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Test genetici fai da te: meglio evitare

Abbiamo provato un test genetico venduto online per capire come funziona e se dà risposte soddisfacenti. Gli esperti tuttavia mettono in guardia su questa nuova frontiera della prevenzione: senza una precisa necessità medica e senza un preventivo consulto con un genetista, fare un test genetico non solo è inutile, ma anche controproducente. A rischio anche la privacy.

  • di
  • Simona Ovadia
10 ottobre 2019
  • di
  • Simona Ovadia
Test genetici fai da te

La domanda è inevitabile: l'abitudine di ricorrere a test genetici fai da te rappresenta di per sé un fatto positivo che porterà benefici in termini di prevenzione e salute? Non proprio, stando a quanto dicono i principali esperti di genetica e le società scientifiche internazionali. Le indagini genetiche, infatti, hanno senso solo in un contesto preciso, cioè se ci sono motivi medici particolari che le richiedono. Un test genetico, per quanto possa essere eseguito in un buon laboratorio e con un metodo corretto, ha scarsa utilità clinica se non è accompagnato dalla consulenza di un genetista in grado di interpretarlo e valutarne l’appropriatezza.

Occhio ai rischi 

Un esame fai da te di questo tipo, per quanto possa sembrare facile e poco invasivo, non è privo di rischi: i risultati possono essere mal interpretati, generando ansia e preoccupazioni immotivate per il singolo e costi aggiuntivi per il servizio sanitario come conseguenza di indagini e terapie ulteriori non appropriate. O al contrario essere troppo rassicuranti e distogliere l’attenzione da un problema che si potrebbe prevenire. Esiste poi un serio problema di privacy: cedere i propri dati genetici a laboratori “virtuali”, non è consigliabile, perchè il materiale genetico contiene una serie di informazioni preziose che vanno il più possibile protette.

Ne abbiamo provato uno

Per capire in concreto come funziona la genetica fai da te abbiamo acquistato online un kit per un’indagine di nutrigenomica, che dovrebbe dare indicazioni sulla dieta migliore per ogni individuo basandosi sul nostro Dna. ll kit è arrivato dopo pochi giorni. Una semplice provetta con un tampone e facili istruzioni ci hanno guidato nell’esecuzione dell’esame. Il tampone andava passato in bocca alcune volte per raccogliere un campione adeguato di saliva dal quale il laboratorio avrebbe estratto e analizzato il Dna. Il prelievo è stato rispedito per posta e la risposta è arrivata puntuale dopo un paio di settimane ma le risposte sono state deludenti, ben al di sotto delle nostre aspettative e del prezzo pagato. Trovate tutti i dettagli nell'articolo pubblicato su InSalute di ottobre 2019.