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Brexit: il 1° gennaio 2021 la Gran Bretagna esce dall'Europa. Ma ora c'è un accordo. Cosa cambia per i consumatori?

28 dicembre 2020
Brexit Euro

Dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020 la Gran Bretagna non fa più parte dell'Unione Europea. Da quel momento è iniziato un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020. Questo periodo era previsto per introdurre tutte le misure necessarie ad implementare la Brexit dal 1° gennaio 2021 e a negoziare un accordo su una nuova partnership tra UE e Regno Unito, visto che UK ha deciso di non beneficiare degli accordi internazionali dell’Unione. 

Dopo un lungo negoziato finalmente il 24 dicembre 2020 Unione Europea e Regno Unito sono arrivati ad un Accordo che regolerà i rapporti e che resterà in vigore provvisoriamente fino al 28 febbraio 2021. Il testo deve comunque essere ancora approvato dal Consiglio Europeo. L’Accordo regolamenta gli scambi commerciali, i rapporti di sicurezza dei cittadini e la governance con l’istituzione di un consiglio di partenariato misto incaricato di accertarsi che l'accordo sia applicato e interpretato correttamente e che discuterà tutte le questioni che dovessero presentarsi.

Una prima bozza di accordo era stata preparata il 17 dicembre 2019 quando, in extremis, il premier inglese Boris Johnson e l’Unione europea hanno trovato un accordo per un’uscita ordinata del Regno Unito dall’Unione Europea. Il testo dell’Accordo prevede anche un punto su cui si è molto discusso e che è la gestione del confine con l’Unione e quindi l’Irlanda del Nord che godrà di un trattamento di favore per la gestione delle merci (come se fosse ancora nell’Unione doganale UE). Ma anche con Accordo i cambiamenti che arriveranno dal 1 gennaio 2021 saranno tanti per consumatori, imprese e Stati coinvolti.

Tutte le tappe della Brexit

Con il referendum del 23 giugno 2016 più della metà dei cittadini inglesi vota per uscire dall’Europa. L’allora premier inglese David Cameron (contrario all’uscita) si dimette e al suo posto sale al governo Theresa May che inizia le trattative con l’Europa per negoziare l’uscita del Regno Unito. Il termine ultimo per trovare un accordo viene fissato per il 29 marzo 2019. Ma già a novembre 2018 il governo May approva il testo definitivo dell’intesa che ottiene il consenso anche dei capi di stato europei. Testo che però deve essere sottoposto all’approvazione del Parlamento inglese e che il 15 gennaio 2019 viene nettamente bocciato dalla Camera dei Comuni.

Si arriva così al 29 gennaio 2019, quando il Parlamento inglese concede alla May un secondo mandato per negoziare un accordo bis. I termini del "mandato bis" sono scaduti il 13 febbraio 2019 senza che sia stato trovato un accordo. Comunque l’Unione europea ha ceduto a una revisione dell’accordo che però è stato nuovamente bocciato l’11 marzo dal Parlamento britannico. Per fortuna un voto successivo ha richiesto all’UE un rinvio della Brexit concesso fino al 12 aprile. Il 25 marzo il Parlamento britannico ha deciso di seguire senza esecutivo le prossime tappe e il 3 aprile ha votato contro un'uscita senza accordo. Il Consiglio europeo dell’11 aprile ha concesso altro tempo alla Gran Bretagna fino al 31 ottobre. Poi prorogato ulteriormente fino al 31 gennaio 2020.

Nel frattempo il Regno Unito ha anche partecipato alle elezioni europee del 26 maggio e ha inoltre scelto un nuovo premier Boris Johnson. Proprio lui in extremis è riuscito a strappare un accordo all’Unione Europea di fatto non molto diverso da quello ottenuto dalla May e bocciato diverso volte in Inghilterra.  Ed in effetti anche questo ultimo accordo è stato bocciato. Anzi la crisi politica è stata così acuta che si è arrivati alle elezioni del 12 dicembre 2019. Con la vittoria netta di Boris Johnson. Il premier avrà una maggioranza netta nel Parlamento che gli permetterà di arrivare al 31 gennaio 2020 con l’uscita; dopo nel periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020 Johnson dovrà trovare un accordo con l’Unione europea per avere un’uscita ordinata.   

Sulla Brexit di recente, abbiamo raccolto le parole dell'ex primo ministro britannico Tony Blair e le abbiamo pubblicate sulla nostra testata Inchieste n. 332 di gennaio 2019.

