimmel, Kiko… come si sono comportati?

I marchi venduti anche nella grande distribuzione, come L’Oréal e Rimmel, o nei negozi targati Kiko e Sephora hanno una buona qualità?

Scoprilo nella nostra gallery dove trovi i risultati per i 20 mascara testati.

Ne resta troppo nel tubetto: anche oltre la metà

Il nostro test ha rivelato una grave pecca di questi prodotti che riguarda, in misura diversa, tutti i marchi testati: l’alta percentuale di prodotto che resta nel tubetto senza poter essere utilizzata.

Si va da un minimo del 15% a un massimo del 53% di mascara che resta inutilizzato.

In pratica, almeno il 30% del mascara rimane nel tubetto in quasi tutti i prodotti testati: una perdita inaccettabile anche per il portafoglio se si considera che le confezioni non sono particolarmente ricche di prodotto (si va da 6,9 a 12 ml) e visti anche i prezzi elevati.
Per esempio, nel caso dei prodotti più costosi, se nel tubetto ci sono 10 ml di mascara e il 44% è risultato inutilizzabile significa che se l’ho pagato 25 euro (quanto costa in media) ben 11 euro li ho regalati.

Di sicuro, il mascara non è un prodotto facile: la sua formula è chiamata a rispondere a standard di performance molto alti, non deve essere troppo liquida, si deve seccare in fretta una volta applicata e il packaging deve proteggere il prodotto per far sì che non si secchi troppo ogni volta che si apre il tubetto e deve consentire allo scovolino di fare una giusta presa di materiale.

Detto questo, però, i produttori del settore devono fare ricerca per mettere fine a questo spreco.

Più volume alle ciglia?

L’analisi delle caratteristiche tecniche e delle prestazioni dei mascara del test è stata affidata alla valutazione di un esperto in un laboratorio, che dopo averli esaminati e usati, ha dato un giudizio sull’effetto in termini di volume, lunghezza, incurvatura delle ciglia e tenuta nell’arco della giornata, oltre a valutare l'usabilità in generale.
Sempre l’esperto ha fatto anche una valutazione sulla resa immediata del mascara (volume, definizione delle ciglia, presenza di grumi...) con una foto fatta prima e una dopo la sua applicazione su una modella.

Risultati positivi per quasi tutti i prodotti, tranne per tre mascara che hanno avuto un giudizio negativo.

Bisogna dire però che nella prova d’uso fatta dalle consumatrici, i mascara del test hanno ottenuto per lo più giudizi positivi.

Sicuri, con qualche inciampo

La normativa europea che regola i cosmetici vieta alcune sostanze non sicure. Le analisi chimiche fatte per verificare la presenza di alcune di queste sostanze nella composizione del mascara come contaminanti derivanti da altri ingredienti sono confortanti: non ci sono o, al massimo, sono presenti in quantità insignificanti in quasi tutti i prodotti.

Purtroppo, in alcuni abbiamo trovato formaldeide (conservante vietato perché potenzialmente cancerogeno e sensibilizzante), in altri nickel in quantità rilevanti e antimonio (metalli pesanti, non ammessi dalla normativa in quanto tali). Il giudizio sulle sostanze indesiderate ha limitato quello di qualità globale.

Il metodo del test

I 20 mascara testati sono stati acquistati ad aprile 2022 e le analisi sono state fatte tra aprile e settembre 2022. I prezzi indicati sono stati rilevati nel mese di settembre 2022.

La scelta dei prodotti

Abbiamo tenuto conto dei marchi maggiormente distribuiti, ma abbiamo anche voluto coprire il più possibile in maniera trasversale le varie segmentazioni del mercato (come il posizionamento di prezzo; la presenza di marchi del distributore e i prodotti venduti in canali specifici).

Il peso delle prove 

La performance valutata dall’esperto pesa il 60% sul giudizio globale. La prova d’uso dei consumatori il 15%. L’analisi dell’etichetta e dell’imballaggio pesano per il 10% ciascuno. L’analisi sui contaminanti incide per il 5% ed è limitante sul giudizio di qualità globale.

Se vuoi conoscere più in generale come vengono svolti i test di Altroconsumo trovi tutte le informazioni qui.