Buongiorno.lo scrivente e la propria coniuge, all'atto dell'accensione del mutuo con la cassa di risparmio di La Spezia (gruppo Credit Agricole), aveva accettato di sottoscrivere con la societa CACI dello stesso Gruppo una polizza assicurativa per salvaguadare nel caso di morte o gravi patologie i due mutuatari nel pagamento e nell'estinzione del mutuo. In data 17.05.2017, da altra banca (Fineco), veniva accettata la surroga del mutuo originario. Come da contratto di polizza, lo scrivente inviava comunicazione con raccomandata avviso di ricevimento alla società CACI, il 16.05.2017, il giorno prima dell'estinzione del mutuo con la vecchia banca. Raccomandata in cui si comunicava la surroga, e dove si chiedeva espressamente di mantenere le polizze in essere, come del resto previsto nelle condizioni di polizza. In data 31.10.2019, casualmente volendo lo scrivente richiedere ulteriore surroga alla stessa banca originaria ora Credit Agricole, considerando le migliori condizioni attualmente offerte sul mercato dei mutui, scopriva che doveva comunque sottoscrivere una polizza vita sul mutuo, ma ovviamente si rappresentava che si era già in possesso della stessa polizza che offriva la banca, ma da un controllo che l'impiegato faceva, si apprendeva che dette polizze erano state estinte il 23.05.2017, benchè lo scrivente avesse effettuato le comunicazioni prviste da contratto, pervenute alla CACI, come da ricevuta di ritorno il 19.05.2017. Orbene, da tale data e sino ad oggi, la suddetta società CACI, non ha mai dato alcuna comunicazione allo scrivente, ed ha trattenuto comunque illegalmente le somme che in ogni caso doveva restituire immeditamente visto che aveva estinto le polizze senza alcun motivo ed anzi contro la mia intenzione di mantenerle come chiaramente indicato. Poichè trovo assolutamente ingiusto ed anomalo tale incivile comportamento, chiede il rimborso delle quote per il periodo in cui la polizza è stata estinta, il ripristino dalla data odierna delle stesse per il periodo futuro, ed il risarcimento danni per il comportamento assolutamente prevaricatore ed arrogante da parte di CACI che nulla si è degnata di comunicare.