Rimborso 730: dove vedere il risultato e cosa fare se sei a credito o debito
Dopo aver presentato il 730, il modello 730-3 riepiloga quanto verrà rimborsato o trattenuto in busta paga a partire da luglio. Questa guida spiega dove trovare il risultato nella dichiarazione, come leggere i righi del prospetto di liquidazione e quando arriva il rimborso, con tutte le novità introdotte dal modello 730/2026 per i redditi 2025. È rivolta a lavoratori dipendenti, pensionati e a chi presenta il 730 senza sostituto d'imposta.
Il modello 730-3 è il prospetto di liquidazione che viene consegnato da chi presta assistenza fiscale al termine della compilazione, o messo a disposizione online dall'Agenzia delle entrate nel 730 precompilato. In questo modello si trova in modo sintetico il risultato della dichiarazione: credito da ricevere in busta paga a partire dal mese di luglio 2026 (agosto/settembre per i pensionati) oppure debito da saldare tramite trattenuta o modello F24. Vediamo insieme come orientarsi.
Torna all'inizioDove vedere il risultato del 730
Per sapere quale sia il risultato del 730, cioè se si debba pagare o ottenere un rimborso, basta verificare quanto riportato nel quadro "liquidazione delle imposte del dichiarante" che si trova nel modello 730-3 che viene consegnato da chi presta l’assistenza fiscale o dall'Agenzia delle entrate nella compilazione del 730 precompilato.
Nel 730 precompilato, al termine della lavorazione del 730, il sistema indica il credito spettante o il debito da saldare. A questo punto, quando si procede all'invio è possibile anche visualizzare il pdf del 730 elaborato, in cui viene trovi il modello 730-3 con i dettagli che ora vediamo insieme.
Si tirano le somme del 730 nei righi dal 161 al 164 in cui si trova quanto dovuto al Fisco o quanto credito si ha nei suoi confronti.
Quando non c'è bisogno di pagare o non si ottiene il rimborso
La dichiarazione dei redditi ha dei limiti di risultato per i quali non è necessario presentarla o, pur presentandola non si ottengono rimborsi e non si pagano debiti:
- se dal conguaglio risulta un debito pari o minore di 10,33 euro, il Fisco esonera dalla presentazione del 730; è importante però conservare i documenti per 5 anni in caso di controlli dell'Agenzia delle Entrate;
- se il debito o il credito d'imposta risultante dal conguaglio non supera i 12 euro, non ci saranno addebiti o rimborsi, ma la dichiarazione deve essere presentata. Questo limite riguarda sia l'Irpef, sia l'addizionale comunale o regionale e la cedolare seccamente considerate singolarmente. Chi non ha un sostituto d'imposta può usarlo in compensazione per pagare altre imposte con l'F24.
Dove trovare il risultato di ogni imposta nel 730-3
Dal rigo 91 al 101 vengono indicate separatamente tutte le imposte e gli eventuali acconti da versare: rigo 91 per l'Irpef, 92 per l'addizionale regionale, 93 per l'addizionale comunale e 99 per la cedolare secca. Nelle colonne dedicate ai “crediti” troviamo:
- nella colonna 1 dei righi 92 e 93 sono indicati i codici che individuano la Regione e il Comune di residenza;
- nella colonna 2 sono indicati per ogni singola imposta gli importi inferiori a 12 euro che non saranno rimborsati dal sostituto d'imposta;
- nella colonna 3 è riportato il credito per ogni imposta;
- nella colonna 4 viene eventualmente indicato l’importo del credito d'imposta di colonna 3 che hai deciso di utilizzare per pagare altre imposte. In quest’ultimo caso, sarà compilata la sezione del 730-3: “dati per la compilazione del modello F24”. Bisogna copiare i dati di questo quadro nel modello F24;
- nella colonna 5 c'è il credito d'imposta che viene versato dal sostituto d'imposta in busta paga o sulla pensione.
