Bacheca dei reclami
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Reclamo formale e richiesta di rimborso per grave disservizio nel servizio di soccorso stradale
Spett.le Unipolmove, con la presente desidero formalizzare un reclamo ufficiale in merito al grave disservizio subito in data 20 giugno 2026 durante la richiesta di soccorso stradale effettuata tramite l'applicazione UnipolMove. Alle ore circa 20:00, a seguito della foratura di uno pneumatico mentre percorrevo l'Autostrada A4 in direzione Milano, all'altezza dell'uscita della Tangenziale Est, ho richiesto il servizio di soccorso stradale tramite l'applicazione UnipolMove, indicando chiaramente come destinazione il mio gommista di fiducia situato a Paladina (BG). Dopo aver effettuato il pagamento di €165,00, ho ricevuto conferma del servizio ma con una destinazione differente rispetto a quella da me indicata, ovvero presso UNICAR SERVICE S.R.L. di Monza. Tale circostanza mi è stata successivamente confermata telefonicamente dal vostro servizio clienti. Durante una prima telefonata, un vostro operatore mi ha informato che il veicolo sarebbe stato trasportato presso la struttura indicata dal sistema. Avendo evidenziato che la destinazione corretta era invece il gommista da me selezionato in fase di richiesta, ho chiesto se fosse possibile modificare il luogo di destinazione. Lo stesso operatore mi ha successivamente richiamato comunicandomi che il veicolo avrebbe potuto essere trasportato presso il gommista da me indicato, previo pagamento di un supplemento di €1,50 per chilometro eccedente. Ho espressamente accettato tale condizione. Poco dopo sono stato contattato dal responsabile del carro attrezzi, il quale mi ha invece comunicato che il veicolo non avrebbe potuto essere trasportato presso il gommista in quanto l'attività era chiusa e che sarebbe stato necessariamente trasferito presso un deposito. Tale informazione era completamente difforme rispetto a quanto precedentemente comunicatomi dal vostro servizio clienti. Successivamente, all'arrivo del carro attrezzi, mi è stato riferito che il veicolo sarebbe stato portato presso il deposito di Gorgonzola e non presso la struttura di Monza precedentemente indicata dal vostro personale. Anche questa informazione risultava quindi in contrasto con quanto comunicato in precedenza. Nel corso di una successiva telefonata con una vostra operatrice ho nuovamente evidenziato le numerose incongruenze riscontrate. In tale occasione ho inoltre trovato assolutamente inappropriato il comportamento dell'operatrice, la quale, durante la conversazione, ha addirittura riso mentre stavo rappresentando il disagio subito e richiedendo chiarimenti. A ulteriore conferma della totale disorganizzazione del servizio, sono stato nuovamente contattato dal responsabile del carro attrezzi, il quale mi ha comunicato che il costo del chilometraggio aggiuntivo non era pari a €1,50/km come precedentemente indicato dal vostro operatore, bensì a €3,00/km. A seguito di tale comunicazione ho richiesto ulteriori spiegazioni. Poco dopo sono stato ricontattato dal medesimo operatore del servizio clienti che aveva gestito la prima pratica. Durante tale telefonata ho evidenziato le continue informazioni contraddittorie ricevute e il grave disagio arrecato. La conversazione è degenerata al punto che il vostro dipendente ha assunto un atteggiamento poco professionale e inadeguato nei confronti del cliente, arrivando a contestare il tono della mia legittima lamentela anziché fornire chiarimenti o soluzioni. Alla luce delle continue informazioni errate ricevute, delle evidenti contraddizioni tra le diverse comunicazioni fornite dal vostro personale e dai soggetti incaricati del soccorso, nonché dell'atteggiamento poco professionale tenuto da alcuni operatori, ho deciso di non procedere con il trasporto del veicolo presso la destinazione finale e di organizzarmi autonomamente. Vi invito pertanto a verificare attentamente l'intera vicenda mediante l'ascolto delle registrazioni delle conversazioni intercorse con il sottoscritto nella serata del 20 giugno 2026. Ritengo che il servizio ricevuto sia stato gravemente carente sotto il profilo informativo, organizzativo e relazionale e che le numerose informazioni inesatte fornite abbiano determinato un significativo danno economico e un notevole disagio personale. Per tali motivi richiedo formalmente: Il rimborso integrale dell'importo di €165,00 corrisposto per il servizio di soccorso stradale; Il rimborso dell'importo di €105,00 sostenuto per il servizio taxi necessario per il rientro da Gorgonzola; Un riscontro scritto contenente le risultanze delle verifiche interne effettuate sulle conversazioni intercorse con il personale coinvolto. Richiedo che il presente reclamo venga preso in carico e che mi venga fornita una risposta scritta entro e non oltre 10 giorni lavorativi dal ricevimento della presente. In attesa di un vostro cortese riscontro, porgo distinti saluti.
