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Bonus pc e tablet: a chi spetta e quali offerte sono attivabili

E' uno sconto destinato alle famiglie meno digitalizzate per dotarsi di una connessione internet ultra veloce e (contestualmente) anche di un tablet o un pc. Un bonus di 500 euro che va però chiesto direttamente all'operatore: ecco le nostre valutazioni sulle offerte al momento attivabili per tutti i maggiori provider. 

  • di
  • Luca Cartapatti
29 gennaio 2021
  • di
  • Luca Cartapatti
Bonus tablet e pc

Quando venne presentato nel maggio 2020 doveva servire per venire incontro alle famiglie meno "digitalizzate" che, da un momento con l'altro, si sono ritrovate a dover lavorare in smartworking e a gestire la didattica a distanza dei propri figli, senza magari possedere un pc, un tablet o una connessione internet sufficientemente veloce.

Con un po' di ritardo sulla tabella di marcia è poi arrivato il cosiddetto "bonus pc e tablet" con cui sono stati stanziati 204 milioni di euro per aiutare le famiglie con Isee fino a 20.000 euro. Ecco come funziona, chi lo può richiedere e a quanto ammonta. 

Bonus tablet e pc: che cos'è?

Nel concreto si tratta di sconti a disposizione delle famiglie per venire incontro alle loro "esigenze di connettività" in un periodo appunto di smartworking e teledidattica; in soldoni si tratta di un bonus per dotarsi di una rete internet a banda ultralarga e, contestualmente, anche di un pc o di un tablet. Il bonus durerà un anno ma sarà possibile richiederlo fino a esaurimento scorte.

Bonus tablet e pc: chi ne ha diritto

Non si tratta di un bonus per tutti. Il voucher è un aiuto alle famiglie più indigenti con un Isee sotto i 20.000 euro (in una seconda fase verrà esteso a famiglie con Isee sotto i 50mila euro e alle imprese). Per queste famiglie viene riconosciuto un contributo massimo di 500 euro, sotto forma di sconto sul dispositivo e sul canone per la connessione internet in banda ultra larga per un periodo di almeno 12 mesi, senza vincoli e senza costi di disattivazione in caso di recesso prima dei 12 mesi.

Viene riconosciuto un solo contributo per ciascun nucleo famigliare presente nell’unità abitativa. Se abiti in zone raggiunte da più di un operatore che offre connessioni veloci, potrai chiedere il passaggio alla banda ultralarga sia al tuo operatore sia a uno differente. Puoi utilizzare il bonus e poi fare il passaggio a un altro operatore usando l’eventuale parte residua del bonus non utilizzato, purché la velocità di connessione sia almeno pari a quella del contratto precedente e senza che il recesso da quest’ultimo comporti dei costi.

Gli operatori devono anche garantire che i contratti decadano allo scadere della durata dell’offerta, fatta salva la possibilità di aderire a offerte di rinnovo. Offerte che gli operatori sono tenuti a proporre nei quarantacinque giorni precedenti la data di scadenza del contratto e che dovranno avere condizioni uguali o migliori rispetto a quelle del contratto in scadenza e che rimangano valide perlomeno per tutti i 12 mesi successivi.

In Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Toscana – su richiesta di queste Regioni – è possibile richiedere il bonus solo per le utenze localizzate in determinati comuni.

Per quali connessioni vale?

Al di là del limite sul reddito, chi può richiedere il bonus per la connessione internet? Vediamo nel dettaglio:

  • chi non ha alcuna connessione, purché sottoscriva un contratto di fornitura per una connessione con velocità di almeno 30 Mbit/s e 15 Mbit/s in upload;
  • chi ha già una connessione più lenta, purché sottoscriva un contratto di fornitura per una connessione con velocità di almeno 30 Mbit/s in download e 15 Mbit/s in upload (con lo stesso operatore o con uno nuovo).

Tablet e pc: solo assieme a internet

Non è possibile richiedere il voucher esclusivamente per avere il tablet o il pc, che si possono avere solo a seguito della sottoscrizione di un contratto di connettività a banda ultralarga non inferiore ai 30 Mbits/s. I dispositivi pertanto vanno chiesti direttamente al provider con cui si sottoscrive una connessione internet. Con la sottoscrizione del contratto di connettività, infatti, è possibile utilizzare parte del bonus per l'"acquisto" di dispositivi elettronici come tablet e pc scelti e forniti però dallo stesso operatore con il quale si attiva il contratto internet.

