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Viaggio a bordo di un’auto elettrica

Mettendoci nei panni di un consumatore che deve decidere se acquistare un’auto elettrica abbiamo cercato di rispondere ad alcune domande: queste auto sono alla portata di tutti? Quanti chilometri si possono fare con un pieno di batteria? Quanto costa e come si fa una ricarica? Quante colonnine ci sono per le strade? Ecco cosa abbiamo scoperto.

  • di
  • Michela Di Mario
17 novembre 2020
  • di
  • Michela Di Mario
auto elettrica

È metà ottobre e ci aspettano tre giorni di viaggio, dal nord al centro Italia, a bordo di un’auto elettrica: una Kia e-Niro. Il tutto fa parte di un progetto finanziato dall’European Climate Foundation e ha un obiettivo molto attuale: capire qual è la situazione della mobilità green in paesi come Italia, Spagna, Portogallo e Belgio (uniti nel network internazionale Euroconsumers).

Ecco cosa abbiamo trovato lungo il nostro percorso.

È metà ottobre e ci aspettano tre giorni di viaggio, dal nord al centro Italia, a bordo di un’auto elettrica: una Kia e-Niro. Il tutto fa parte di un progetto finanziato dall’European Climate Foundation e ha un obiettivo molto attuale: capire qual è la situazione della mobilità green in paesi come Italia, Spagna, Portogallo e Belgio (uniti nel network internazionale Euroconsumers).

Tutti i dettagli del nostro viaggio li trovi nell'inchiesta completa che verrà pubblicata su Altroconsumo Inchieste di dicembre: ecco un'anteprima.

Prima della partenza

Se si sceglie un’auto elettrica, il viaggio (soprattutto se lungo) inizia prima della partenza. La diffusione non ancora capillare sul nostro territorio delle colonnine per la ricarica (13.700 a gennaio 2020 distribuite soprattutto in aree urbane, con poca copertura lungo le strade statali e quasi assenti nelle autostrade) costringe a programmare il tragitto e decidere in anticipo le soste.

Non tutte le colonnine sono uguali. Ci sono quelle “fast”, che trasferiscono energia elettrica ai veicoli con una potenza superiore a 22 kW (alcune arrivano anche a 150 kW), ma sono una minoranza. E ci sono quelle “standard” con una potenza fino ai 22 kW: sono la maggior parte. Tradotto in pratica, vuol dire che se la batteria è al di sotto del 20% per ricaricarla tutta con una colonnina standard ci si mette dalle 3 alle 5 ore, mentre con una colonnina fast il tempo di ricarica scende a circa un’ora e mezza (o anche meno nel caso di colonnine molto potenti).

Il ruolo delle applicazioni

Un’altra cosa che bisogna sapere prima della partenza è che le colonnine possono essere individuate solo tramite applicazioni scaricabili gratuitamente sul telefono. In Italia le più diffuse sono circa 15 (per il nostro viaggio abbiamo usato le 5 più scaricate). Alcune appartengono agli stessi fornitori degli impianti di ricarica (ad esempio Enel X e BeCharge) altre a soggetti che non possiedono colonnine (ad esempio Nextcharge e Chargemap). Ai fini dell’utente questo vuol dire che app diverse possono mostrare colonnine diverse e che una colonnina può essere attivata con più di una app.

Inoltre, se è vero che si può pagare la ricarica anche tramite una tessera da richiedere e farsi spedire a casa (un po’ come si farebbe con una carta di credito), le app sono utili anche per la ricerca dei prezzi più convenienti. Capire quanto si paga per una ricarica non è così immediato come può esserlo con le normali pompe di benzina. Possiamo dire che, con una ricarica a bassa e media velocità siamo intorno a 40 centesimi per kWh, mentre con una ricarica veloce si può arrivare anche a 79 centesimi per kWh. In generale, il consiglio che possiamo dare è quello di scaricare almeno tre app.

Le applicazioni servono anche per garantire una buona assistenza durante la ricarica. Farla non è particolarmente complicato, ma possono capitare imprevisti (a noi è successo) per i quali è necessario contattare l’assistenza (che ci ha sempre risposto in tempi brevi, fornendoci un supporto fondamentale). E bisogna avere un po’ di dimestichezza con le app e con i sistemi di pagamento digitali.

Facciamo due conti

Quello che possiamo dire alla fine del nostro viaggio è che le infrastrutture devono essere migliorate, che le colonnine veloci sono ancora troppo poche e che non sempre funzionano correttamente. In tre giorni abbiamo percorso 1467 chilometri, consumato 264 kWh (con un consumo medio di 18 kWh ogni 100 km) e pagato un totale di 129 euro di ricarica (in media 8,8 euro ogni 100 km). Con un’auto a benzina di pari categoria avremmo speso circa 10 euro ogni 100 chilometri, mentre con una a diesel il costo sarebbe stato di circa 8 euro ogni 100 chilometri.

Al momento il vero risparmio sulle ricariche c’è soprattutto se l’auto elettrica si usa in città, con pochi viaggi lunghi e con una colonnina privata che riduce sensibilmente i costi.