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Voli e Covid: dopo Easyjet e Volotea, arriva la multa anche a Ryanair

Antitrust sanziona anche Ryanair per pratiche commerciali scorrette: da una parte per il mancato rimborso dei biglietti per i voli cancellati dopo il 3 giugno 2020 e dall'altra per l'ingannevolezza della sua campagna pubblicitaria “Nessuna penale e supplemento per cambio volo”. Antitrust aveva già sanzionato anche Easyjet e Volotea, grazie anche alle nostre segnalazioni.

  • di
  • Luca Cartapatti
24 maggio 2021
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  • Luca Cartapatti
voli sanzioni

È arrivata anche per Ryanair un multa (da 4,2 milioni di euro) per pratiche commerciali scorrette. Come già accaduto per Easyjet e Volotea, la compagnia irlandese aveva continuato a cancellare molti dei voli programmati anche dopo il 3 giugno 2020 (quando cioè non erano più in vigore i limiti alla circolazione dovuti all’emergenza sanitaria da Covid-19), e aveva continuato a rilasciare ai consumatori voucher al posto di un rimborso del prezzo del biglietto annullato.

Per Ryanair anche un claim ingannevole

Ma per Ryanair la sanzione è motivata anche da una seconda pratica scorretta. È stata considerata ingannevole anche la campagna pubblicitaria diffusa attraverso i principali mezzi di informazione - sempre a partire da giugno - e incentrata sulla possibilità di cambiare il volo gratis (attraverso il claim “Nessuna penale per il cambio” o similari), La compagnia irlandese invece applicava per il nuovo volo scelto dal consumatore tariffe più alte di quelle che venivano proposte sul proprio sistema di prenotazione, prevedendo comunque una penale se il cambio volo fosse avvenuto nei 7 giorni precedenti la partenza.

Le sanzioni a Easyjet e Volotea

Nei giorni scorsi l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva sanzionato anche easyJet per 2,8 milioni di euro e Volotea per 1,4 milioni di euro per lo stesso motivo. Secondo l’Autorità, le tre compagnie, oltre ad aver cancellato voli programmati con la scusa dell’emergenza sanitaria e ad aver offerto in compenso solo voucher al posto del rimborso in denaro, hanno anche fornito informazioni ingannevoli e omissive ai consumatori sui loro diritti. Hanno di fatto ostacolato e ritardato il riconoscimento del rimborso monetario, attraverso modalità e procedure per indurre (e in alcuni casi anche costringere) il consumatore a scegliere o ad accettare il voucher invece del rimborso.

Queste sanzioni sono solo l’ultimo atto di una vicenda che nei precedenti mesi ha chiamato in causa diverse compagnie aeree: ecco le tappe principali.

I procedimenti nei confronti di Blue Panorama e Vueling

A ottobre 2020, in seguito alla nostra segnalazione e all'intervento dell’Antitrust, Blue Panorama e Vueling hanno apportato modifiche alle comunicazioni inviate ai passeggeri e alle procedure di assistenza e rimborso in caso di cancellazione o di riprogrammazione dei voli. I vettori hanno previsto la possibilità di richiedere il rimborso pecuniario con tempi certi e attraverso procedure automatizzate, mentre l'eventuale scelta di richiedere il voucher viene lasciata solo al consumatore. Infine Blue Panorama e Vueling hanno rafforzato le misure di assistenza ai consumatori attraverso strumenti di contatto gratuito e un rafforzamento delle attività di call center.

I procedimenti nei confronti di Alitalia

Un procedimento analogo era stato avviato ad agosto 2020 nei confronti di Alitalia, ma anche in quel caso l’Antitrust aveva deciso di non adottare alcuna misura cautelare. La compagnia aveva infatti apportato modifiche alle comunicazioni inviate ai viaggiatori in caso di cancellazione o di riprogrammazione dei voli. Alitalia aveva limitato l'utilizzo della causale Covid-19 ai soli casi in cui non è oggettivamente possibile operare il volo a causa delle restrizioni e, inoltre, aveva previsto la possibilità di richiedere il rimborso monetario attraverso una procedura automatica e con tempi certi, lasciando all'acquirente la possibilità di scegliere se ricevere in alternativa un voucher maggiorato. Infine, aveva anche rafforzato il proprio Servizio clienti, incrementando gli addetti al call center.

Nel mirino Antitrust grazie alla nostra segnalazione

Le compagnie aeree erano finite nel mirino dell'Autorità, grazie anche alle nostre segnalazioni, per aver venduto e cancellato voli a causa dell'emergenza Covid-19, pur essendo programmati in periodi in cui non erano più in vigore i limiti alla circolazione. In tutti i casi, le compagnie offrivano soltanto l'erogazione di un voucher al posto del rimborso del biglietto già pagato, quindi senza rispettare quanto previsto dal regolamento europeo sui diritti dei passeggeri. L'Antitrust aveva infine contestato anche l'assistenza clienti predisposta per far fronte alle difficoltà dei passeggeri, costretti a tempi d'attesa troppo lunghi, a utilizzare numeri telefonici a sovrapprezzo e difficilmente raggiungibili.

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