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Dati di minori sui social: negli USA scatta la multa a TikTok. E in Italia?

12 marzo 2019
minori e internet

12 marzo 2019
In America la Federal Trade Commission multa per 5,7 milioni la piattaforma social TikTok. L’accusa è di aver violato la privacy dei propri utenti minorenni. Abbiamo verificato: anche in Italia è possibile iscriversi senza il consenso dei genitori. Per questo chiediamo all’Autorità garante per la protezione dei dati personali di intervenire. Ecco tutto quello che c’è da sapere su privacy e minori.

Quasi sei milioni di dollari. A tanto ammonta la sanzione commissionata dalla Federal Trade Commission, cioè l’autorità statunitense che si occupa della correttezza delle pratiche commerciali negli Usa, nei confronti della società Beijing Bytendance Technology, proprietaria della piattaforma social TikTok. L’accusa è di aver violato la privacy dei propri utenti minorenni. Nel provvedimento della FTC, si legge che i gestori della piattaforma erano a conoscenza del fatto che “dei bambini stavano usando l'app, ma hanno continuato a non richiedere il permesso dei genitori, prima di raccogliere nomi, indirizzi email e altre informazioni personali".

Che cos’è TikTok

TikTok è una piattaforma di video musicali amatoriali. In sostanza un social network nel quale è possibile guardare e/o creare e caricare brevi video (durata massima 15 secondi), anche aggiungendo effetti speciali. I video caricati procedono in loop, ogni utente può esprimere il proprio apprezzamento (con un cuore) e gli iscritti possono seguire, essere seguiti o seguirsi a vicenda con altri iscritti e possono inviare messaggi. Per iscriversi basta scaricare l’applicazione sul proprio smartphone o tablet e inserire il proprio numero di telefono o la propria mail.

Secondo i dati reperibili su Internet l’app, che conta 800 milioni di iscritti in tutto il mondo, sta riscuotendo enorme successo anche in Italia, con più di due milioni e mezzo di utenti attivi ogni mese. La fascia d’età più numerosa degli utenti è quella degli adolescenti e dei preadolescenti. Anche noi abbiamo provato a iscriverci al social network e abbiamo verificato che è possibile iscriversi a partire dai 13 anni, senza che sia richiesto il consenso al genitore o a chi ne fa le veci. Per questo motivo abbiamo scritto al Garante per la protezione dei dati personali chiedendo di aprire anche in Italia un istruttoria nei confronti della società che gestisce l’applicazione.

Cosa dice il regolamento europeo su privacy e minori

Il Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679), direttamente applicabile anche in Italia, stabilisce che per quanto riguarda l’offerta dei cosiddetti “servizi della società dell’informazione” (fondamentalmente applicazioni e servizi online), il trattamento dei dati personali è lecito a partire dai 16 anni. Le leggi nazionali possono abbassare il limite d’età purché non sia inferiore ai 13 anni.

Così ha fatto l’Italia, dove può acconsentire liberamente al trattamento dei propri dati personali il minore che ha compiuto almeno 14 anni: le informazioni sulla privacy gli devono essere fornite utilizzando un linguaggio particolarmente chiaro e semplice, conciso ed esaustivo, facilmente accessibile e comprensibile considerata la sua giovane età. Se il minore ha meno di 14 anni e gli viene offerto un servizio per cui deve fornire i propri dati personali (come avviene quando si installa una app sul proprio smartphone) il consenso al trattamento di questi dati deve essere prestato dal genitore o dalla persona che esercita la responsabilità genitoriale.

Il titolare del trattamento, cioè colui che raccoglie i dati, deve adoperarsi in maniera ragionevole per verificare che il consenso sia stato effettivamente prestato dal genitore, tenendo conto della tecnologia disponibile. Cosa che non ha fatto la Beijing Bytendance Technology permettendo l’iscrizione alla piattaforma social anche di minori di 13 anni senza il consenso dei genitori.

Dati e minori: rispondiamo ai dubbi più comuni

Sotto che età ci vuole sempre il consenso dei genitori?

14 anni.

Come si esprime il consenso su questo tipo di piattaforme?

Secondo la normativa, il consenso deve essere specifico, informato e inequivocabile. Tradotto in parole semplici: il consenso non può essere omnicomprensivo, ma deve essere richiesto separatamente per le diverse finalità del trattamento, distinguendo i dati necessari all’ottenimento del servizio da quelli che il gestore può richiedere per finalità ulteriori quali ad esempio marketing, profilazione, comunicazione dei dati a terzi. Dovrebbe, inoltre, essere seguita la procedura dell’opt-in barrando la casella del consenso per poter procedere oltre.

Quando un minore può iscriversi da solo?

Compiuti i 14 anni. Prima dei 14 anni il minore può iscriversi da solo ma durante la procedura di registrazione e comunque prima che i suoi dati personali vengano trattati, serve il consenso del genitore.

A chi deve essere intestata l’iscrizione?

La registrazione può avvenire a nome del minore di 14 anni purché il consenso al trattamento dei dati sia prestato dal genitore.

Cosa succede se un minore tenta di iscriversi falsificando l’età?

Probabilmente niente. La piattaforma deve adoperarsi in maniera ragionevole per verificare che il consenso sia stato effettivamente prestato dal genitore e quindi anche che il minore non abbia falsificato l’età, tenendo conto della tecnologia disponibile per es. effettuando controlli incrociati di dati.

Quali sono i sistemi di controllo previsti dalla legge su queste piattaforme?

Nessun sistema di controllo diretto. In caso di violazione della normativa privacy, l’interessato può proporre reclamo all’Autorità Garante e pretendere dalla piattaforma la cancellazione di tutti i dati relativi al minore in suo possesso.