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Brexit, e ora? I possibili effetti per i consumatori italiani

11 aprile 2019
Brexit Euro

11 aprile 2019

Il Consiglio europeo dopo una seduta lunghissima ha concesso altro tempo alla Gran Bretagna: fino al 31 ottobre. Ma con molte riserve e condizioni. Theresa May dovrà trovare delle soluzioni: un accordo, che se UK non parteciperà alle elezioni europee del 26 maggio dovrà essere trovato entro il 1 giugno. Altrimenti sarà “hard Brexit” senza accordo. Altra ipotesi è quella di un nuovo referendum. In questa incertezza, quali sono i possibili scenari per i consumatori?

Il Consiglio europeo ha scongiurato ancora una volta una Brexit senza accordo ed ha concesso ulteriore tempo alla Gran Bretagna, fino al 31 ottobre. Però ci sono molte condizioni da rispettare, in primis trovare un accordo per l’uscita. Uk dovrà anche decidere se partecipare alle elezioni europee del 26 maggio e se non lo fa l’accordo si dovrà trovare entro il 1 giugno. Cosa non facile viste le bocciature che finora si sono avute nel Parlamento britannico. Nel frattempo continua la fase di incertezza, sia sui mercati, sia per la quotidianità dei cittadini europei e britannici. Ma andiamo con ordine.

Tutte le tappe della Brexit

Con il referendum del 23 giugno 2016 più della metà dei cittadini inglesi vota per uscire dall’Europa. L’allora premier inglese David Cameron (contrario all’uscita) si dimette e al suo posto sale al governo Theresa May che inizia le trattative con l’Europa per negoziare l’uscita del Regno Unito dai trattati. Il termine ultimo per trovare un accordo viene fissato per il 29 marzo 2019. Ma già a novembre 2018 il governo May approva il testo definitivo dell’intesa che ottiene il consenso anche dei capi di stato europei. Testo che però deve essere sottoposto all’approvazione del Parlamento inglese e che il 15 gennaio 2019 viene nettamente bocciato dalla Camera dei Comuni. Si arriva così al 29 gennaio 2019, quando il Parlamento inglese concede alla May un secondo mandato per negoziare un accordo bis. I termini del "mandato bis" sono scaduti il 13 febbraio 2019 senza che sia stato trovato un accordo. Comunque l’Unione europea ha ceduto a una revisione dell’accordo che però è stato nuovamente bocciato l’11 marzo dal Parlamento britannico. Per fortuna un voto successivo ha richiesto all’UE un rinvio della Brexit concesso fino al 12 aprile. Il 25 marzo il Parlamento britannico ha deciso di seguire senza esecutivo le prossime tappe e il 3 aprile ha votato contro un'uscita senza accordo. Il Consiglio europeo dell’11 aprile ha concesso altro tempo alla Gran Bretagna fino al 31 ottobre. Nel frattempo dovrà essere cercato un accordo e se UK non parteciperà alle elezioni europee del 26 maggio l’accordo dovrà essere trovato entro il 1 giugno 2019. Si aprono ora nuovi scenari, incluso un nuovo referendum. 

Sulla Brexit di recente, abbiamo raccolto le parole dell'ex primo ministro britannico Tony Blair e le abbiamo pubblicate sulla nostra testata Inchieste n. 332 di gennaio 2019.

Cosa succede adesso

La situazione al momento è molto incerta. La May ha poco tempo per trovare un accordo e se UK non partecepirà alle elezioni europee del 26 maggio lo dovrà trovare entro il 1 giugno. Restano sul campo varie opzioni, incluso un nuovo referendum, che potrebbe addirittura cancellare Brexit. Resta comunque sul campo ancora l’opzione di arrivare al giorno della Brexit, senza alcun accordo e quindi senza alcuna fase di transizione. Senza accordo, il no deal di cui si parla tanto, gli effetti della Brexit sarebbero immediati. Molti governi, compreso quello italiano, sono già corsi ai ripari annunciando dei provvedimenti per evitare che contratti finanziari, assicurativi e giuridici possano essere compromessi. Banca d'Italia, MEF e Consob sono già a lavoro per gestire il "no deal”.

La Commissione Europea e l’Agenzia delle entrate rispondono ai dubbi degli utenti.

In questa fase di incertezza sono molto i dubbi dei consumatori e delle imprese. La Commissione europea ha creato il servizio Europe Direct. E’ un numero gratuito 0080067891011 che si può chiamare dappertutto in Europea e risponde in tutte le lingue ufficiali della UE. L’Agenzia delle Entrate italiana ha istituito una casella postale dedicata ai quesiti di Brexit per residenti non su imposte dirette e indirette: infobrexit@agenziaentrate.it

 Ecco cosa potrebbe succedere nella nostra vita quotidiana senza alcun accordo.

I possibili effetti per i consumatori

Che cosa cambia per chi abita nel Regno Unito, ci lavora o più semplicemente deve fare un viaggio?

Se hai pianificato un viaggio in Gran Bretagna dopo.

