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Bonus tablet e pc: cos'è, chi ne ha diritto e quando parte

Uno sconto destinato alle famiglie meno digitalizzate per dotarsi di una connessione internet ultra veloce. Ma anche un tablet o un pc fornito dal provider (che rimane dell'utente dopo 12 masi) solo per chi sottoscrive un contratto di connettività. Ecco come funziona il cosiddetto "bonus tablet e pc" e cosa prevedono le ultime indicazioni del MiSE. 

  • di
  • Luca Cartapatti
05 ottobre 2020
  • di
  • Luca Cartapatti
Bonus tablet e pc

Quando venne presentato nel maggio scorso (in pieno lockdown) doveva servire per venire incontro alle famiglie meno "digitalizzate" che, da un momento con l'altro, si sono ritrovate a dover lavorare in smartworking e a gestire la didattica a distanza dei propri figli, senza magari possedere un pc, un tablet o una connessione internet sufficientemente veloce.

Con un po' di ritardo sulla tabella di marcia è uscito il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che stanzia 204 milioni di euro per aiutare le famiglie con Isee fino a 20.000 euro con la digitalizzazione. Di recente è arrivato anche il Manuale operativo predisposto dalla Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica che ha fatto chiarezza su alcuni dubbi. 

Bonus tablet e pc: che cos'è?

Nel concreto si tratta di sconti a disposizione delle famiglie per venire incontro alle loro "esigenze di connettività" in un periodo appunto di smartworking e teledidattica; in soldoni si tratta di un bonus per dotarsi di una rete internet a banda larga e, contestualmente, anche di un pc o di un tablet. Diciamo subito che il bonus durerà un anno ma sarà possibile richiederlo fino a esaurimento scorte.

Bonus tablet e pc: chi ne ha diritto

Meglio chiarire subito che non si tratta di un bonus per tutti. Il voucher è in realtà un aiuto alle famiglie più indigenti con un Isee: sotto i 20.000 euro. Per queste famiglie viene riconosciuto un contributo massimo di 500 euro, sotto forma di sconto sul prezzo di vendita dei canoni di connessione internet in banda ultra larga per un periodo di almeno 12 mesi; il bonus dovrebbe servire a coprire eventuali costi di attivazione e la fornitura di relativi dispositivi elettronici (come ad esempio il modem), ma anche, pe chi ne avesse bisogno, per ottenere un tablet o di un pc direttamente dal provider internet.

Viene riconosciuto un solo contributo per ciascun nucleo famigliare presente nell’unità abitativa. Se abiti in zone raggiunte da più di un operatore che offre connessioni veloci, potrai chiedere il passaggio alla banda ultra larga sia al tuo operatore sia a uno differente. Puoi utilizzare il bonus e poi fare il passaggio a un altro operatore usando l’eventuale parte residua del bonus non utilizzato, purché la velocità di connessione sia almeno pari a quella del contratto precedente e senza che il recesso da quest’ultimo comporti dei costi.

Gli operatori devono anche garantire che i contratti decadano allo scadere della durata dell’offerta, fatta salva la possibilità di aderire a offerte di rinnovo. Offerte che gli operatori sono tenuti a proporre  nei quarantacinque giorni precedenti la data di scadenza del contratto e che dovranno avere condizioni uguali o migliori rispetto a quelle del contratto in scadenza e che rimangano valide perlomeno per tutti i 12 mesi successivi.

Per quali connessioni vale?

Al di là del limite sul reddito, chi può richiedere il bonus per la connessione internet? Vedaimo nel dettaglio:

  • chi non ha alcuna connessione, purché sottoscriva un contratto di fornitura per una connessione con velocità di almeno 30 Mbit/s;
  • chi ha già una connessione con velocità inferiore a 30 Mbit/s che sottoscrive un contratto per una connessione più veloce (con lo stesso operatore o con uno nuovo).

Tablet e pc: solo assieme a internet

E il tablet o il pc tanto sbandierato? Diciamo subito che non è possibile richiedere il voucher esclusivamente per avere il tablet o il pc, ma si possono avere solo a seguito della sottoscrizione di un contratto di connettività a banda larga non inferiore ai 30 Mbits/s. I dispositivi pertanto vanno chiesti direttamente al provider con cui si sottoscrive una connessione internet. Con la sottoscrizione del contratto di connettività, infatti, è possibile utilizzare parte del bonus per l'"acquisto" di dispositivi elettronici come tablet e pc forniti però dallo stesso operatore con il quale si attiva il contratto internet.

