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Giocattoli che fanno male, a chi li usa e a chi li produce

27 novembre 2012
giocattoli

27 novembre 2012

Il Natale si avvicina, le spese per i più piccoli anche. Prima però di buttarci a occhi chiusi sui giocattoli, pensiamo bene a che cosa comprare. I giocattoli devono essere prodotti in modo eticamente accettabile e devono essere sicuri. Eppure non tutti sono all’altezza del marchio CE che portano. Il nostro test lo dimostra: in quattro non passano le prove di sicurezza.  

L'aspetto etico della produzione. Guarda il video.

I giocattoli non devono nuocere ai bambini. Né ai lavoratori. Ci sono multinazionali che trasferiscono la produzione in Cina, dove le condizioni di lavoro sono meno controllate che in Europa. E i costi di produzione sono bassissimi, neanche paragonabili a quelli che si avrebbero altrove. Il prezzo (quello vero) lo pagano però i lavoratori che spesso non godono nemmeno di diritti basilari: un salario dignitoso, sicurezza sul lavoro, orario adeguato.

La nostra inchiesta ha valutato la politica sociale e ambientale di alcune aziende che producono giocattoli. Per verificare di persona abbiamo chiesto loro di poter visitare i siti di produzione dei giochi. Risultato? Solo due, Hasbro e Playmobil, ci hanno permesso di fare dei sopralluoghi nelle fabbriche in Cina e Malta. Le altre (Mattel, Disney, Lego, Brio, Bandai, Famosa, Simba, Mga distribuita in Italia da Giochi Preziosi) hanno fatto orecchie da mercante, segno di scarsa trasparenza.

Guarda il nostro video e scopri che cosa succede nelle fabbriche cinesi.

Scrivi anche tu ai produttori

Scrivi alle aziende che non parlano chiaro: ecco un esempio di lettera che puoi postare sulle pagine Facebook dei produttori o inviare loro via email.


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