  • In aereo: i voli non dovrebbero essere più di tanto interessati dalla Brexit “dura”, sono in corso accordi per evitare che siano bloccati. Sarai protetto dai diritti dei passeggeri aerei dell'UE per i voli in partenza dall'UE (operati da compagnie aeree dell'UE ed extra UE) e per i voli che arrivano in UE in partenza da Paesi extra UE (operati da compagnie UE). Sarai protetto dai diritti dei passeggeri aerei del Regno Unito per i voli in partenza dal Regno Unito operati da compagnie aeree del Regno Unito (ad esempio British Airways). I diritti del Regno Unito rifletteranno, per il momento, gli attuali diritti dell'Unione Europea.
  • In treno: per la parte del tuo viaggio che si svolgerà in Paesi dell'UE, i diritti dei passeggeri ferroviari dell'UE ti proteggeranno in caso di cancellazione o ritardo. I diritti del Regno Unito ti proteggeranno per la parte del tuo viaggio nel Regno Unito.
  • In auto: come viaggiatore, puoi usare la tua patente di guida nel Regno Unito. Ti consigliamo di verificare con la tua compagnia di assicurazione se sei coperto nel Regno Unito e se è necessaria una prova di assicurazione come il documento chiamato "carta verde".
  • Se acquisti un pacchetto vacanza: se c'è un problema avrai diritto a un rimborso se acquisti il pacchetto da un'agenzia di viaggi situata nell'UE. Se invece acquisti il pacchetto da un organizzatore del Regno Unito potresti non essere protetto dai tuoi diritti dell'UE e potresti aver bisogno di un'assicurazione complementare.

Altre conseguenze della Brexit.

  • Se ci si ammala nel Regno Unito: non sarà possibile utilizzare la tessera sanitaria europea nel Regno Unito. Potrebbe essere necessario dover sottoscrivere un'assicurazione di viaggio.
  • Utilizzo del telefono: l'operatore di telefonia mobile può applicare supplementi per le chiamate, i testi e l'uso dei dati quando si è nel Regno Unito poiché le norme sul roaming dell'UE non saranno più applicabili in tale paese.
  • Pagamento con carta di credito: i costi non dovrebbero aumentare poiché il Regno Unito continuerà a vietare le commissioni aggiuntive per i pagamenti con le carte come l'UE.

Se hai un contratto di assicurazione, un prestito, un conto bancario, un piano di investimento o di pensione con un operatore del Regno Unito.

  • I fornitori di servizi finanziari del Regno Unito non saranno più in grado di offrire servizi ai consumatori dell'UE a meno che non creino una filiale in un paese dell'UE e non chiedano apposita autorizzazione. L'EBA (autorità bancaria europea) ha chiesto agli operatori che offrono servizi finanziari di contattare i consumatori se un contratto non può essere proseguito, o deve essere modificato o trasferito ad un’altra società con sede nell'UE. Se il tuo fornitore di servizi finanziari ti invia nuovi termini e condizioni leggili attentamente per assicurarti che non siano meno favorevoli di quelli attuali. Per maggiori informazioni per le assicurazioni puoi leggere il nostro approfondimento. Il Ministero dell’Economia italiano ha deciso che ci sarà un congruo periodo transitorio per garantire anche dopo Brexit l’operatività in Italia di operatori britannici come banche, istituti di pagamento, assicurazioni e fondi pensioni britannici operanti in Italia.
  • Quando acquisti online da un venditore nel Regno Unito, ti consigliamo di controllare i termini contrattuali per verificare se sei protetto dalle norme europee sui diritti dei consumatori, da quelle del Regno Unito o se si applica la legge di un altro paese.

Se lavori o vai in Gran Bretagna per un lungo periodo.

  • Il tempo massimo per restare nel Regno Unito come turisti è di tre mesi, dopodiché occorre chiedere un visto di lavoro che richiede una trafila più complicata. Anche andare a studiare nelle università inglesi potrebbe costare molto di più e tutti gli sconti e le facilitazioni attualmente in atto dovranno essere tutte riconsiderate nei prossimi mesi.
  • Se sei uno tra tantissimi italiani che lavorano nel Regno Unito, ma non hai mai chiesto o desiderato avere la cittadinanza britannica potrai probabilmente ottenere un visto di lavoro, da rinnovare ogni 2, 3 o 5 anni, presentando una richiesta da parte del proprio datore. Se invece hai intenzione di trasferirti ora, da oggi in poi dovrai dimostrare di aver già trovato un'occupazione prima di partire (oppure entrare come turista e tentare di trovarlo nei tre mesi di tempo a tua disposizione). Infine ricordati che se paghi le tasse in Gran Bretagna da almeno 5 anni puoi chiedere permesso di residenza e cittadinanza: tuttavia per farlo adesso ci vuole più tempo e denaro (un anno e almeno 1.000 sterline).

Documenti

Le Autorità britanniche hanno segnalato che a fini di registrazione, di ingresso e permanenza nel Regno Unito, anche dopo l’uscita dalla UE, continueranno a essere validi i passaporti europei (biometrici) e le carte di identità nazionali (cartacee ed elettroniche) fino a dicembre 2020. Tale condizione non sarà garantita dopo il 1° gennaio 2021. La carta d’identità in formato cartaceo continuerà a essere un valido documento per l'ingresso nel Regno Unito fino a dicembre 2020. T tuttavia, anche al fine di un più agevolato passaggio alla frontiera, si consiglia, se possibile, di dotarsi di carta identità di nuovo tipo (elettronica).