Cosa succede adesso

Molti governi, compreso quello italiano, sono già corsi ai ripari annunciando dei provvedimenti per evitare che contratti finanziari, assicurativi e giuridici possano essere compromessi. Banca d'Italia, MEF e Consob sono già a lavoro per gestire i cambiamenti.  L’Agenzia delle Entrate italiana ha istituito un punto assistenza “Info Brexit” con una casella postale dedicata ai quesiti di Brexit per residenti e non sull'applicazione di norme e regolamenti in materia di imposte dirette e indirette: infobrexit@agenziaentrate.it. Le risposte date a questi quesiti non sono sottoposte alle regole dell’interpello.

Gli effetti per i consumatori, le imprese e i lavoratori. 

Che cosa cambia per chi abita nel Regno Unito, ci lavora o più semplicemente deve fare un viaggio? Cosa cambia per le imprese, le banche e le assicurazioni?

Commercio di beni

I cambiamenti non riguarderanno l’Irlanda del Nord dove continueranno ad essere applicate le regole dell’Unione relative alle merci (fisco e dogana). Dal 1 ° gennaio 2021, il Regno Unito non farà più parte dell'Unione doganale dell'UE. Pertanto, le formalità doganali si applicheranno a tutte le merci in entrata ed in uscita da UK. Ciò accadrà anche se verrà istituita un'area di libero scambio con gli Stati, che prevede zero tariffe e zero quote sulle merci. E’ probabile che i controlli comportino un aumento degli oneri amministrativi per le imprese e tempi di consegna più lunghi.

Riconoscimento delle qualifiche professionali

Fino al 31 dicembre 2020 per i Cittadini del Regno Unito e cittadini dell'UE in possesso di una qualificazione vige un regime di reciproco riconoscimento, che consente ai professionisti quali medici, infermieri, dentisti, farmacisti, veterinari, avvocati, architetti o ingegneri di spostarsi e fornire servizi in tutta l'Unione europea e nel Regno Unito. Questo non varrà più dal 1 gennaio 2021 in avanti.

Dal 1 ° gennaio 2021, i cittadini del Regno Unito che viaggiano verso l'Unione europea e l'area Schengen saranno trattati come cittadini di paesi terzi e pertanto sottoposti a controlli approfonditi presso il Confine dell'area Schengen. Stessa cosa accadrà per chi dall’Unione Europea va verso il Regno Unito. Anche dopo Brexit i cittadini britannici potranno entrare in UE senza visti per soggiorni di brevi durate (entro i 90 giorni)Questa esenzione dal visto non prevede il diritto al lavoro nell'Unione ed è soggetta al meccanismo di reciprocità, ovvero potrebbe essere sospesa se i cittadini dell'Unione cessassero di ottenere l'accesso senza visto al Regno Unito per soggiorni di breve durata.

Si dovranno definire anche nuovi documenti e regole per viaggiare da e verso Uk con animali al seguito.

Si dovranno definire nuove regole anche per i viaggiatori che si spostano con i diversi mezzi di trasporto, in quanto in linea generale le norme di tutela dei passeggeri intra UE potranno non essere più applicate:

  • In aereo: dal 1 ° gennaio 2021, i vettori aerei in possesso di licenze operative concesse dal Regno Unito per il trasporto aereo di passeggeri, posta e / o merci, non potranno più fornire servizi di trasporto aereo all'interno dell'Unione europea. Sarai protetto dai diritti dei passeggeri aerei dell'UE per i voli in partenza dall'UE (operati da compagnie aeree dell'UE ed extra UE) e per i voli che arrivano in UE in partenza da Paesi extra UE (operati da compagnie UE). Sarai protetto dai diritti dei passeggeri aerei del Regno Unito per i voli in partenza dal Regno Unito operati da compagnie aeree del Regno Unito (ad esempio British Airways).    
  • In treno: dal 1 gennaio 2021 le licenze rilasciate alle imprese ferroviarie dal Regno Unito non saranno più valide nell'Unione Europea e certificati o licenze rilasciati nel Regno Unito per la formazione dei macchinisti non saranno più validi per il funzionamento di locomotive e treni sul sistema ferroviario dell'UE. Per la parte del tuo viaggio che si svolgerà in Paesi dell'UE, i diritti dei passeggeri ferroviari dell'UE ti proteggeranno in caso di cancellazione o ritardo. I diritti del Regno Unito ti proteggeranno per la parte del tuo viaggio nel Regno Unito.
  • In auto: dal 1 ° gennaio 2021, gli operatori di trasporto su strada autorizzati nel Regno Unito non avranno più una licenza comunitaria. Quindi non potranno più beneficiare dei diritti di accesso automatico al mercato unico che tale licenza comporta e vale a dire il diritto degli operatori di effettuare viaggi e trasportare merci in tutta l'Unione. Saranno emanate nuove disposizioni per la validità della patente di guida in territorio britannico. Ti consigliamo di verificare con la tua compagnia di assicurazione se sei coperto nel Regno Unito e se è necessaria una prova di assicurazione come il documento chiamato "carta verde".
  • Se acquisti un pacchetto vacanza: se c'è un problema avrai diritto a un rimborso se acquisti il pacchetto da un'agenzia di viaggi situata nell'UE. Se invece acquisti il pacchetto da un organizzatore del Regno Unito potresti non essere protetto dai tuoi diritti dell'UE e potresti aver bisogno di un'assicurazione complementare.