Nelle colonne dedicate ai “debiti”:
- nella colonna 6 sono indicati, per ogni imposta, gli importi inferiori a 12 euro che non vengono addebitati;
- nella colonna 7 viene riportato il debito per ogni imposta.
Nel rigo 97 si trova l'acconto per l'addizionale comunale 2026 se non è stata sufficientemente trattenuta dal sostituto d'imposta in corso d'anno. Ricorda: se l'importo di questo rigo è inferiore a 10 euro, non se ne tiene conto nella somma finale degli importi indicata nei successivi righi dal 161 al 164.
Dal rigo 94 al 96, se si è a debito, si trovano gli acconti per il 2026.
Nei righi 100 e 101 trovi quanto devi pagare di acconto sulla cedolare secca per il 2026.
Torna all'inizioDove verificare il credito nel modello 730-3
Il credito complessivo da ricevere si trova nel quadro importi da trattenere o da rimborsare" del modello 730-3:
- nel rigo 163 c'è il rimborso che finirà nella busta paga di luglio o nella pensione di agosto/settembre (o nei mesi successivi in caso di presentazione successiva del 730);
- il rigo 164 è per chi non ha sostituto d'imposta e risulta a credito in questo campo viene indicato quanto verrà rimborsato dall'Agenzia delle Entrate.
Se la dichiarazione è congiunta, nel prospetto c'è solo l'importo complessivo, che tiene conto della liquidazione delle imposte dei coniugi.
Torna all'inizioQuando arriva il rimborso del 730/2026
Il rimborso del 730 arriva generalmente nella prima busta paga o pensione utile dopo la data di presentazione della dichiarazione. Tuttavia, può capitare che il rimborso venga bloccato dall'Agenzia delle entrate. Sarà l'Agenzia delle entrate stessa a pagare il rimborso con accredito sul conto corrente del dichiarante che deve aver inserito il proprio IBAN nel sito dell'Agenzia. Se l'Agenzia non possiede i dati per l'accredito diretto, utilizzerà uno dei metodi alternativi utilizzati per la presentazione della dichiarazione senza sostituto d'imposta.
In questi casi l'Agenzia delle entrate però non può tenere bloccato il rimborso per più di quattro mesi a partire dal 30 settembre. Se la dichiarazione viene presentata successivamente, i 4 mesi si calcolano da quella data. Il rimborso arriva a partire da dicembre oppure entro il sesto mese successivo alla data di trasmissione del 730.
Come ricevere il rimborso senza sostituto d'imposta
Il rimborso in caso di 730 senza sostituto è eseguito direttamente dall'Agenzia delle entrate a partire dal mese di dicembre 2026. Le modalità possibili sono:
- se hai fornito all’Agenzia delle Entrate l'IBAN del conto corrente bancario o postale, il rimborso viene accreditato su quel conto;
- se non hai comunicato le coordinate del conto corrente, il rimborso è erogato tramite titoli di credito a copertura garantita emessi da Poste Italiane S.p.A.;
- se vuoi utilizzare in compensazione i crediti Irpef, addizionali, o sostitutive delle imposte sul reddito, puoi solo usarei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate e a prescindere dalla tipologia di compensazione effettuata, devipresentare il modello F24 “a saldo zero”.
Come capire se sei a debito con il 730/2026
Se sei a debito, nella colonna 1 del rigo 161 trovi quanto sarà trattenuto in busta paga a luglio (agosto o settembre per i pensionati o nei mesi successivi per presentazioni successive del 730). A colonna 2 trovi il secondo acconto che si paga a novembre, che non può essere rateizzato nemmeno se la somma risultasse ingente.
Il versamento dell'acconto di luglio comprende oltre al primo acconto per il 2026 anche l’eventuale saldo che risulta dovuto per il 2025. Se si sceglie di rateizzare, l’importo indicato nella colonna 1 del rigo 161 va diviso per il numero di rate indicate nel quadro F (rigo F6 colonna 7) e che viene riportato anche in questo quadro prima del rigo 161.
