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Vino: sai cosa bevi? Impariamo a leggere l'etichetta

23 aprile 2019
vino

23 aprile 2019

Apprezzi il buon vino ma in realtà non sei proprio ciò che si definisce un intenditore? Sappi che l’etichetta è la parte più importante della bottiglia, ma spesso per i più risulta incomprensibile. Ecco una breve guida per orientarti tra le mille informazioni che puoi leggere su di essa.

Se ti capita di andare a cena a casa di amici e di voler fare bella figura con una buona bottiglia di vino, spesso ti ritrovi a chiedere consigli al commesso dell’enoteca senza capire bene cosa stai acquistando. La maggior parte delle persone, infatti, non si intende davvero di vino e il più delle volte si lascia influenzare, durante l’acquisto, da aspetti che non hanno nulla a che vedere con il gusto, come ad esempio prezzo ed estetica della bottiglia.

Il bello dell’etichetta

Te lo garantiamo: nel packaging del vino nulla è lasciato al caso. Il marketing ha studiato una serie di codici differenziati a seconda dei prodotti. Ad esempio, le confezioni bianche e dorate vengono usate più per i moscati; il blu va bene per i vini bianchi e il nero per quelli molto invecchiati. E che dire dell’etichetta? L’occhio si sofferma decisamente più sulla grafica che sui dati del vino e lo sanno bene i produttori che spesso studiano piccoli trucchi visivi per favorire una buona prima impressione.

Come leggerla 

Ecco una breve guida:

  • imbottigliatore: va indicato il nome o la ragione sociale e poi comune e stato membro. Per gli spumanti solo venditore o produttore;
  • annata: obbligatoria solo per i vini DOP, esclusi quelli spumanti, frizzanti e liquorosi. Spesso è sul fronte dell’etichetta;
  • dicitura allergeni: vanno dichiarati i solfiti e dal 2012 uova  e latte;
  • categoria del prodotto: è la tipologia del vino, obbligatoria solo per i vini senza denominazione o indicazione di origine;
  • denominazione di vendita: per un vino Dop si indica “Denominazione di origine protetta” o DOP, o la dicitura italiana “Denominazione di origine controllata” più il nome della denominazione (per esempio Malvasia delle Lipari Doc);
  • grado alcolico effettivo: indica la quantità (ml) di alcol etilico presente in 100 ml dello stesso vino;
  • provenienza: per i vini italiani senza denominazione si indica “prodotto in Italia”; per Dop e IGP di altri stati va indicato “prodotto in…” e il nome dello stato in cui è stato prodotto il vino;
  • lotto: permette di identificare il vino ed è l’insieme di bottiglie o damigiane prodotte o confezionate in circostanze identiche.

Diciture facoltative

L’etichetta dei vini può essere completata da indicazioni facoltative. Per esempio, i vini DOP (Denominazione di Origine Protetta, menzione europea che comprende i vini italiani DOC e DOCG), possono riportare in etichetta alcune diciture:

  • la dicitura riserva, utilizzabile per quei vini sottoposti a un invecchiamento più lungo rispetto allo stesso vino che non può avere questa menzione. L’invecchiamento non dev’essere inferiore a due anni per i vini rossi, un anno per i vini bianchi, un anno per i vini spumanti ottenuti con metodo di fermentazione in autoclave (metodo Martinotti o Charmat) e tre anni per i vini spumanti ottenuti con rifermentazione naturale in bottiglia;
  • la dicitura superiore, per i vini con caratteristiche migliori delle semplici Doc: condizioni climatiche favorevoli consentono di produrre uve con un tenore di zucchero più elevato e, quindi, un vino con una maggiore gradazione alcolica;
  • la dicitura classico, riservata a quei vini prodotti nella zona di più antica tradizione all’interno del territorio in cui si può produrre quella determinata Doc.

Altre espressioni che si trovano spesso sulle etichette dei vini DOP e IGP sono imbottigliato all’origine, imbottigliato dall'azienda agricola, imbottigliato dal viticoltore. Si riferiscono al fatto che l'imbottigliamento dei vini avviene nella stessa azienda del produttore. Queste diciture possono essere completate dalla dicitura integralmente prodotto, a condizione che il vino sia ottenuto da uve raccolte esclusivamente in vigneti di pertinenza dell'azienda e vinificate nella stessa. 

Il nostro consiglio

Etichetta e aspetto a parte, per orientarsi nell’acquisto di un vino una prima dritta è sicuramente quella di ricordarsi cosa ci è piaciuto. Certo, non è una regola universale, perché il gusto di un vino varia molto a seconda del metodo di produzione e della qualità e quantità dei vitigni usati. E poi il prezzo. Non sempre un acquisto più economico si rivela intelligente se deve poi finire nel lavandino così come il prezzo alto non garantisce sempre la qualità di un prodotto. 

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