Altre conseguenze della Brexit:

  • il Regno Unito e l'Unione europea hanno concordato di prorogare la validità nei confronti dei rispettivi Paesi delle tessere sanitarie già emesse per tutto il 2021. Attenzione perché la tessera TEAM potrebbe non coprire tutto le spese, resta consigliato stipulare prima della partenza anche un'assicurazione viaggio.
  • Utilizzo del telefono: l'operatore di telefonia mobile può applicare supplementi per le chiamate, i testi e l'uso dei dati quando si è nel Regno Unito poiché le norme sul roaming dell'UE non saranno più applicabili in tale paese.
  • Pagamento con carta di credito: i costi non dovrebbero aumentare poiché il Regno Unito continuerà a vietare le commissioni aggiuntive per i pagamenti con le carte come l'UE.

Se hai un contratto di assicurazione, un prestito, un conto bancario, un piano di investimento o di pensione con un operatore del Regno Unito:

  • I fornitori di servizi finanziari del Regno Unito (banche, istituti di pagamento, assicurazioni) non saranno più in grado di offrire servizi ai consumatori dell'UE a meno che non creino una filiale in un paese dell'UE e non chiedano apposita autorizzazione. L'EBA (autorità bancaria europea) ha chiesto agli operatori che offrono servizi finanziari di contattare i consumatori se un contratto non può essere proseguito, o deve essere modificato o trasferito ad un’altra società con sede nell'UE. Se il tuo fornitore di servizi finanziari ti invia nuovi termini e condizioni leggili attentamente per assicurarti che non siano meno favorevoli di quelli attuali. Per maggiori informazioni per le assicurazioni puoi leggere il nostro approfondimento. Il decreto milleproroghe del 31 dicembre 2020 ha previsto delle norme per evitare problemi in questa prima fase. Infatti è stato previsto che per ridurre al minimo i disagi per i clienti,  le succursali in Italia degli istituti di moneta elettronica e le banche del Regno Unito che hanno presentato una richiesta di autorizzazione non ancora accettata alla data del 31 dicembre possano comunque continuare ad operare fino all'ottenimento dell'autorizzazione (comunque non oltre il 30 giugno 2021); durante questo periodo  gli intermediari non potranno stipulare nuovi contratti né modificare quelli esistenti, i depositi dei clienti continueranno ad essere garantiti dal Fondo di garanzia depositi italiano e i clienti potranno continuare a rivolgersi in caso di problematiche bancarie e finanziarie all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) o all’ACF per le controversie sugli investimenti. Se però l’intermediario si vede rifiutare l’autorizzazione ad operare deve cessare le attività non autorizzate senza recare danni o disagi ai clienti; deve quindi porre in essere tutte le operazioni per la chiusura dei rapporti già in essere, nel più breve tempo possibile, e comunque entro tre mesi dalla data del rifiuto ad operare, nel rispetto dei termini di preavviso per lo scioglimento dei contratti. Anche durante questo periodo saranno assicurate le garanzie dei depositi e il ricorso all’ABF o all’ACF in caso di investimenti. Il consiglio ai clienti è sempre quello di verificare la situazione del proprio intermediario contattandolo e nel caso si può ovviamente recedere e scegliere un nuovo conto corrente o carta di pagamento. Potete usare i nostri servizi di comparazione online. Sempre il decreto milleproroghe prevede poi per tutti gli intermediari del Regno Unito che cessano l'attività in Italia (anche a causa della mancata autorizzazione), la restituzione ai clienti delle somme depositate, dei beni e degli strumenti finanziari. È dunque essenziale che i clienti comunichino agli intermediari le informazioni per la restituzione ad esempio, l’IBAN per accreditare le somme. In caso di finanziamenti, i clienti - se lo ritengono - possono continuare a effettuare i pagamenti secondo le scadenze previste. Questa norma è finalizzata ad evitare che, per effetto della cessazione dell'operatività in Italia, venga chiesto il pagamento integrale del debito residuo, a meno che non lo richieda il cliente stesso.
  • Quando acquisti online da un venditore nel Regno Unito, ti consigliamo di controllare i termini contrattuali per verificare se sei protetto dalle norme europee sui diritti dei consumatori, da quelle del Regno Unito o se si applica la legge di un altro paese.