Come paga chi non ha il sostituto d'imposta
Le colonne del rigo 162 sono riservate a chi non ha il sostituto d'imposta. Qui trovi indicati gli stessi importi come li abbiamo appena visti per il rigo precedente. In questo caso però, sarà compilata anche la sezione "importi da versare mod F24 (730 dipendenti senza sostituto)" per permettere la corretta compilazione dell'F24 e il successivo versamento. La stampa dell'F24 viene fatta da chi presta l'assistenza fiscale. Se si utilizza il 730 precompilato invece, è possibile pagare online sul sito dell'Agenzia delle entrate direttametne dal proprio profilo. Ricorda:
- paga il I acconto/saldo entro il 30 giugno;
- paga il II acconto entro il 30 novembre.
Le imposte sostitutive nel 730-3: quadri W, M e T
A partire dal 2024 è stato introdotto il quadro W nel 730, che ha permesso di dichiarare autonomemente i redditi di fonte estera e di pagare IVIE ed IVAFE. A partire dal 2025 nel 730 hanno trovato spazio anche il quadro M e il quadro T dedicati rispettivamente alle imposte sostitutive e alle imposte sulle plusvalenze finanziarie.
Nella pagina del 730-3 dedicata alla liquidazione altre imposte sostituive, dal rigo 301 al rigo 323 trovi il resoconto di tutte le imposte dovute o per le quali siamo a credito relativamente a cripto-attività, Ivie, Ivafe, e imposte sostitutive di varia natura.
Le colonne di ogni imposta sono suddivise in:
- colonna 1, imposta dovuta dove trovi il totale da versare;
- colonna 2, le eccedenze di imposta che risultano dalla precedente dichiarazione dei redditi;
- colonna 3, gli acconti versati per il 2025;
- colonna 4, l'imposta a debito, cioè quella dovuta a saldo per il 2025 e che dovrai versare tramite modello F24;
- colonna 5, l'imposta a credito che verrà rimborsata dall'amministrazione finanziaria e non tramite 730;
- colonna 6, le eccedenze d'imposta versata;
- colonna 7, il credito d'imposta che vuoi usare in compensazione per pagare altre imposte tramite il modello F24;
- colonna 8, il rimborso che verrà erogato dall'amministrazone finanziaria.
Per il rimborso è fondamentale che sia stato comunicato all'Agenzia delle entrate l'IBAN del conto corrente sul quale si vuole ottenere quanto spettante. Per farlo è possibile utilizzare la funzione presente nel 730 precompilato oppure inviando l'apposita comunicazione presente nel cassetto fiscale online.
Torna all'inizioCome calcolare l'Irpef e le imposte dovute nel 730
L’Irpef, imposta sul reddito delle persone fisiche, è proporzionale al reddito, cioè all’aumentare di questo cresce anche l’aliquota d’imposta applicata. Le aliquote e gli scaglioni d'imposta sono variati nel 2024 e sono stati rivisti nel 2026. Questi ultimi quindi non trovano ancora spazio nel 730/2026.
Per calcolare l'Irpef si usano gli scaglioni di reddito riportati nella tabella seguente:
| Reddito imponibile (RI) | Formula per il calcolo dell'Irpef |
|---|---|
| Fino a 28.000 euro | 23% |
| da 28.001 a 50.000 euro | 6.440 + (RI - 28.000) x 35% |
| Oltre 50.001 euro | 14.140 + (RI - 50.000) x 43% |
Il reddito su cui calcolare le imposte è il reddito complessivo, che è dato dalla somma di tutti i redditi dichiarati ad esclusione di quelli da locazione su cui si è deciso di versare la cedolare secca. Prima di applicare la tassazione dal reddito complessivo bisogna togliere:
- l’eventuale reddito dell’abitazione principale e delle sue pertinenze;
- gli oneri deducibili.
Attenzione: dall’imposta lorda si tolgono le detrazioni eventualmente legate al tipo di reddito dichiarato e quelle riconosciute sulle spese sostenute in corso d’anno, oltre ai crediti d’imposta. Da tutti questi calcoli nasce l’imposta netta eventualmente da versare.
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