Nel manuale operativo del Piano Voucher, il Ministero ha finalmente chiarito che questi dispositivi non sono in comodato d'uso (come era stato inizialmente previsto) ma vengono pagati dall'utente con una parte del valore del voucher per tutta la durata del contratto di connettività (12 mesi), al termine del quale questi dispositivi rimangono di proprietà dell'utente. Nel caso in cui l'utente cambi operatore prima dei 12 mesi, continuerà a pagarli tramite bonus al nuovo operatore fino al termine dei 12 mesi.

Come si richiede il bonus

Occorre dire che il bonus viene erogato da Infratel Italia (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia S.p.A.), una società governativa interamente controllata da MiSE. Tuttavia il voucher non verrà dato direttamente in mano all'utente (come accade con altri tipi di bonus), ma andrà chiesto direttamente all'operatore di telefonia in fase di sottoscrizione del contratto internet.

Gli operatori interessati a partecipare all'iniziativa dovranno quindi iscriversi per tempo su una apposita piattaforma gestita appunto da Infratel Italia (www.infratelitalia.it). Una piattaforma che dovrebbe andare online dopo la seconda metà di ottobre e che quindi per il momento ancora non esiste. Tutti gli operatori che vorranno aderire e iscriversi alla piattaforma dovranno offrire però alcune garanzie al consumatore: innanzitutto dovranno rendere riconoscibili in qualche modo al consumatore le offerte sottoscrivibili grazie al voucher; in secondo luogo dovranno esplicitare in totale trasparenza quali costi sono coperti dal contributo e quali invece rimangono a carico dell'utente, in modo da fornire un quadro reale di quanto l'utente dovrà sborsare di tasca propria.

Ricorda quindi che per ottenere il Voucher devi contattare direttamente l’operatore telefonico (utilizzando uno qualsiasi dei canali che metterà a disposizione) e presentare la richiesta con allegata copia della carta d’identità e un’autocertificazione in cui si dichiara che il valore dell’Isee del nucleo familiare di cui fa parte è inferiore a 20.000 euro e che nessun altro componente ha già fatto richiesta del bonus. Verranno quindi svolti controlli a campione per verificare la sussistenza dei requisiti.

Buono l'intento, ma tante ombre

Si tratta davvero di un provvedimento che darà una mano alle famiglie? Certamente il lato positivo è che il bonus va incontro alle famiglie che in questo momento non si possono permettere una connessione internet, consentendo loro di accedere a offerte a prezzi particolarmente favorevoli. Tuttavia ci sono alcune ombre, soprattutto nelle modalità scelte per erogare questi soldi.

  • Tanto per cominciare questo intervento non ha alcun impatto sul digital divide, cioè su quei casi in cui la connessione internet a banda larga non arriva; consente solo a chi si trova in aree già coperte, ma ha ridotte disponibilità economiche, di poter usufruire del servizio.
  • Inoltre gli operatori, come per tutte le altre offerte, hanno la possibilità di fornire assieme alla connessione internet, anche dispositivi elettronici: non solo tablet e pc ma anche ad esempio il modem. Tuttavia, svariate nostre inchieste e la nostra battaglia per il modem libero hanno dimostrato che le società di telecomunicazioni non si sono dimostrate sempre trasparenti proprio nella fornitura ad esempio di modem e smartphone: spesso hanno messo in campo operazioni discutibili, applicando costi nascosti e clausole sfavorevoli al consumatore.
  • Se è vero che gli operatori che vogliono aderire a questa iniziativa debbono adottare una serie di misure di trasparenza, è bene anche ricordare che le famiglie a cui si rivolgono in questo caso sono nuclei famigliari che si trovano in condizioni di disagio economico. Si tratta infatti di casi in cui il divario informativo tra chi vende e chi acquista è elevato, e per questo motivo è più forte rischio di manipolazioni da parte degli operatori di telefonia.
  • Per questa ragione, riteniamo che sarebbe stato meno rischioso erogare il bonus direttamente alle famiglie, e permettere loro di acquistare i dispositivi in autonomia anche presso altri canali. Ciò avrebbe inoltre consentito di raggiungere con questo provvedimento anche settori, come la distribuzione di prodotti tecnologici, attualmente in grande sofferenza.

In conclusione, gli intenti sono certamente lodevoli, ma le modalità scelte per raggiungere i consumatori andrebbero riviste. Nei prossimi giorni terremo sotto controllo le offerte degli operatori, così da verificare il loro comportamento soprattutto per quanto riguarda le misure messe in campo in termini di trasparenza, come richiesto dallo stesso provvedimento.