Nel manuale operativo del Piano Voucher, il Ministero ha chiarito che questi dispositivi non sono in comodato d'uso (come era stato inizialmente previsto) ma vengono pagati dall'utente con una parte del valore del voucher per tutta la durata del contratto di connettività (12 mesi), al termine del quale questi dispositivi rimangono di proprietà dell'utente.

Nel caso di recesso dal contratto per il passaggio a un altro operatore, l’utente manterrà il tablet o il personal computer fornito dall’operatore originario. Il subentrante fornirà solo il servizio di connettività, per l’ammontare residuo del voucher.

Come si richiede il bonus

Il bonus viene erogato da Infratel Italia (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia S.p.A.), una società governativa interamente controllata da MiSE (Ministero dello Sviluppo economico). Il voucher non verrà dato direttamente in mano all'utente (come accade con altri tipi di bonus), ma andrà chiesto all'operatore di telefonia in fase di sottoscrizione del contratto internet.

Gli operatori interessati a partecipare all'iniziativa devono iscriversi su una apposita piattaforma gestita appunto da Infratel Italia (www.infratelitalia.it). Tutti gli operatori che aderiscono devono offrire alcune garanzie al consumatore: innanzitutto devono rendere riconoscibili in qualche modo le offerte sottoscrivibili grazie al voucher; in secondo luogo devono esplicitare in totale trasparenza quali costi sono coperti dal contributo e quali invece rimangono a carico dell'utente, in modo da fornire un quadro reale di quanto l'utente dovrà sborsare di tasca propria: il bonus, infatti, non copre tutti i costi per il canone di connessione e, solo con alcuni operatori, copre il costo totale per il dispositivo (nel momento in cui scriviamo gli operatori includono nelle loro offerte solo tablet e non pc).

Le offerte attivabili alla prova

Tutti e cinque i maggiori provider italiani propongono almeno un’offerta abbinata al bonus pc. Abbiamo valutato le offerte di Tim, Tiscali, WindTre, Fastweb e Vodafone (analisi svolta a fine gennaio 2021). Ecco il dettaglio dei pacchetti, operatore per operatore.

 

Ricorda che per ottenere il Voucher devi contattare direttamente l’operatore telefonico (utilizzando uno qualsiasi dei canali che mette a disposizione) e presentare la richiesta con allegata copia della carta d’identità e un’autocertificazione in cui si dichiara che il valore dell’Isee del nucleo familiare di cui fa parte è inferiore a 20.000 euro e che nessun altro componente ha già fatto richiesta del bonus. Verranno quindi svolti controlli a campione per verificare la sussistenza dei requisiti.

Buono l'intento, ma tante ombre

Certamente il lato positivo di questo provvedimento è che il bonus va incontro alle famiglie che in questo momento non si possono permettere una connessione internet e un dispositivo, consentendo loro di accedere a offerte a prezzi particolarmente favorevoli. Tuttavia ci sono alcune ombre, per questo motivo abbiamo scritto al ministero dello Sviluppo economico e alle istituzioni sollevando alcune criticità.

  • Perché non si lascia l’utente libero di scegliere il dispositivo anche presso altri negozi e lo si obbliga a scegliere quello della compagnia telefonica che – come visto nelle nostre analisi delle offerte – potrebbe costare anche di più rispetto agli stessi prodotti disponibili sul mercato? Porre vincoli come questi non solo limita la libertà di scelta degli utenti, ma non favorisce la concorrenza e quindi quella sana competizione sui prezzi e sulla qualità dei prodotti che può generare benefici veri per i consumatori. Una misura finanziata con soldi pubblici non può rischiare di favorire comportamenti anticompetitivi, a maggior ragione con un’utenza nelle categorie deboli.
  • Perché vincolare il bonus, anche per l’acquisto del dispositivo, all’attivazione di una banda ultralarga ad almeno 30 Mbps quando questo tipo di rete non è ancora disponibile in tutta Italia? Una parte della popolazione - già penalizzata per ragioni infrastrutturali - resta così esclusa e il rischio è che il digital divide non si riduca davvero come vorrebbe la misura, anzi. In Italia c’è un gran numero di abitazioni che non sono ancora neanche connesse, oltre a non avere accesso a reti ultraveloci.

In attesa di risposte, continueremo a monitorare le offerte degli operatori e a portare avanti le nostre istanze nelle sedi opportune, insieme alla Free Modem Alliance, l’alleanza di associazioni con cui lottiamo proprio sui temi della libertà di scelta dei dispositivi tecnologici, come anche il modem.