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Modem: liberi di scegliere? Non proprio

Gli operatori di telefonia fissa non possono più imporre il proprio modem a chi sottoscrive un contratto internet. Ma non tutti i provider informano ancora correttamente i clienti. Lo abbiamo visto nei negozi, con telecamera nascosta: Tre non va, Tim ok. Con gli altri va a fortuna. 

  • di
  • Stefania Villa
17 aprile 2019
  • di
  • Stefania Villa
modem libero

Dall’inizio dell’anno è entrata in vigore la Delibera N. 348/18/CONS dell’Agcom (Autorità garante per le comunicazioni) che ha sancito la libertà di scegliere un modem diverso da quello fornito dall’operatore telefonico. Ma i provider come stanno informando gli utenti che si recano nei punti vendita o vanno sul loro sito per attivare un contratto? Lo abbiamo verificato in tre negozi per ogni principale provider, con telecamera nascosta, fingendo di voler attivare una linea fissa, nel nostro caso in fibra: non sempre il nostro diritto al cosiddetto modem libero ci è stato riconosciuto.

I risultati delle prove: Tre, ahi ahi ahi

Tre ha ignorato le nuove regole in tutti e tre i negozi visitati: i commessi ci hanno sempre detto che eravamo obbligati a prendere il modem dell’operatore (in 48 rate mensili da 5,99 euro per un totale di 287 euro). I negozi Tim sono stati gli unici in cui, in tutti e tre i casi, ci hanno detto che eravamo liberi di scegliere, per due volte anche prima che fossimo noi a chiederlo (una rarità). Anche in Tiscali (di cui però abbiamo visitato un solo negozio, l'unico nella città delle prove, Milano) ci hanno detto che eravamo liberi di prendere un altro modem. Quanto ai negozi Vodafone, Wind, Fastweb è andata a fortuna: in alcuni il modem era libero, in altri no.

Si tratta di un'anticipazione del prossimo numero di Altroconsumo Inchieste. Nell'indagine abbiamo fatto anche una prova sui siti degli operatori. Online la possibilità di attivare un contratto per la fibra con un modem di libera scelta è prevista sui siti di tutti i provider ma, anche in questo caso, la trasparenza non è stata sempre al primo posto, con ancora il sito di Tre (insieme a quello della consorella Wind) che interpreta a modo suo la delibera.

Abbiamo inviato i risultati delle prove all’Agcom e all'Antitrust con una segnalazione, chiedendo che ci sia al più presto un adeguamento pieno alle nuove regole.

Modem libero: una battaglia lunga anni

In questi anni il consumatore ha subìto l’obbligo imposto dal provider di installare in casa il modello di modem scelto da altri e, in gran parte dei casi, ha pure dovuto pagare in bolletta il suo noleggio (talvolta anche salato). Per combattere questa ingiustizia abbiamo aderito all’alleanza Modem libero, della quale fanno parte anche AIRESAssoproviderVTKEAllnetItaliaAiip, e Movimento Difesa del Cittadino.

Dopo una lunghissima battaglia fatta di delibere delle Authority e di ricorsi al Tar, finalmente da quest’anno le cose sono cambiate. L’Agcom ha attuato la direttiva europea n. 2015/2120, che garantisce agli utenti la massima libertà nello scegliere le apparecchiature terminali che preferiscono, il cosiddetto modem libero

Con la Delibera N. 348/18/CONS si è finalmente scritta la parola fine sulla battaglia: nessuna limitazione alla libertà di uso di modem o router può essere imposta contrattualmente agli utenti, ai quali spetta il diritto di scegliere se acquistare in proprio il modem o utilizzare quello fornito dall’operatore. I fornitori di servizi di accesso a internet non possono imporre la loro fornitura in modalità esclusiva. I fornitori dovranno comunicare ai propri clienti informazioni adeguate per la corretta e semplificata modalità di connessione e la configurazione dei modem di propria scelta.

Attualmente c’è ancora un diritto negato: quello per i vecchi clienti nel passare a offerte con lo stesso operatore ma senza il loro modem. La delibera lo prevede ma gli operatori hanno fatto ricorso al Tar, che deciderà alla fine di ottobre. Al momento la delibera di Agcom è valida solo per i nuovi clienti.

I vantaggi del modem libero

Il vantaggio principale è la libertà di scelta. Chi ha una casa grande può comprare un router più potente, chi sta in un appartamento di dimensioni ridotte può risparmiare acquistando un dispositivo più economico. Con un modem di proprietà il cliente paga soltanto il dispositivo. Non ci sono canoni di comodato, né costi poco trasparenti per l’affitto del dispositivo. Aumenta anche la sicurezza, gli aggiornamenti non arrivano dal provider ma dai produttori che hanno interesse a mantenere sicuri i propri dispositivi. Inoltre la delibera prevede che, se decidi di prendere il modem dell’operatore a pagamento, al termine dell’abbonamento devi poterlo utilizzare liberamente con altri gestori: “ove tecnicamente possibile, i fornitori (…) consentono mediante aggiornamento software, l’uso del terminale privo di blocchi operatore o di altri vincoli di natura tecnica che ne limitino l’uso su servizi di accesso ad Internet offerti da altri operatori”. Un bel cambio rispetto a quando l’utente, non solo non poteva scegliere, ma ha pure pagato in bolletta il suo noleggio (talvolta anche salato) per poi doverlo restituire.

Vecchi e nuovi clienti, nessuna distinzione

La delibera dell’AGCOM stabilisce senza ombra di dubbio che tutti i clienti, senza distinzioni, devono essere posti nella condizione di poter utilizzare un dispositivo di proprietà. Gli operatori non possono dunque rifiutare di fornire ai clienti tutti i dati necessari per l’accesso. Non ci sono limitazioni neanche per quanto concerne la connessione. In caso di connessioni particolari è necessario selezionare con attenzione il modem da comprare per essere sicuri della compatibilità con il servizio offerto dal provider.

Di chi è la responsabilità del modem?

Ora che il modem non è più fornito dall’operatore, è bene ricordare che i provider non si fanno carico dei problemi che possono sorgere con il dispositivo. In caso di guasto o problema tecnico sarà dunque necessario rivolgersi al produttore del dispositivo o a chi ce l’ha venduto e non all’operatore di telefonia (a meno che il problema non sia legato alla rete).

Servizi garantiti con il modem di proprietà

Se il cliente sceglie di utilizzare un’apparecchiatura terminale propria, invece di quella offerta dall’operatore, ciò non può pregiudicare la fruizione di particolari servizi compresi nell’offerta commerciale, in quanto si condizionerebbe la libertà di scelta dell’apparecchiatura terminale. Ci si riferisce a quelle offerte (oggi largamente diffuse) che prevedono l’abbinamento del servizio di accesso a internet con altre tipologie di servizi aggiuntivi (es. telefonia VoIP o IPTV).

Come scegliere il tuo modem? Leggi la nostra guida.

 
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1 Risposte

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MARCO MONITTO
31/05/2019

In realtà, tim telefonicamente dice che non è possibile usare un modem diverso dal loro. Ho la registrazione audio di una chiamata fatta da un amico questa settimana. Come si fa a fare valere i propri diritti?!