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Vino invecchiato in botte: perché è più buono?

28 novembre 2018
Botti vino

28 novembre 2018

Il vino, nel legno, invecchia meglio. A differenza dei contenitori in acciaio, infatti, le botti permettono il passaggio dell’aria. Questa lieve e costante ossigenazione dà al vino alcune caratteristiche particolari. Ecco quali sono. Sei indeciso su quale vino scegliere? Il nostro test ne ha messi a confronto 300.

Stai cercando il vino migliore da portare in tavola? Ti aiutiamo noi. Abbiamo analizzato e messo alla prova nei test di assaggio 300 vini tra bianchi, rossi, rosati e spumanti di diversa origine. Per scegliere quello giusto da portare a tavola mettili a confronto e consulta le schede che abbiamo preparato per ognuno: oltre ai risultati del test, troverai le caratteristiche e i prezzi.

 

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L'importanza del legno e delle botti

Sono comunque tanti i fattori che contribuiscono a rendere un vino buono. Il ruolo del legno, ad esempio, nella produzione del vino è molto importante, quasi fondamentale nel caso del vino rosso. Le botti sono impermeabili ai liquidi, ma non ai gas. Questo permette all’ossigeno di penetrare nel vino e di incidere sulla sua struttura. L’ossigeno, insieme ai tannini ceduti dal legno, dà al vino un colore deciso e un aroma più equilibrato ed evoluto. Tutti questi piccoli cambiamenti sono spontanei nei vini invecchiati in botti di legno, per quelli conservati in vasche di acciaio invece il processo di arieggiamento avviene meccanicamente.

Quando e perché si utilizzano le botti di legno

Una volta conclusa la fase di fermentazione, il vino deve essere affinato. Per questo viene messo in recipienti di diversi materiali e grandezza: i più diffusi sono quelli in acciaio inox. Alcuni vini, però, invecchiano meglio in recipienti di legno.

In genere l’invecchiamento in legno è una tecnica particolarmente ricercata per i vini rossi. I vini restano nelle botti per un periodo di tempo che in genere va da 6 a 12 mesi, ma per alcuni vini può durare anche diversi anni.

Nel caso dei vini bianchi, invece, non è previsto in genere un passaggio nel legno, perché sono maturi e pronti per essere consumati già nella primavera successiva alla vendemmia. Tuttavia anche certi vini bianchi (per esempio alcuni Verdicchio Riserva o alcuni Chardonnay) possono essere maturati in botti di quercia, per un numero variabile di mesi a seconda del tipo di vino, per conferire loro maggiore ricchezza aromatica.
Pregi e difetti

Far affinare il vino nelle botti di legno comporta diversi vantaggi. Il merito è soprattutto dell’ossigenazione naturale e costante che questo tipo di materiale permette (a differenza dell’acciaio).

  • Il colore del vino diventa più intenso e il sapore più gradevole (l’astringenza viene attenuata dall’ammorbidimento dei tannini).
  • Quando il vino è conservato in botti di legno acquista limpidezza molto più facilmente rispetto alla conservazione in vasca di acciaio.
  • Il legno di per sé contiene e libera diverse sostanze volatili che conferiscono al vino aromi diversi.
Il legno non è in grado di conferire una qualità che non sia già presente nel vino.
Qual è il legno migliore

La legge consente di utilizzare, in alternativa alle botti, frammenti legnosi di rovere di diverse forme e dimensioni, i cosiddetti trucioli o chips.

I pezzi di legno usati per l’invecchiamento del vino devono possedere per legge alcune caratteristiche. Devono provenire esclusivamente da piante di quercia; non devono aver subìto trattamenti diversi dal riscaldamento; non devono liberare sostanze in concentrazioni tali da comportare eventuali rischi per la salute; non devono aver subìto combustione, contenere carbone né essere friabili al tatto. La legge non obbliga a indicare in etichetta l’utilizzo eventuale di pezzi di legno di quercia, per cui non possiamo sapere se il produttore li ha impiegati o meno. Informazione che sarebbe invece utile avere.

La legge vieta solo di utilizzare espressioni quali fermentato/maturato/invecchiato in botte/barrique per i vini prodotti con l’utilizzo di chips, indicazioni consentite solo (fortunatamente) per i vini maturati in un reale contenitore di legno.

A livello di degustazione è molto difficile distinguere fra vini per cui sono stati usati chips e barriques; diversi studiosi ribadiscono però che dai chips si ottengono vini con caratteri meno fini e gradevoli, meno armoniosi e complessi di quelli invecchiati realmente in barrique.

In Italia l’utilizzo dei trucioli è vietato dal 2006 per i vini Doc e Docg, mentre è concesso per i vini IGT e i vini generici (quelli cioè che una volta si chiamavano “da tavola”).