Prelievo annullato e sezione prelievi disabilitata
Avevo richiesto un prelievo dal mio conto 22BET; la richiesta è stata annullata dall’operatore e, subito dopo, mi è stata richiesta una verifica documentale. Da quel momento posso accedere al conto, ma la sezione dei prelievi non è più disponibile: non posso inoltrare una nuova richiesta né utilizzare normalmente il conto. Il saldo bloccato supera i 3.000 euro. In passato avevo già effettuato prelievi con esito positivo dallo stesso conto. I fondi derivano da scommesse sportive e non da bonus. Nelle ultime due settimane ho trasmesso più volte, anche nei formati richiesti, documento d’identità, selfie, prova di indirizzo, patente e passaporto. Ricevo risposte generiche secondo cui la verifica è in corso, seguite da ulteriori richieste di documenti, senza un elenco completo di ciò che manca né una scadenza concreta. Chiedo che 22BET confermi per iscritto quali documenti sono stati accettati, indichi con precisione eventuali documenti mancanti e completi la verifica entro un termine definito, riattivando la sezione prelievi affinché io possa ritirare il saldo.
Addebito non dovuto
In data 23 Agosto 2026, lo scrivente acquistava e corrispondeva l’intero prezzo di un paio di pantaloni modello Track Man Kevlar, variante colore Stone Washed (Blue). Non essendo presente in loco la taglia idonea, su consiglio del Vostro addetto alle vendite, l'ordine veniva perfezionato per una taglia 52 con consegna a domicilio. Riscontrata l’inidoneità della taglia 52 (risultata eccessiva), lo scrivente si recava nuovamente in negozio. Data la momentanea indisponibilità della taglia 50 nella colorazione Blue (originariamente scelta e contrattualizzata), il personale proponeva di ordinare una taglia 50 nella colorazione Nero, al solo ed esclusivo fine di effettuare una prova taglia in loco. Restava inteso tra le parti che, verificata la vestibilità, l'azienda avrebbe ordinato e consegnato il prodotto nel colore definitivo (Blue). In data 10 Settembre 2026, a seguito di Vostro avviso, lo scrivente percorreva una distanza di 35 km per recarsi presso il punto vendita. Effettuata la prova della taglia 50 (risultata conforme), veniva richiesto all'operatore di turno di procedere con il carico dell'ordine definitivo nella colorazione Blue. In tale sede, l’operatore pretendeva, in modo del tutto arbitrario e confuso, il pagamento di una somma supplementare pari a € 15,00, accampando motivazioni prive di fondamento logico e contrattuale (qualificando l'operazione come un "cambio colore" da nero a blu, ignorando la natura meramente istruttoria della prova taglia precedentemente concordata). Onde evitare ulteriori ed estenuanti controversie in loco, lo scrivente provvedeva al pagamento della suddetta cifra, riservandosi espressamente ogni diritto di ripetizione.
Abbonamento non richiesto
Spettabile web. Aiuto . Com In data 24 marzo 2026 ho richiesto tramite pagamento il vostro servizio per vedere l' origine di un fermo. Solo tre mesi dopo mi sono accorta dell' attivazione di un abbonamento non richiesto. Vi chiedo cortesemente il rimborso delle tre mensilità di 49.90 prelevate senza il mio consenso nei mesi di aprile- maggio- giugno 2026. Se la procedura richiesta non andrà a buon fine vi invierò ulteriori solleciti tramite il mio legale. Distinti saluti Prof. ssa Cannavo' Patrizia
RIMBORSO A SEGUITO DI RINUNCIA AGLI STUDI
Gent.mi, a seguito di rinuncia agli studi, ho chiesto il rimborso delle annualità pagate all'atto dell'iscrizione all'università non fruite: 3 annualità pagate in anticipo (10.968,00 euro) di cui fruita solo la prima. A distanza di due mesi dall'istanza di rinuncia, non ho ancora ottenuto il rimborso e né la sua quantificazione (dovrebbe essere pari a 2/3 di quanto pagato, circa 7000 euro), sebbene la pratica di rinuncia sia stata da me pagata (600 euro) e accettata. La segreteria amministrativa non sa darmi certezze circa l'evasione della pratica.
mancata consegna
acquistati due capi. 1 arrivato regolarmente. l'altro mai pervenuto. chiesto ristoro, ma ripetutamente segnalato in prossima consegna, ormai da troppo tempo e rifiutato il rimborso.
