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Agcom bastera un sospetto per oscurare un sito

28 giugno 2011
agcom

28 giugno 2011

Il 6 luglio una delibera del Garante delle Comunicazioni (Agcom) potrebbe consentire all’Autorità di cancellare e oscurare siti internet solo sospettati di violare il diritto d’autore senza alcun processo. Il rischio è che la legittima tutela del copyright si tramuti in censura arbitraria.

Il 6 luglio una delibera del Garante delle Comunicazioni (Agcom) potrebbe consentire all’Autorità di cancellare e oscurare siti internet solo sospettati di violare il diritto d’autore senza alcun processo. Il rischio è che la legittima tutela del copyright si tramuti in censura arbitraria.

La delibera colpisce anche i siti privati
Non vi è alcuna differenza se il sito o il portale è privato o pubblico o esercita la propria attività per fini di lucro, o sia un sito amatoriale o un blog personale. In tutti i casi di “uploading” di contenuti su internet, su qualsiasi piattaforma, l’Autorità, in caso di segnalata violazione,  potrà operare il procedimento di cancellazione o di inibizione mediante il blocco dell’indirizzo IP o del Domain Name Systems. Il titolare del sito o il provider dovrà cancellare i file sospetti (senza alcuna verifica in contraddittorio sulla legittimità o meno del contenuto) nel giro di 48 ore, in caso non lo faccia si aprirà un procedimento sommario davanti all’Autorità della durata di soli 5 giorni. Trascorsi i quali i contenuti saranno cancellati dall’Autorità o inibiti dai provider su ordine dell’Autorità.

Basta un solo sospetto
L’Autorità quindi avrà il potere di intervenire su siti che siano semplicemente sospettati di contenere non solo file musicali, articoli,video coperti da copyright ma anche ad esempio fotografie o video amatoriali caricati su qualche piattaforma (Youtube o Facebook ad esempio) contenenti un qualche sottofondo musicale, oppure software liberi che contengano componenti sospettate di violazione di diritti di autore; e ancora banche dati online pubbliche o private contenenti almeno un file sospetto per il quale non è stata rilasciata l’autorizzazione da parte del titolare, e infine tutti i video caricati dalle web tv.

L’Agcom non può esercitare funzioni giudiziarie
Il sistema di cancellazione o di inibizione funzionerà in maniera del tutto autonoma senza alcuna verifica della posizione di colui che ha inserito il file. L’intera procedura, avviata dalle segnalazioni degli stessi titolari dei diritti d’autore, si conclude in 5 giorni senza alcuna forma di consultazione o di interazione con l’Autorità giudiziaria: niente indagini, quindi, compiute dalla polizia e niente possibilità da parte del titolare del sito di appellarsi all’autorità giudiziaria. Non vi è nemmeno un passaggio dell’intera procedura all’interno del quale venga coinvolto un magistrato. Eppure va detto che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non è un giudice e non può esercitare funzioni giudiziarie attribuite solo alla Magistratura dalla nostra Costituzione.

Una petizione per la rete libera
Altroconsumo, assieme ad Adiconsum, Agorà Digitale, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confommercio e Studio legale Sarzana, ha promosso una petizione online su sitononraggiungibile.it, che in queste ore funziona però a fatica. Scopo della petizione, fare in modo che l’Agcom riveda il testo della delibera prendendo in più seria considerazione i diritti degli utenti o si astenga completamente dall’intervenire, considerate le sue limitate prerogative in materia e rimetta, con una apposita Comunicazione, la necessaria riforma del diritto d’autore nel nuovo scenario tecnologico digitale al Parlamento.


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