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Assicurazioni e Brexit, cosa succede alle compagnie con sede in Regno Unito?

Per i clienti italiani che hanno stipulato una polizza con una compagnia con sede legale in Regno Unito, la Brexit potrebbe comportare alcune novità. Una delle conseguenze dell'uscita dall'UE è che le compagnie possano effettuare interventi a livello societario. Vediamo quale impatto potrebbe avere sui contratti.

  • di
  • Roberto Usai
12 novembre 2018
  • di
  • Roberto Usai
Assicurazioni, cosa succede dopo la Brexit

A partire dal 29 marzo 2019 il Regno Unito sarà ufficialmente fuori dall'Unione europea. Il prossimo anno, infatti, si concretizza la cosiddetta Brexit, il processo di uscita della Gran Bretagna dall'Europa cominciato dopo il referendum del 23 giugno 2016. Oltre alle conseguenze dirette sull'economia inglese e su quella europea, il nuovo corso introdurrà anche alcune modifiche sui contratti assicurativi già stipulati. Le compagnie con sede legale nel Regno Unito e che operano in Italia dovranno perciò fornire agli assicurati informazioni adeguate sull'impatto che la Brexit può avere sulle polizze.

Le compagnie hanno tempo fino al 30 novembre

Recentemente l'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ha contattato le compagnie assicurative proprio per esortarle a informare adeguatamente ciascun assicurato entro il 30 novembre 2018. Per aiutare assicurati, compagnie e intermediari assicurativi del Regno Unito l'Istituto di vigilanza ha definito alcuni punti fondamentali. Vediamo i principali:

Quali polizze sono interessate e cosa può succedere dopo la Brexit

Le polizze interessate a eventuali modifiche dovute alla Brexit sono esclusivamente quelle stipulate con compagnie con sede legale in Regno Unito e che operano in Italia. I cambiamenti potrebbero riguardare la modifica della forma societaria, lo spostamento della sede legale in un altro Paese dell'Unione europea o il trasferimento delle polizze a una compagnia di un altro Paese UE. In ogni caso queste modifiche non limiteranno o condizioneranno le coperture assicurative esistenti o l'importo dei premi. Nonostante le rassicurazioni dell'Ivass, però, i rapporti contrattuali tra cliente e compagnia dipenderanno anche dalla legislazione nazionale applicabile al contratto di assicurazione. Nel caso in cui le polizze dovessero venire trasferite a un'altra compagnia operante in un altro Paese all'interno dell'Unione europea, la controparte cambierebbe ma i diritti e i doveri del clienti resterebbero gli stessi. In caso contrario, il cliente può esercitare il diritto di recesso entro 60 giorni.

Come tutelano gli assicurati italiani le compagnie e gli intermediari

Nel caso di modifiche pianificate in vista della Brexit, le compagnie e gli intermediari devono informare i clienti, assicurare il servizio in Italia e chiarire le modalità con cui questi piani d'azione influenzeranno i contratti già stipulati e la loro gestione. Sia che riguardino la modifica della forma societaria, lo spostamento della sede legale in un altro Paese dell'Unione europea o il trasferimento delle polizze a una compagnia di un altro Paese UE (con contestuale possibilità di recesso), le informazioni all'utente devono sempre essere garantite.

L'esempio di ConTe.it

Admiral Group, per esempio, è un grande gruppo assicurativo che in Italia è conosciuto come ConTe.it, il marchio attraverso cui opera e noto soprattutto nel settore Rc auto. Il gruppo sta sta attualmente adeguando la sua struttura societaria e ha creato una nuova società con sede in Spagna. Le rassicurazioni ai clienti sono già arrivate: non ci saranno impatti operativi su termini e le condizioni della polizza, sull'importo del premio, sulla durata del contratto e sui risarcimenti.

È necessario recedere dal contratto o riscattare anticipatamente la polizza?

Stando a quanto dichiarato dall'Ivass no, non c'è motivo di ricorrere a misure così drastiche, anche se è necessario valutare il singolo contratto prima di prendere una decisione, magari facendosi aiutare dalla compagnia o dall'intermediario. Nel caso delle polizze vita a lungo termine, per esempio, il riscatto anticipato della polizza o la cessazione potrebbero essere operazioni poco vantaggiose, specie nel caso in cui siano previste penali o se la polizza offre rendimenti più alti rispetto a quelli di mercato in questo momento. 

L'Ivass risponde in caso di dubbi 

Il sito della compagnia dovrebbe fornire ai propri assicurati tutte le informazioni utili sulle conseguenze che la Brexit potrebbe comportare sulle polizze. In tutti i casi è possibile rivolgersi direttamente alla compagnia del Regno Unito con cui è stata stipulata la polizza o con l'intermediario per ricevere ulteriori chiarimenti. L'Ivass ha inoltre messo a disposizione dei consumatori il numero verde 800 486 661 per fornire informazioni generali sull'impatto della Brexit sui contratti assicurativi. Il supporto telefonico è disponibile da lunedì a venerdì, dalle 8:30 alle 14:30.