Se lavori o vai in Gran Bretagna per un lungo periodo:

  • Il tempo massimo per restare nel Regno Unito come turisti è di tre mesi, dopodiché occorre chiedere un visto di lavoro che richiede una trafila più complicata. Anche andare a studiare nelle università inglesi potrebbe costare molto di più e tutti gli sconti e le facilitazioni attualmente in atto dovranno essere tutte riconsiderate nei prossimi mesi.
  • Se sei uno tra tantissimi italiani che lavorano nel Regno Unito, ma non hai mai chiesto o desiderato avere la cittadinanza britannicapotrai probabilmente ottenere un visto di lavoro, da rinnovare ogni 2, 3 o 5 anni, presentando una richiesta da parte del proprio datore. Se invece hai intenzione di trasferirti ora, da oggi in poi dovrai dimostrare di aver già trovato un'occupazione prima di partire (oppure entrare come turista e tentare di trovarlo nei tre mesi di tempo a tua disposizione). Infine ricordati che se paghi le tasse in Gran Bretagna da almeno 5 anni puoi chiedere permesso di residenza e cittadinanza: tuttavia per farlo adesso ci vuole più tempo e denaro (un anno e almeno 1.000 sterline). La situazione degli italiani che lavorano o studiano in Gran Bretagna dopo Brexit è uno dei punti delicati su cui si dovrà discutere bene per evitare inutili lungaggini burocratiche.

Se hai un contratto di assicurazione, un prestito, un conto bancario, un piano di investimento o di pensione con un operatore del Regno Unito:

  • I fornitori di servizi finanziari del Regno Unito non saranno più in grado di offrire servizi ai consumatori dell'UE a meno che non creino una filiale in un paese dell'UE e non chiedano apposita autorizzazione. L'EBA (autorità bancaria europea) ha chiesto agli operatori che offrono servizi finanziari di contattare i consumatori se un contratto non può essere proseguito, o deve essere modificato o trasferito ad un’altra società con sede nell'UE. Se il tuo fornitore di servizi finanziari ti invia nuovi termini e condizioni leggili attentamente per assicurarti che non siano meno favorevoli di quelli attuali. Per maggiori informazioni per le assicurazioni puoi leggere il nostro approfondimento. Il Ministero dell’Economia italiano ha deciso che ci sarà un congruo periodo transitorio per garantire anche dopo Brexit l’operatività in Italia di operatori britannici come banche, istituti di pagamento, assicurazioni e fondi pensioni britannici operanti in Italia.
  • Quando acquisti online da un venditore nel Regno Unito, ti consigliamo di controllare i termini contrattuali per verificare se sei protetto dalle norme europee sui diritti dei consumatori, da quelle del Regno Unito o se si applica la legge di un altro paese.

Se lavori o vai in Gran Bretagna per un lungo periodo:

  • Il tempo massimo per restare nel Regno Unito come turisti è di tre mesi, dopodiché occorre chiedere un visto di lavoro che richiede una trafila più complicata. Anche andare a studiare nelle università inglesi potrebbe costare molto di più e tutti gli sconti e le facilitazioni attualmente in atto dovranno essere tutte riconsiderate nei prossimi mesi.
  • Se sei uno tra tantissimi italiani che lavorano nel Regno Unito, ma non hai mai chiesto o desiderato avere la cittadinanza britannica potrai probabilmente ottenere un visto di lavoro, da rinnovare ogni 2, 3 o 5 anni, presentando una richiesta da parte del proprio datore. Se invece hai intenzione di trasferirti ora, da oggi in poi dovrai dimostrare di aver già trovato un'occupazione prima di partire (oppure entrare come turista e tentare di trovarlo nei tre mesi di tempo a tua disposizione). Infine ricordati che se paghi le tasse in Gran Bretagna da almeno 5 anni puoi chiedere permesso di residenza e cittadinanza: tuttavia per farlo adesso ci vuole più tempo e denaro (un anno e almeno 1.000 sterline). La situazione degli italiani che lavorano o studiano in Gran Bretagna dopo Brexit è uno dei punti delicati su cui si dovrà discutere bene per evitare inutili lungaggini burocratiche e non perdere anche i diritti previdenziali e pensionistici finora riconosciuti.

Documenti

A fini di registrazione, di ingresso e permanenza nel Regno Unito, fino al 30 settembre 2021 si potrà viaggiare sia con la carta d'identità che con un passaporto valido per sei mesi, ma dopo quella data sarà necessario un passaporto biometrico.