Calcola la tua pensione

Come calcoliamo la tua pensione?

I DATI RIPORTATI RAPPRESENTANO L’EFFETTIVA PENSIONE PERCEPITA IN FUTURO?

No. I valori prodotti dalla simulazione sono da ritenersi puramente indicativi e potrebbero non trovare conferma nel corso degli anni. I risultati ottenuti sono, quindi, da considerarsi come puramente indicativi. L'obiettivo è aiutare l'utente a raggiungere maggior consapevolezza sui risultati potenziali della previdenza pubblica, tenendo sempre presente che le stime sono condizionate dai dati impostati e dalle premesse di calcolo scelte e da quelle inserite dall'utente. Le ipotesi di calcolo potrebbero non trovare conferma nel corso del rapporto in caso di cambiamenti dei tassi di interesse, del tasso di inflazione, di crescita economica e salariale, della carriera lavorativa, della legislazione fiscale, di quella previdenziale e di altre variabili non prevedibili alla data di elaborazione.

 

DATA E IMPORTO A COSA FANNO RIFERIMENTO?

Il calcolo tiene conto delle diverse opzioni oggi esistenti per andare in pensione:

  • Pensione di vecchiaia
  • Pensione anticipata
  • Pensione anticipata con quota 100 (fino al 2021)

Il calcolatore restituisce sempre la data e l’importo della pensione di vecchiaia, più gli importi e la data della pensione anticipata o la pensione anticipata con quota 100 (per quest’ultima solo fino al 2021 compreso). Per le opzioni di pensione anticipata, viene visualizzata la prima sfruttabile cronologicamente. Non è considerata Opzione donna, in quanto è una possibilità di pensione anticipata che deve essere rinnovata ogni anno. Non c’è alcuna certezza che sia presente in futuro (per esempio già dal 2021).

Pensione di vecchiaia. Dal 2019 l’età richiesta è 67 anni – per tutti, uomini, donne, dipendenti e autonomi - con un minimo di 20 anni di contributi versati. Nella simulazione si tiene conto dei futuri rialzi dell’età minima pensionabile, che progressivamente salirà a 68, 69 e 70 anni.

Pensione sfruttando la quota 100. Si raggiunge quando la somma dell’età anagrafica e gli anni di contributi versati dà 100. Devono essere però rispettati dei paletti: avere almeno 62 anni di età e 38 di contributi. Quindi, se si avranno 62 anni di età e si saranno maturati 38 anni di contributi, allora si potrà andare in pensione. Se però si avranno 61 anni di età e 39 anni di contributi, anche se in questo caso la somma è comunque 100 non si porta andare in pensione. Le altre tre combinazioni? 63 anni più 38 di contributi (somma 101), 64+38 (102), 65+38 (103) e 66+38 (104). Insomma quota 100, quota 101, quota 102, quota 103 e quota 104.
Quota 100 è stata introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021. Non si è a conoscenza di cosa avverrà dopo il 2021. In assenza di dati certi, il calcolatore considera Quota 100 solo fino al 2021.

Pensione anticipata. Esiste anche la possibilità di andare in pensione una volta raggiunti 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni 10 mesi per le donne (a prescindere dall’età anagrafica). Questi requisiti sono fissi, per legge, fino al 2026 compreso, successivamente aumenteranno di 2 mesi ogni 2 anni. Il calcolatore tiene conto di questa dinamica.
Inoltre, solo e solamente per chi è nel sistema contributivo c’è la possibilità di andare in pensione anticipata con 3 anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia, ma solo se l’importo dell’assegno pensionistico è pari a 2,8 il valore dell’assegno sociale. 

QUALI SONO LE “ASSUNZIONI DI BASE” DEL CALCOLATORE?

Contribuzione. Nella simulazione la contribuzione viene considerata in forma annuale, interamente versata ad inizio anno. Si presume che la contribuzione sia continuativa negli anni, senza interruzioni.

Età contributiva. Si riferisce al numero di anni per i quali hai versato i contributi.

Stima di crescita del reddito lordo. Nella simulazione si considera una crescita dello stipendio medio annua del 2%.

Inflazione. L'inflazione è posta costante al 2%.

Sistema di calcolo utilizzato. A seconda delle anzianità contributive, il calcolatore simula la pensione con il sistema contributivo o con quello retributivo misto.

Rivalutazione dei contributi. Tutti i contributi di previdenza obbligatoria, passati e futuri, sono capitalizzati ad un indice quinquennale del PIL (Prodotto Interno Lordo). Per i contributi passati (sia per il sistema contributivo sia per la quota contributiva nel sistema retributivo misto) si usano i coefficienti di rivalutazioni calcolati dall’Istat, che sono anche i coefficienti usati realmente dall’Inps per il calcolo delle pensioni. Per quelli futuri un tasso di rivalutazione pari alla media quinquennale del PIL definito pari all'1,5%.
Per i calcoli delle quote retributive nel sistema misto, si usano i coefficienti di rivalutazione delle retribuzioni e le aliquote di rendimento. Per i dati passati si usano i coefficienti di rivalutazioni calcolati dall’Istat, che sono anche i coefficienti usati realmente dall’Inps per il calcolo delle pensioni. Per quelli futuri un tasso di rivalutazione pari alla media quinquennale del PIL definito pari all'1,5%. Per le aliquote di rendimento si usano i valori calcolati dall’Istat.

Calcolo contributi passati. I contributi passati sono personali e diversi da persona a persona. Solo il singolo può conoscere la sua storia contributiva tramite il sito Inps. Per questo, i contributi passati sono stimati. La stima è effettuata ipotizzando a ritroso – con punto di partenza lo stipendio lordo annuo inserito dall’utente - uno stipendio che è cresciuto negli anni sempre del 2% annuo. La storia contributiva così ipotizzata non potrà mai essere uguale a quella reale del soggetto, per cui la simulazione finale sarà ovviamente una stima e diversa da quella offerta dall’Inps, che invece si basa, almeno per il passato, su dati reali.

Coefficienti di trasformazione. I coefficienti di trasformazione del montante pensionistico in pensione utilizzati sono quelli calcolati dall’Istat e utilizzati dall’Inps per il calcolo delle pensioni fino all’età di 70 anni. Per età superiori i coefficienti di trasformazione utilizzati sono una stima basata sulle tavole di sopravvivenza dell’Istat.