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Conto base, costi a confronto. Difficile aprirne uno e ottenere informazioni

24 ottobre 2012

24 ottobre 2012

Dal primo giugno scorso le banche devono offrire a pensionati e soggetti svantaggiati il conto corrente semplificato. Ma è difficile aprirlo, così come ottenere informazioni allo sportello delle banche. Queste le segnalazioni dei cittadini e delle associazioni di consumatori a Bankitalia,che ha richiamato le banche al rispetto della legge. Ecco i costi dei principali istituti.

 Conto Base nelle principali banche italiane (ottobre 2012) 

 Banche

 Canone annuo (euro)

 Banca d'Alba

 24

 Veneto Banca

 24

 Intesa San Paolo

 30

 Poste Italiane

 30

 Banco di Desio e della Brianza

 36

 Banco Popolare

 36

 UBI BANCA

 42

 Cariparma Credit Agricole

 46,80

 Banca Carige

 48

 Banca popolare di Puglia e Basilicata

 48

 Banca Sella

 48

 Credem

 48

 Deutsche Bank

 48

 Unicredit

 48

 BCC di Roma

 50

 Banca popolare di Sondrio

 50

 Banca Popolare dell'Emilia Romagna

 56

 Banca delle Marche

 60

 Banca Popolare di Vicenza

 60

 Cassa di risparmio di San Miniato gruppo Carismi

 60

 Bnl Bnp Paribas

 da 61,50 a 71 a seconda
dell'operatività

 Banca Popolare di Milano

 72

 Monte dei Paschi di Siena

 72

 Banca popolare di Bari

 90


Cosa puoi fare con il Conto base

Il canone annuale indicato in tabella non si applica a chi ha un reddito Isee non superiore a 7.500 euro perché non paga per avere questo conto né canone annuale né imposta di bollo. Ecco le operazioni incluse nel Conto base di tipo A: una carta di debito, se previsto anche home banking o operazioni con Atm evoluto, 6 elenchi movimenti allo sportello fisico della banca; 6 prelievi di contante direttamente in banca; prelievi illimitati dall’Atm della banca emittente tessera bancomat;
12 prelievi Atm presso altre banche; illimitati addebiti diretti sul conto (cosiddetti Rid); 36 pagamenti ricevuti con bonifici domestici o Sepa (ad esempio stipendio o pensione); 12 Pagamenti ricorrenti con bonifico domestico o Sepa con addebito su conto (ad esempio rate mutuo o prestito);  6 bonifici in uscita domestici o Sepa con addebito in conto; 12 versamenti di contante o assegni; 1 comunicazione di trasparenza; 4 invii estratti conto.

Per i pensionati è a canone zero
Per i pensionati con assegno mensile fino a 1.500 euro è disponibile un Conto base di tipo B, a canone zero. Si paga solo l’imposta di bollo se la giacenza supera in media i 5.000 euro nell’anno.
Le operazioni incluse nel Conto base B a canone zero sono però più limitate. Infatti, rispetto al più completo Conto base A, non prevede l’home banking, i prelievi dagli sportelli automatici di altre banche (che nel Conto A sono 12 all’anno), i Rid, i bonifici ricorrenti e quelli ordinari, i versamenti di contanti e di assegni. Unico elemento di novità i 12 prelievi di contante direttamente allo sportello della banca che sono gratuiti. Il pensionato può scegliere un Conto base A che sia gratuito solo per le operazioni indicate nel Conto base B (che dunque dovrebbe avere un canone annuo più basso, alcune banche offrono il prodotto completo a costo zero altri allo stesso canone del conto base A) oppure un Conto base B con solo le seguenti operazioni incluse: una carta di debito, 6 elenchi movimenti; 12 prelievi contante direttamente in agenzia; illimitati prelievi Atm presso banca emittente; illimitati bonifici in entrata domestici o Sepa; 1 comunicazione di trasparenza; 4 estratti conto e illimitati pagamenti con carta di debito.
 

Il conto base, che per legge dal primo giugno scorso dovrebbe essere offerto allo sportello di banche e Poste, è un conto fantasma stando alle segnalazioni dei cittadini che sono giunte sul tavolo di Bankitalia. Difficile aprire il conto base così come ottenere informazioni. La nostra banca centrale è intervenuta richiamando gli operatori a dare concreta applicazione agli obblighi di legge, informando in maniera adeguata i clienti agli sportelli e sui siti internet. Il decreto Salva Italia aveva introdotto il concetto di conto di base, un prodotto semplice con condizioni particolari pensato per pensionati e soggetti svantaggiati socialmente.

Allo sportello un conto fantasma
Il conto base ha un numero di operazioni limitato e un unico canone annuo onnicomprensivo. Non prevede il libretto degli assegni, la carta di credito, il deposito titoli.  Non si può andare in rosso e il conto non è remunerato. Il costo deve essere ragionevole e coerente con finalità di inclusione finanziaria. Abbiamo verificato nei principali istituti di credito italiani che questo canone però non è così appetibile come dovrebbe. Intesa Sanpaolo e Poste Italiane fanno pagare un canone di 30 euro all’anno (Banca D’Alba e Veneto Banca fanno meglio con 24 euro) ma si arriva anche a 90 euro per la Banca Popolare di Bari e i non pochi 72 euro di Monte dei Paschi di Siena e Banca Popolare di Milano. Abbiamo stilato una classifica dei conti base in ordine di canone annuo totale (dati riferiti a ottobre 2012). Al costo totale bisogna aggiungere il bollo di 34,20 euro per giacenze superiori a 5.000 euro. Il conto base ha canone zero e bollo zero per chi ha un reddito Isee fino a 7.500 euro. I pensionati con pensioni fino a 1.500 euro al mese possono accedere a un conto base semplificato a canone zero e imposta di bollo da pagare se la giacenza media supera i 5.000 euro. Al costo totale bisogna aggiungere il bollo di 34,20 euro per giacenze superiori a 5.000 euro.


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