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Falsa multa da pagare con PagoPA: come funziona la truffa e cosa fare

Arriva una mail che sembra ufficiale, parla di una multa stradale da pagare subito e rimanda a un link che imita pagoPA. Ma è un tentativo di phishing costruito per rubare dati e denaro. Ecco come funziona la truffa della finta multa, quali segnali aiutano a smascherarla, cosa fare se hai cliccato o pagato e come segnalarla per proteggere anche gli altri consumatori.

articolo di:
20 aprile 2026
PagoPA sul computer con mani

Chi riceve questa comunicazione si trova davanti a un messaggio credibile: una presunta sanzione, un importo preciso, una scadenza ravvicinata e un comodo link a pagoPA per pagare. Il punto chiave, però, è semplice: si tratta di un classico tentativo di phishing perché, come chiarisce anche pagoPA, l’ente non invia mai direttamente richieste di pagamento via email. Per questo, prima di cliccare o versare denaro, bisogna fermarsi, verificare l’origine del messaggio e controllare l’eventuale pagamento solo dai canali ufficiali dell’ente creditore.

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Come si presenta e perché funziona questa truffa

La truffa comincia di solito con una email, ma può arrivare anche via SMS, che sembra collegata a una sanzione stradale o a un’irregolarità da sanare. Il messaggio usa nome, logo e grafica che richiamano pagoPA e può indicare un importo da pagare, un riferimento numerico che sembra reale e un termine molto breve entro cui regolarizzare la posizione. Proprio questo è uno degli schemi che pagoPA descrive nelle sue pagine di assistenza: messaggi fraudolenti che imitano comunicazioni istituzionali per far credere al destinatario di dover pagare somme non dovute.

Truffa finta multa

Su quali leve fa gioco

L’obiettivo è spingere la persona ad agire in fretta. Il messaggio invita a cliccare su un link e a pagare subito, facendo leva su paura, ansia e urgenza: il timore di una mora, di un aggravio dell’importo o di conseguenze legate alla multa porta molti a reagire d’impulso. le truffe online, infatti, usano l’urgenza per indurre azioni impulsive e ottenere dati personali, dati di carta o denaro.

Come funziona il meccanismo del raggiro

Il link contenuto nel messaggio porta a una pagina che può assomigliare molto a un sito autentico. Il nome “pagoPA” può comparire anche nell’indirizzo web, ma questo non basta a renderlo vero. Secondo le indicazioni ufficiali, il sito di pagamento gestito da pagoPA usa l’URL checkout.pagopa.it; i siti fraudolenti, invece, impiegano domini simili o alterati per convincere l’utente a inserire dati personali o della carta. In questo modo i truffatori possono sottrarre informazioni sensibili oppure incassare pagamenti che non hanno nulla a che vedere con una vera sanzione.

Falso sito pagoPA

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Come riconoscere subito la falsa multa PagoPA

Ci sono diversi campanelli d’allarme. Il primo è il mittente: pagoPA invita a controllare con attenzione indirizzo email o numero di telefono, ricordando che le comunicazioni autentiche devono corrispondere a recapiti ufficiali o a quelli dell’ente creditore. Un altro segnale è la richiesta di dati personali, password o dati bancari via email o SMS: pagoPA precisa che queste informazioni non vengono mai chieste in questo modo. Poi c’è il link: va sempre controllato prima di aprirlo, perché può portare a un dominio diverso da quello ufficiale. Anche errori di scrittura, piccole incongruenze o un tono eccessivamente minaccioso devono mettere in allarme.

Come distinguere un messaggio vero da uno sospetto

Elemento Comunicazione attendibile Segnale di truffa
Mittente Recapito ufficiale di pagoPA o dell’ente creditore Indirizzo strano, con errori o variazioni
Richiesta Nessuna richiesta di password o dati carta via mail/SMS Chiede dati personali o bancari
Link Rimanda a canali ufficiali verificabili URL simile a pagoPA ma diverso da checkout.pagopa.it
Tono Informativo e verificabile Urgente, allarmistico, punta sul panico

Cosa fare prima di pagare, se hai un dubbio

La regola più utile è non usare mai il link ricevuto nel messaggio. Se temi che la multa possa essere vera, conviene verificare in modo autonomo, entrando dal sito ufficiale dell’ente che risulta mittente oppure passando dai canali istituzionali di consultazione e pagamento. E soprattutto mantieni la calma: non autorizzare pagamenti prima delle verifiche e controllare sempre che il sito sia davvero quello ufficiale.

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Cosa fare se sei caduto nel tranello

Se hai inserito i tuoi dati o hai pagato su un sito fraudolento, bisogna muoversi subito. PagoPA infatti non gestisce direttamente le somme versate tramite il sistema, ma mette in comunicazione enti e prestatori di servizi di pagamento. Quindi, se sei caduto nel tranello il consiglio è quello di seguire questi tre passaggi:

  1. contattare la banca o il servizio con cui è stato effettuato il pagamento, in modo da tentare il blocco della transazione o segnalare l’operazione sospetta;
  2. sporgere denuncia alle autorità competenti;
  3. segnalare l’accaduto a pagoPA, che raccoglie le informazioni per monitorare e contrastare queste attività.  

Come avvisare pagoPA

Sul punto pagoPA fornisce un’indicazione chiara: se ricevi email, SMS o telefonate sospette che fanno riferimento alla piattaforma, puoi inoltrare l’email a truffe@pagopa.it oppure descrivere il tentativo di truffa, allegando per esempio il numero che ti ha chiamato o lo screenshot del messaggio ricevuto. La segnalazione, però, non sostituisce il contatto con la banca né la denuncia alle autorità, che restano passaggi fondamentali se c’è stato un danno.

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Tentativo di truffa? Segnalalo

Le truffe via email e via SMS sono sempre più frequenti e si inseriscono in un quadro più ampio di raggiri digitali che sfruttano il nome di enti pubblici, sistemi di pagamento e comunicazioni solo in apparenza ufficiali. Anche la falsa multa da pagare con PagoPA gioca proprio su questo: la paura di avere un problema con la Pubblica amministrazione e la pressione a risolverlo subito.

Per aiutare i consumatori a reagire, abbiamo creato una piattaforma per segnalare le truffe online nell’ambito del progetto Digitalizzati, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di promuovere un uso consapevole delle tecnologie e rafforzare la capacità dei cittadini di difendersi dalle frodi online. Ricordati che segnalare un tentativo di truffa non serve solo a tutelare te stesso, ma anche a proteggere gli altri cittadini.

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IL CONSIGLIO DELL'ESPERTO
Luca Cartapatti - Giornalista, esperto di comunicazione digitale
Quando arriva una richiesta di pagamento inattesa, la prima difesa è non farsi trascinare dall’urgenza. Se il messaggio parla di multa, mora o scadenza imminente e ti spinge a cliccare subito, è già un forte segnale di rischio. Il controllo decisivo è questo: non usare mai il link ricevuto, ma verifica autonomamente dal sito ufficiale dell’ente o dai canali istituzionali. Bastano pochi minuti in più per evitare di consegnare soldi e dati ai truffatori.