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Assicurazioni e Brexit, cosa succede alle compagnie con sede in Regno Unito?

Per i clienti italiani che hanno stipulato una polizza con una compagnia con sede legale in Regno Unito, la Brexit potrebbe comportare alcune novità. Una delle conseguenze dell'uscita dall'UE è che le compagnie possano effettuare interventi a livello societario. Vediamo quale impatto potrebbe avere sui contratti.

  • di
  • Roberto Usai
12 novembre 2018
  • di
  • Roberto Usai
Assicurazioni, cosa succede dopo la Brexit

A partire dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020 il Regno Unito è ufficialmente fuori dall'Unione europea. Si è infatti concretizzata la cosiddetta Brexit, il processo di uscita della Gran Bretagna dall'Europa cominciato dopo il referendum del 23 giugno 2016. 

È previsto un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020 durante il quale la normativa europea continua ad applicarsi come se il Regno Unito fosse ancora uno Stato membro.

Cosa succede durante e dopo il periodo transitorio?

Per quanto riguarda il settore assicurativo, è prorogato il regime di mutuo riconoscimento delle autorizzazioni e del sistema di vigilanza (il cosiddetto regime di passaporto).

Se durante il periodo di  transizione non verranno concordati gli accordi di libero scambio, dal 1 gennaio 2021 agli operatori del Regno Unito che operano nell’Unione europea - e quindi anche in Italia - si applicherà la normativa per i soggetti di paesi terzi.

Fatti salvi gli esiti dei negoziati di tali accordi, quindi, dal 2021 le imprese di assicurazione e gli intermediari assicurativi con sede legale nel Regno Unito non potranno operare né in regime di stabilimento (cioè attraverso l’insediamento in Italia una sede stabile senza autorizzazione da parte dello Stato Italiano) né in libera prestazione di servizi (cioè la possibilità di svolgere l’attività assicurativa in Italia senza avere una sede stabile).

I contratti assicurativi già stipulati resterebbero comunque validi. 

Per tutelare gli assicurati, l'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ha contattato a novembre 2018 le compagnie assicurative proprio per esortarle a informare adeguatamente ciascun assicurato. Per aiutare assicurati, compagnie e intermediari assicurativi del Regno Unito l'Istituto di vigilanza ha definito alcuni punti fondamentali. Vediamo i principali:

Quali polizze sono interessate

Le polizze interessate a eventuali modifiche dovute alla Brexit sono esclusivamente quelle stipulate con compagnie con sede legale in Regno Unito e che operano in Italia. I cambiamenti avrebbero potuto riguardare la modifica della forma societaria, lo spostamento della sede legale in un altro Paese dell'Unione europea o il trasferimento delle polizze a una compagnia di un altro Paese UE. In ogni caso queste modifiche non limiteranno o condizioneranno le coperture assicurative esistenti o l'importo dei premi. Nonostante le rassicurazioni dell'Ivass, però, i rapporti contrattuali tra cliente e compagnia dipenderanno anche dalla legislazione nazionale applicabile al contratto di assicurazione. Nel caso in cui le polizze dovessero venire trasferite a un'altra compagnia operante in un altro Paese all'interno dell'Unione europea, la controparte cambierebbe ma i diritti e i doveri del clienti resterebbero gli stessi. In caso contrario, il cliente può esercitare il diritto di recesso entro 60 giorni.

Come tutelano gli assicurati italiani le compagnie e gli intermediari

Nel caso di modifiche pianificate in vista della Brexit, le compagnie e gli intermediari hanno dovuto informare i clienti, assicurare il servizio in Italia e chiarire le modalità con cui questi piani d'azione influenzeranno i contratti già stipulati e la loro gestione. Sia che riguardino la modifica della forma societaria, lo spostamento della sede legale in un altro Paese dell'Unione europea o il trasferimento delle polizze a una compagnia di un altro Paese UE (con contestuale possibilità di recesso), le informazioni all'utente devono sempre essere garantite.

L'esempio di ConTe.it

Admiral Group, per esempio, è un grande gruppo assicurativo che in Italia è conosciuto come ConTe.it, il marchio attraverso cui opera e noto soprattutto nel settore Rc auto. Il gruppo ha adeguato la sua struttura societaria e ha creato una nuova società con sede in Spagna. Le rassicurazioni ai clienti sono già arrivate: non ci sono stati impatti operativi su termini e le condizioni della polizza, sull'importo del premio, sulla durata del contratto e sui risarcimenti.

È necessario recedere dal contratto o riscattare anticipatamente la polizza?

Stando a quanto dichiarato dall'Ivass no, non c'è motivo di ricorrere a misure così drastiche, anche se è necessario valutare il singolo contratto prima di prendere una decisione, magari facendosi aiutare dalla compagnia o dall'intermediario. Nel caso delle polizze vita a lungo termine, per esempio, il riscatto anticipato della polizza o la cessazione potrebbero essere operazioni poco vantaggiose, specie nel caso in cui siano previste penali o se la polizza offre rendimenti più alti rispetto a quelli di mercato in questo momento. 

L'Ivass risponde in caso di dubbi 

Il sito della compagnia dovrebbe fornire ai propri assicurati tutte le informazioni utili sulle conseguenze che la Brexit potrebbe comportare sulle polizze. In tutti i casi è possibile rivolgersi direttamente alla compagnia del Regno Unito con cui è stata stipulata la polizza o con l'intermediario per ricevere ulteriori chiarimenti. L'Ivass ha inoltre messo a disposizione dei consumatori il numero verde 800 486 661 per fornire informazioni generali sull'impatto della Brexit sui contratti assicurativi. Il supporto telefonico è disponibile da lunedì a venerdì, dalle 8:30 alle 14:30.