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Come funziona il credito su pegno e quando conviene

Conviene lasciare gioielli o oggetti preziosi in pegno per avere un credito dalla banca? Abbiamo ipotizzato di impegnare una collana d'oro del valore di 500 euro in 7 istituti e calcolato i costi.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
02 febbraio 2018
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
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  • Roberto Usai
Credito sul pegno

Come funziona il pegno d'oro o di altri oggetti preziosi? Ce lo siamo chiesto anche noi. Così abbiamo provato, condizioni alla mano, a verificare quanto costa questo tipo di finanziamento facendo una prova con una collana d'oro del valore stimato di 500 euro e usando le informazioni dei foglietti informativi di sette banche italiane. Ma cos'è un credito su pegno? Si tratta di una forma di credito piuttosto datata che. nonostante i suoi sei secoli di vita, è stata disciplinata da una normativa solo nel 1938. Complice la crisi, questo sistema di credito sembra essere ritornato in voga tra fasce della popolazione piuttosto diverse.

Cos'è il credito su pegno e come funziona

Il credito su pegno è una forma di finanziamento che può essere concessa sia dalle finanziarie sia dalle banche. Si tratta di prestiti di basso importo garantiti da un pegno, una garanzia di tipo reale, su un bene. In pratica il consumatore consegna alla banca un oggetto in cambio di denaro, con la possibilità di rientrarne in possesso restituendo il valore di stima dell’oggetto più gli interessi stabiliti ed eventuali spese.

Quali oggetti possono essere dati in pegno
In genere vengono impegnati oggetti di valore (oro, monete preziose, gioielli, orologi, argenteria) che hanno quotazioni di mercato più definibili. Alcune banche accettano però anche altri beni come quadritappetipellicce.
Come viene stabilito il valore del pegno

Il valore dell'oggetto dato in pegno viene stimato da un perito della banca e serve come base per l'ammontare del prestito che sarà in ogni caso inferiore al valore dell'oggetto stesso (peraltro la legge indica anche gli importi massimi: massimo 4/5 del valore di stima del bene per i preziosi e massimo 2/3 per gli altri beni). Nel nostro esempio la nostra collana d’oro che ha un valore di stima di 500 euro ci dà diritto a un prestito di 400 euro. Questo garantisce alla banca di rientrare in possesso della somma prestata con gli interessi, in caso di mancato riscatto del proprietario.

Quali altri aspetti valuta la banca

Sulla base della valutazione dell'oggetto, la banca concede il prestito, senza nessun'altra indagine patrimoniale (la sua garanzia è l'oggetto). Si tratta di un prestito che ha una procedura di istruttoria molto rapida: oltre all'oggetto, per ottenere il credito sono necessari solo il proprio documento d'identità e il codice fiscale. La banca rilascia contestualmente al cliente una polizza al portatore che indica la data del riscatto (in genere la durata è di 6 mesi ma può essere rinnovata) e gli interessi da pagare.

Quanto può durare il pegno e come riscattarlo

La durata prevista per legge va da un minimo di 3 mesi a un massimo di un anno. Dai foglietti informativi che abbiamo analizzato risulta che in genere la durata è di 6 mesi e può essere rinnovata una o più volte secondo le politiche della banca. Allo scadere della polizza il cliente ha due alternative:

  • può rientrare in possesso del bene (tecnicamente si parla di “riscatto”), restituendo la somma ricevuta in prestito con gli interessi che variano da banca a banca;
  • se il proprietario non riesce a riscattare il bene alla scadenza della polizza, la banca mette all'asta l'oggetto (questo accade passati 30 giorni dalla scadenza della polizza). Se il bene viene venduto a un prezzo superiore alla somma dovuta alla banca (comprensiva di interessi, commissioni e diritti d'asta) la differenza viene versata all'ex proprietario. Un'eventualità abbastanza remota, anche perché le aste sono delle buone occasioni per acquistare oggetti di valore a prezzi inferiori a quelli di mercato: comunque solo il 10% degli oggetti impegnati finisce per essere venduto all'asta. 
A chi può convenire impegnare beni
Basandosi solo sul valore del bene, il credito su pegno è una forma di prestito agevole per chi in passato ha avuto problemi con il pagamento dei prestiti (come nel caso dei cattivi pagatori) o per chi oggi non passerebbe le valutazioni di affidabilità delle banche. Si tratta comunque di un prestito molto rapido, perché garantito solo dall'oggetto dato in pegno. È bene ricordare che il credito su pegno è un prestito dalla durata limitata, in genere di sei mesi o un anno ma i tassi non sono così vantaggiosi, anzi. Basta confrontare i prodotti analizzati sul nostro calcolatore per scoprire che esistono prestiti a tassi più convenienti.

Quanto costa il credito su pegno: il confronto tra 7 banche

Usando le informazioni dei foglietti informativi di sette banche abbiamo verificato quanto costa un pegno su una collana del valore stimato di 500 euro. Com'è andata? Nella tabella abbiamo riportato le condizioni degli istituti, con il taeg che abbiamo calcolato basandoci su interessi e spese. Come capire se si tratta di tassi convenienti? Il nostro consiglio è quello di confrontarli con i valori del tasso medio e del tasso soglia attualmente in vigore.

Banca Durata Capitale ottenuto in prestito
(in euro)
Da restituire (capitale + interessi + spese)
(in euro)
Tan Taeg calcolato
Carifermo 6 mesi 400 418,00 5,00% 9,20%
Banca di Asti 6 mesi 400 420,00 9,00% 10,25%
Intesa San Paolo 6 mesi 400 425,50 10,75% 13,16%
Unicredit 6 mesi 400 427,20 11,60% 14,06%
Credito Siciliano 6 mesi 400 430,00 11,00% 15,56%
Banco Bpm 6 mesi 400 430,60 11,30% 15,89%
Banca Carige 4 mesi 400 422,13 10,00% 17,18%

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