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Prezzo benzina e Coronavirus: giù il petrolio ma alla pompa solo lievi cali

La crisi mondiale causata dal Coronavirus tra le altre cose ha fatto crollare il prezzo del petrolio del 25%, ma alla pompa per i consumatori restano solo le briciole. Ecco le regioni e le insegne che permettono maggiori risparmi sul pieno.

07 febbraio 2020
benzina

Il Coronavirus continua a scatenare reazioni, anche sui mercati. La crisi mondiale ha comportato il crollo del prezzo internazionale del petrolio che ha raggiunto livelli minimi, come avvenuto solo altre due volte nel corso degli ultimi tre anni. Dato che crolla il valore del petrolio, ci saremmo aspettati effetti sul costo del carburante, che invece diminuisce appena l'1,6% su scala nazionale.

L'analisi su 64.721 stazioni di rifornimento

Abbiamo analizzato i dati pubblicati sul sito dell'Osservatorio Prezzi Carburanti dal ministero per lo Sviluppo economico e confrontato i prezzi praticati oggi con quelli dello scorso 16 gennaio. L'indagine è stata condotta su 64.721 stazioni di rifornimento in tutta Italia. A fronte della riduzione della materia prima del 25%, mediamente i prezzi delle stazioni di servizio italiane sono diminuiti solo dell'1,6%.

In Umbria e Valle d'Aosta si risparmia quasi il 2%

La situazione risulta piuttosto omogenea, con lievi differenze da regione a regione. Con un calo che sfiora il 2% sono l'Umbria e la Valle d'Aosta a detenere il primato delle regioni dove oggi è più conveniente fare il pieno. La variazione minima, invece, si registra in Campania, Molise e Sicilia dove il prezzo della benzina scende dell'1,3%. 

Quanto calano i prezzi dei carubiranti: il dettaglio regione per regione
Regione Variazione
Abruzzo -1.4%
Basilicata -1.5%
Calabria -1.4%
Campania -1.3%
Emilia Romagna -1.6%
Friuli Venezia Giulia -1.5%
Lazio -1.8%
Liguria -1.6%
Lombardia -1.6%
Marche -1.7%
Molise -1.3%
Piemonte %
Puglia -1.7%
Sardegna -1.8%
Sicilia -1.3%
Toscana -1.8%
Trentino Alto Adige -1.6%
Umbria -1.9%
Valle d'Aosta -1.9%
Veneto -1.6%
Variazione media ITALIA -1.6%

Più convenienti le insegne della grande distribuzione

Se a livello territoriale le differenze sono lievi, risultano più marcate le variazioni tra le diverse insegne. La marca che registra il calo maggiore è Agip-Eni che diminuisce in media del 2,2%, seguita da Tamoil (-1,7%) e Q8 (-1,6%). Cala poi dell'1,4% la Esso, seguita da Api IP (-1,3%) e Total Erg (-1,2%). Meglio per le insegne della grande distribuzione risultate più economiche nella nostra ultima inchiesta sul prezzo dei carburanti. La più conveniente è Conad, dove si può risparmiare il 2,5% sul prezzo del pieno, seguono Enercoop (2,2%) e Carrefour (2,1%).