Stop ai comportamenti scorretti di TikTok

Dopo il riconoscimento da parte dell'Antitrust delle clausole vessatorie nelle condizioni di servizio, chiediamo che si faccia luce anche sulle pratiche commerciali scorrette sui "regali" virtuali. Firma la petizione.

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TikTok è salito agli onori della cronaca (con tanto di provvedimento di blocco da parte del Garante Privacy) per i mancati controlli sull'età dei propri iscritti (troppo facile creare un account per i minori di 13 anni) e per la presenza di sfide (challenge) spesso troppo pericolose e indirizzate proprio ai più giovani.

Da una attenta analisi, però, il social network preferito dai giovanissimi annovera anche una serie di condotte illecite che vanno dalle pratiche commerciali scorrette alle clausole illegittime e per nulla chiare fino alla scarsa trasparenza nei termini di servizio (specialmente nell'utilizzo di monete, diamanti e regali virtuali), fino alla mancanza di informazioni sulla raccolta e il trattamento dei dati personali. Pratiche e condotte che vanno a svantaggio dell'utente, soprattutto degli utenti più fragili o esposti come i minori.

Clausole vessatorie: una battaglia vinta

Una prima battaglia, quella sulle clausole vessatorie nelle condizioni di servizio, è recentemente andata a buon fine. Siamo riusciti a far modificare le clausole contrattuali vessatorie tramite la nostra segnalazione all’Antitrust, che ha accertato la vessatorietà di quelle che avevamo segnalato noi e ha accolto una nuova formulazione presentata dall’azienda, sulla quale noi eravamo intervenuti con un nostro documento. Le clausole di cui è stato modificato il contenuto riguardano le modifiche unilaterali delle condizioni e dei servizi, la risoluzione del contratto, i contenuti pubblicati sulla piattaforma, le limitazioni e le esclusioni di garanzie e responsabilità a favore della società, la legge applicabile e il foro competente.

Nel nostro intervento nel corso dell’istruttoria avevamo fatto notare che la formulazione delle condizioni contrattuali era fortemente ambigua, visivamente oscura anche per le dimensioni del carattere prescelto, in generale, incomprensibili per l’utente, da un punto di vista formale e sostanziale, e in particolar modo per un minorenne. Inoltre, le clausole erano disseminate in modo disorganico rendendo di fatto impossibile per l’utente di avere un quadro d’insieme delle condizioni contrattuali. La decisione dell’Antitrust ora corregge il difetto di trasparenza con nuove clausole più chiare e rispondenti al Codice del Consumo.

Le scorrettezze di TikTok sui regali virtuali

Rimane però ancora un altro fronte aperto. Su TikTok si possono acquistare articoli virtuali. È prassi infatti, tra gli utenti di TikTok, scambiarsi "regali" virtuali; per acquistarli occorrono, però, monete virtuali che si acquistano con denaro vero e possono essere spese solo su TikTok. Tra le cose che si possono regalare ci sono i diamanti che il destinatario del regalo può decidere di farsi riconvertire in denaro vero da parte di TikTok o di utilizzare per effettuare veri pagamenti tramite PayPal. Ma gli utenti sanno sempre quanto spendono realmente per questi regali? E la piattaforma sa con sicurezza che ad acquistare non sia un minorenne? La risposta è no.

  • Secondo la policy di TikTok si tratta di articoli destinati solo a maggiorenni; ma su TikTok sono registrati numerosi bambini e ragazzi che probabilmente acquistano monete e inviano regali. Sebbene si tratti di una categoria di consumatori vulnerabile e che va maggiormente tutelata, la piattaforma non adotta le necessarie misure di prevenzione (ad esempio un sistema di verifica dell'età effettiva di chi acquista le monete virtuali) né la possibilità di monitorare i pagamenti. In ogni caso, se anche il social sapesse esattamente l'età di chi sta acquistando e regalando articoli virtuali, si tratterebbe comunque di una pratica commerciale dove sono assenti tutte le informazioni precontrattuali per i consumatori.
  • Il termine "regalo" è fuorviante perché il sistema descritto non è una donazione ma un contratto in cui TikTok svolge un ruolo importante. Chi riceve in regalo i diamanti può decidere infatti di convertirli in denaro vero, ma l'importo finale non è chiaro e spesso dipende anche dal numero di diamanti che un utente ha ricevuto ed è riuscito ad accumulare. Gli utenti di TikTok in generale non sono adeguatamente informati sulle modalità di pagamento: si ritrovano ad aderire alle condizioni senza che sia richiesto il loro consenso. Non sono neppure adeguatamente informati sui prezzi dei regali virtuali inviati: il valore del regalo inviato è solo visualizzato sottoforma di valuta virtuale di TikTok senza alcuna indicazione del valore reale (in euro e altre valute). 

La nostra azione

Per questi motivi è importante ancora il tuo sostegno. Perché utenti e consumatori, in particolar modo bambini e minori, devono essere tutelati e correttamente informati anche quando utilizzano per svago un social network. Sostieni la nostra azione: firma la petizione.