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La ricetta medica: tutte le tipologie e gli usi

19 ottobre 2016
ricetta medica

19 ottobre 2016

A seconda della prestazione che devi richiedere, può cambiare il tipo di ricetta medica che il medico deve usare. Ecco tutte le tipologie e le modalità d'uso.

Tipologie e validità delle ricette mediche

La ricetta medica è un vero e proprio documento, redatto da un medico abilitato e iscritto all’albo professionale, che consente al paziente di prenotare visite specialistiche, esami diagnostici e di poter ritirare o acquistare i farmaci che richiedono una prescrizione medica. Esistono due tipi di ricetta:

  • quella del ricettario regionale, che permette l’erogazione di farmaci e prestazioni a carico del servizio sanitario;
  • la cosiddetta ricetta “bianca” del ricettario personale del medico, che permette comunque l’erogazione delle prestazioni e dei farmaci, a completo carico del cittadino.

I farmaci, i presidi, gli esami, le visite specialistiche, le prestazioni terapeutiche possono essere sulla ricetta del servizio sanitario o sulla ricetta “bianca" a seconda di chi li prescrive e delle condizioni di prescrivibilità: non tutti i medicinali o gli approfondimenti diagnostici possono essere prescritti a carico del servizio sanitario (secondo i Livelli Essenziali di Assistenza), oppure per tutti i cittadini (secondo le Note AIFA) né tutti i medici possono prescrivere a carico del servizio sanitario.

Esistono però anche altri tipi di ricetta, come:

  • La ricetta ministeriale a ricalco è una ricetta speciale che il medico compila per la prescrizione di sostanze psicotrope e stupefacenti. È compilata su di un ricettario differente, in triplice copia, di modo che una copia rimanga al medico, una al paziente e una al farmacista.
  • La cosiddetta ricetta limitativa è quella che può essere compilata solo da medici di una determinata branca specialistica oppure da medici operanti in centri ospedalieri, corredata dalla redazione di un piano terapeutico.

Che validità hanno le ricette mediche?

La ricetta medica utilizzata per prescrivere visite ed esami specialistici col servizio sanitario ha validità di un anno. Quando si prenota è necessario essere provvisti di un’impegnativa valida: per contare la data di scadenza, bisogna partire dal momento della data di rilascio da parte del medico. Se sulla ricetta, la visita o l’esame hanno un codice di priorità diverso da P, è necessario rispettare i tempi, altrimenti la priorità decade: una ricetta con priorità B presentata per la prenotazione oltre 15 giorni dalla data del rilascio, perde la priorità B e viene prenotata come prestazione con priorità D (30 giorni per visite specialistiche, 60 giorni per esami strumentali). Una ricetta con priorità D presentata oltre 30 giorni dalla data di rilascio, perde la priorità D e viene prenotata come prestazione con priorità P (entro 180 giorni).


Spesa finanziata dal ministero dello Sviluppo economico ai sensi del Decreto 6 agosto 2015.

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