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TikTok e minori, regole più chiare. Lo chiede anche l’Europa

16 febbraio 2021
Minori e privacy

TikTok adotterà misure per bloccare l’accesso ai minori di 13 anni e valuterà l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell’età. Sono gli impegni presi dal social dopo il provvedimento di blocco del Garante, a seguito di un drammatico caso di cronaca. Anche le associazioni di consumatori europee chiedono impegni simili e l'immediata cessazione di pratiche commerciali troppo aggressive. Ma come funziona TikTok e cosa prevede la privacy per i minori sui social? Facciamo chiarezza.

Scarsa attenzione alla tutela dei minori, divieto di iscrizione ai più piccoli facilmente aggirabile, scarsa trasparenza delle informazioni rese agli utenti e impostazioni predefinite non rispettose della privacy. Queste le violazioni contestate dal Garante della privacy a TikTok, il noto social frequentato proprio dai più giovani, contenute nell'istruttoria aperta nello scorso dicembre. A fine gennaio, l'Autorità aveva disposto il blocco immediato dell'uso dei dati degli utenti la cui età anagrafica non fosse stata accertata con sicurezza, a seguito della terribile vicenda della bambina di 10 anni di Palermo, iscritta al social (anche se, lo vedremo, le leggi non lo avrebbero consentito) e rimasta uccisa nel tentativo di seguire una "sfida" lanciata proprio sulla comunity della piattaforma cinese.

Gli impegni davanti al Garante

A partire dal 9 febbraio, TikTok si è impegnato a bloccare tutti gli utenti italiani e a chiedere di indicare di nuovo la data di nascita prima di continuare a utilizzare l’app. Se l'utente viene identificato come minore di 13 anni, il suo account viene rimosso. Ma poiché c'è la possibilità che molti giovanissimi utenti, per non perdere il proprio account su Tik Tok, dichiarino più di 13 anni, il social cinese si è impegnato a mettere in campo altri sistemi di controllo. 

Successivamente alla prima verifica, infatti, la società si è impegnata a valutare ulteriormente l’uso di sistemi di intelligenza artificiale. Poiché l'individuazione di tali soluzioni richiede un bilanciamento tra la necessità di accurate verifiche e il diritto alla protezione dei dati dei minori, la società si è impegnata ad avviare con l’Autorità privacy dell’Irlanda - Paese nel quale la piattaforma ha fissato il proprio stabilimento principale - una discussione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale a fini della cosiddetta “age verification”. Nel frattempo, il Garante della privacy italiano ha lanciato, prorio in questi giorni, una campagna assieme a Telefono azzurro per sensibilizzare genitori e figli su questo delicato aspetto.

Nuove richieste dall’Europa, la campagna del Beuc

Purtroppo però gli impegni presi da TikTok con il Garante valgono solo per gli utenti italiani: nel resto d'Europa, sul fronte dei mancati controlli sugli utenti sotto i 13 anni, la situazione è ancora critica. Per questo motivo il Beuc, l'organizzazione che racchiude le più importanti associazioni di consumatori europee (compresa Altroconsumo) si sta rivolgendo al garante europeo della privacy per ottenere da TikTok l'impegno a un maggiore controllo sui minori non solo in Italia ma anche negli altri paesi dell'Unione.

Ma quella dei minori non è la sola questione sollevata dal Beuc. Sono da criticare anche alcune pratiche commerciali scorrette e aggressive che la piattaforma continua a mettere in pratica, anche in Italia. Ad esempio nei termini di utlizzo, l'utente è obbligato ad accettare la clausola che dà a TikTok la possibilità irrevocabile di utilizzare, distribuire e riprodurre i propri video a suo piacimento, senza alcun compenso

Anche la politica sugli "oggetti virtuali" di TikTok (gli utenti sul social network possono acquistare con soldi reali monete per fare regali virtuali) contiene clausole abusive e pratiche fuorvianti (come la possibilità per TikTok di modificare il tasso di cambio tra le monete e i regali in maniera arbitraria). Infine Il Beuc accusa TikTok di non protegge abbastanza i bambini e gli adolescenti dalla pubblicità nascosta e dai contenuti potenzialmente dannosi sulla sua piattaforma.

Che cos’è TikTok

TikTok è una piattaforma di video musicali amatoriali. In sostanza un social network nel quale è possibile guardare e/o creare e caricare brevi video (durata massima 15 secondi), anche aggiungendo effetti speciali. I video caricati procedono in loop, ogni utente può esprimere il proprio apprezzamento (con un cuore) e gli iscritti possono seguire, essere seguiti o seguirsi a vicenda con altri iscritti e possono inviare messaggi. Per iscriversi basta scaricare l’applicazione sul proprio smartphone o tablet e inserire il proprio numero di telefono o la propria mail.