Spettacolo del 28/09/2026 riprogrammato unilateralmente – richiesta di rimborso
Ho acquistato 5 biglietti per lo spettacolo "Voto di vastità" al Teatro Carcano di Milano, previsto lunedì 28 settembre 2026 alle ore 20.30 (acquistati il 5 settembre 2026 tramite sito https://www.teatrocarcano.com/, importo totale euro 131,25 incl. euro 6,25 tra diritti prevendita e commissioni. Con email del 16 settembre 2026, il Teatro mi ha comunicato che, a causa dello slittamento della consegna dei materiali per il rifacimento dell'impianto di termoregolazione, la replica è stata riprogrammata a lunedì 23 novembre 2026 alle ore 20.30. Contestualmente mi sono stati inviati i biglietti validi per la nuova data, senza alcuna possibilità di scelta. La nuova data non è per noi fruibile, poiché in quel giorno non saremo a Milano. Il rinvio è stato deciso unilateralmente dal Teatro per ragioni organizzative che riguardano i suoi rapporti con i fornitori e che non possono ricadere sul consumatore. Il regolamento del Teatro prevede che le variazioni di programmazione non costituiscano in nessun caso motivo di rimborso. Ritengo tale clausola vessatoria ai sensi degli artt. 33 e 36 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare dell'art. 33, comma 2, lett. m). Una clausola che permette al professionista di modificare unilateralmente un elemento essenziale della prestazione, come la data, senza riconoscere al consumatore il diritto di sciogliersi dal contratto è nulla. Richiamo inoltre l'art. 1464 c.c., dato che il consumatore non ha più un interesse apprezzabile alla prestazione eseguita in una data diversa. Chiedo pertanto il rimborso integrale dell'importo pagato per i 5 biglietti, pari a euro 131,25, con lo stesso mezzo di pagamento utilizzato per l'acquisto, entro 14 giorni dalla presente. Resto disponibile a restituire o annullare i biglietti emessi per il 23 novembre. Francesco Faina Tel. 3482201502 francesco.faina@outlook.com
Muffa sui piatti
Buongiorno, vi scrivo nuovamente per rappresentare una evidente problematica presente sui vostri piatti. Circa due anni fa ho acquistato due servizi di piatti da 6 posti (quindi per un totale di 12 posti). Purtroppo dopo poco tempo, ho iniziato a sentire nel mobile dove erano conservati, un forte odore di muffa e acqua marcia. Incredula ho svuotato completamente il mobile, pulito accuratamente lo stesso, e risistemato tutte le stoviglie all’interno. Il problema non si è risolto e solo dopo aver svuotato nuovamente tutto, con grande sorpresa ho constatato che i piatti presentavano sul fondo esterno evidenti tracce di muffa emanando cattivo odore (vedi foto allegate dal quale si evince quanto indicato). Ho quindi lavato nuovamente tutti i piatti che, come sempre, ho asciugato accuratamente. Purtroppo il problema non si risolve: i piatti prolificano di muffa ed emanano cattivo odore. Il problema è a mio avviso dato dal fatto che il bordo del fondo nella parte esterna, è grezzo, non rifinito né vetrificato con conseguente assorbimento dell'acqua che poi viene rilasciata con produzione di muffa e cattivo odore. Si tratta pertanto di un problema intervenuto sin dalla loro realizzazione, certamente non imputabile al cliente. Tutto ciò va ben al là della garanzia prevista nei due anni dall'acquisto e della relativa produzione dello scontrino. Ovvero, come è evidente anche dalle numerose lamentele e reclami visionabili anche dai social sin dal 2022, i piatti non dovevano essere commercializzati in quanto presente un difetto che nuoce gravemente alla salute. Sembrerebbero pertanto non rispondere a quanto previsto dalla normativa del Regolamento (UE) 2023/988, che impone che ogni articolo in vendita sia sicuro per chi lo usa, normativa tanto declamata anche sul vostro sito. E' per voi sicuro un piatto che produce muffa e odore di acqua stagnante? E' normale che dove si pone il cibo ci sia produzione di muffa? Ancor più grave è il fatto che, nonostante le numerose segnalazioni effettuate dai clienti anche tramite Altroconsumo, da parte vostra non è stata effettuata alcuna campagna di richiamo! Resto basita che una marca seria come la vostra a diffusione nazionale, non si sia attivata dopo le numerose segnalazioni ma, a richiesta dei clienti, ci si limiti a richiedere la produzione dello scontrino. E' di tutta evidenza che i piatti, marchiati Tognana uno ad uno, siano di vostra produzione. Vi allego a supporto a mero titolo esemplificativo, evidenza da quanto da me indicato. Fiduciosa che una ditta seria quale la vostra voglia risolvere un problema così grave, resto in attesa di vostre indicazione al fine di procedere con la sostituzione dei piatti. Grazie. Orietta Benvenuti
Furto informatico su piattaforma Welfare Pellegrini
Buongiorno, il giorno 4 agosto 2026 ho comunicato l'avvenuto furto dal portale Welfare Pellegrini di un importo pari a 1.300 Euro, caricato nella mia disponibilità sulla piattaforma welfare, allegando alla comunicazione copia della denuncia fatta ai Carabinieri. La segnalazione è stata registrata con riferimento CRM 0411701. Il vostro servizio clienti mi ha risposto imputando totalmente alla sottoscritta la colpa del furto per non aver custodito con attenzione le credenziali di accesso al portale, in particolare l'indirizzo email associato al mio profilo che rappresenta l'identificativo utente di accesso al portale. Poiché il vostro sistema prevede un sistema di autenticazione con un codice di verifica che viene inviato alla medesima mail utente e non a un riferimento disgiunto (esempio sms su numero di cellulare) la semplice violazione della mail consente di poter accedere in maniera abusiva ed effettuare i furti. Per quanto sopra ribadisco la richiesta di riaccredito di quanto sottrattomi illecitamente, non essendo imputabile a mia negligenza ma alla dimostrata debolezza del vostro sistema di gestione del portale Welfare.
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