Secondo i dati reperibili su Internet l’app, che conta 800 milioni di iscritti in tutto il mondo, sta riscuotendo enorme successo anche in Italia, con ormai 8 milioni di utenti. La fascia d’età più numerosa è quella degli adolescenti e dei preadolescenti: quasi 7 utenti su 10 hanno un'età compresa tra i 13 e i 24 anni. Portroppo, come i recenti fatti di cronaca ci dimostrano, sono stati tanti gli utenti con meno di 13 anni che sono riusciti a eludere con troppa facilità le maglie (fino a oggi troppo larghe) dei sistemi di autenticazione del social cinese. Staremo a vedere se gli impegni presi dalla piattaforma saranno rispettati e daranno i frutti sperati. 

Cosa dice il regolamento europeo su privacy e minori

Il Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679), direttamente applicabile anche in Italia, stabilisce che per quanto riguarda l’offerta dei cosiddetti “servizi della società dell’informazione” (fondamentalmente applicazioni e servizi online), il trattamento dei dati personali è lecito a partire dai 16 anni. Le leggi nazionali possono abbassare il limite d’età purché non sia inferiore ai 13 anni.

Così ha fatto l’Italia, dove può acconsentire liberamente al trattamento dei propri dati personali il minore che ha compiuto almeno 14 anni: le informazioni sulla privacy gli devono essere fornite utilizzando un linguaggio particolarmente chiaro e semplice, conciso ed esaustivo, facilmente accessibile e comprensibile considerata la sua giovane età. Se il minore ha meno di 14 anni e gli viene offerto un servizio per cui deve fornire i propri dati personali (come avviene quando si installa una app sul proprio smartphone) il consenso al trattamento di questi dati deve essere prestato dal genitore o dalla persona che esercita la responsabilità genitoriale.

Il titolare del trattamento, cioè colui che raccoglie i dati, deve adoperarsi in maniera ragionevole per verificare che il consenso sia stato effettivamente prestato dal genitore, tenendo conto della tecnologia disponibile. Cosa che non ha fatto la Beijing Bytendance Technology permettendo l’iscrizione alla piattaforma social anche di minori di 13 anni senza il consenso dei genitori.

Dati e minori: rispondiamo ai dubbi più comuni

Sotto che età ci vuole sempre il consenso dei genitori?

Per i minori fino a 14 anni il trattamento dei dati personali deve essere autorizzato dal genitore o da chi ne fa le veci.

Come si esprime il consenso su questo tipo di piattaforme?

Secondo la normativa, il consenso deve essere specifico, informato e inequivocabile. Tradotto in parole semplici: il consenso non può essere omnicomprensivo, ma deve essere richiesto separatamente per le diverse finalità del trattamento, distinguendo i dati necessari all’ottenimento del servizio da quelli che il gestore può richiedere per finalità ulteriori quali ad esempio marketing, profilazione, comunicazione dei dati a terzi. Dovrebbe, inoltre, essere seguita la procedura dell’opt-in barrando la casella del consenso per poter procedere oltre.

Quando un minore può iscriversi da solo?

Compiuti i 14 anni. Prima dei 14 anni il minore può iscriversi da solo ma durante la procedura di registrazione e comunque prima che i suoi dati personali vengano trattati, serve il consenso del genitore.

A chi deve essere intestata l’iscrizione?

La registrazione può avvenire a nome del minore di 14 anni purché il consenso al trattamento dei dati sia prestato dal genitore.

Cosa succede se un minore tenta di iscriversi falsificando l’età?

La piattaforma deve adoperarsi in maniera ragionevole per verificare l’etè degli utenti e che in Italia il consenso sia prestato dal genitore fino ai 14 anni di età, tenendo conto della tecnologia disponibile. Limitarsi a chiedere la data di nascita è un controllo facilmente aggirabile in assenza di ulteriori misure (es. controlli incrociati di dati, verifica del documento di identità, etc.). 

Quali sono i sistemi di controllo previsti dalla legge su queste piattaforme?

L’organo preposto al controllo è il Garante per la protezione dei dati personali che interviene laddove riscontri una violazione della privacy e della normativa in materia. Qualunque interessato, laddove ritenga di aver subito una violazione, può portarla all’attenzione dell’Autorità Garante propondendo reclamo. L’interessato (per i minori di 14 anni, il genitore) può opporsi al trattamento dei dati e pretendere dalla piattaforma la cancellazione dei dati personali del minore in suo possesso.