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SixthContinent, Antitrust chiude il procedimento con una sanzione da 4 milioni di euro

Ritardi nella possibilità di scaricare e utilizzare le card e account degli utenti "sgraditi" chiusi senza preavviso (con conseguente perdita dei crediti). Nei mesi scorsi in molti si erano lamentati delle nuove politiche commerciali adottate dalla piattaforma SixthContinent. Politiche sulle quali era intervenuta anche l'Antitrust che ora, dopo l'avvio del procedimento cautelare, grazie anche alla nostra segnalazione impone alla società una sanzione da 4 milioni di euro.

07 agosto 2020
SixthContinent

Si chiude con una sanzione da 4 milioni di euro il complesso e articolato procedimento istruttorio avviato dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato nei confronti della società SixthContinent. L'Autorità aveva già disposto un procedimento cautelare nei confronti dell'azienda attiva nell'ambito della pubblicità online, dell'ecommerce e, in particolare, nella vendita di shopping card. Le pratiche commerciali accertate da Antitrust hanno coinvolto complessivamente 500 mila consumatori, vittime delle pratiche ingannevoli di Sixth Continent che prospettava in maniera ingannevole la convenienza economica dell'adesione alla community e dell'acquisto delle varie shopping card. L'Autorità ha infine accertato anche diverse condotte aggressive della società adottate unilateralmente a danno degli aderenti. 

Le nostre prove di acquisto

Qualche mese fa ci eravamo occupati di SixthContinent, dando conto del suo meccanismo di funzionamento e cercando di chiarire i dubbi che aveva suscitato già allora. La procedura di acquisto tentata da Altroconsumo si era conclusa positivamente: eravamo riusciti a spendere i voucher acquistati. A gennaio abbiamo ripetuto il test ma siamo riusciti a scaricare soltanto uno dei due buoni acquistati, dopo molti giorni di ritardo. Ripercorriamo la vicenda per capire se si tratta di una piattaforma affidabile oppure no.

SixthContinent, di cosa si tratta e come funziona

SixthContinent di solito è conosciuto come il social network degli acquisti, una piattaforma innovativa che si pone l’obiettivo di combinare la logica dei social con i meccanismi di compravendita online. Con quale fine? Far risparmiare i propri clienti e di redistribuire i guadagni tra gli utenti. SixthContinent Europe S.r.l. è una società che esercita attività di vendita di carte per gli acquisti (Shopping Card e buoni benzina) attraverso il proprio sito. Per accedere al sito è necessario registrarsi e creare un account personale. Le card possono avere formato fisico o digitale, sono cioè spendibili, a seconda del brand, presso un negozio fisico o online o in entrambi. Le puoi acquistare pagandone la prima parte con i punti accumulati e i crediti guadagnati, la seconda parte tramite carta di credito o Amazon Pay.

Credit back e profit sharing, come funzionano

Il sistema di SixthContinent si basa su due punti fermi. Il primo è il credit back: in pratica, una parte di quanto spendi acquistando una shopping card ti viene restituita sotto forma di crediti. Il secondo è il profit sharing: una percentuale di quanto spende ciascun utente viene redistribuita a tutti gli utenti di SixthContinent. Questo ti permette di sborsare un importo inferiore al valore nominale della card.

SixthContinent, il test di Altroconsumo

Il primo test lo abbiamo effettuato a nel mese di marzo del 2019 e, nel complesso, non abbiamo riscontrato problemi. I buoni acquistati sono stati spesi, uno in benzina e l’altro per un acquisto di bijoux online.

Ai tempi, il meccanismo prevedeva il dover procedere forzatamente all’acquisto di una cd card sponsorizzata (noi avevamo scelto, per l’appunto, un voucher per l’acquisto di un bijoux) per potere ottenere la card di nostro interesse, cioè il buono benzina. Senza la card sponsorizzata, avremmo dovuto acquistare un importo minimo di buoni benzina di svariate centinaia di euro. Quando avevamo chiesto il motivo di tale meccanismo al fondatore di SixthContinent, che avevamo intervistato presso la sede di Milano, ci era stato risposto che lo richiedeva la sostenibilità del sistema. Dovevano garantirsi un certo tasso di affidabilità da parte dei clienti, dato dalla propensione all’utilizzo sistematico della piattaforma per la generalità dei propri acquisti: acquisti singoli e sporadici non avrebbero permesso al sistema di sopravvivere. Questa è stata la spiegazione.

Il secondo test di Altroconsumo

Altroconsumo ha effettuato il secondo test a gennaio 2020, quando il meccanismo di funzionamento era ormai cambiato: potevamo acquistare solo la card che ci interessava ma non era attivabile da subito. Abbiamo scelto un voucher per degli acquisti in libreria. Questa card doveva essere attivata inizialmente dopo qualche giorno, poi il 20/02/2020, quindi la data è slittata al 10/03/2020, poi al 23/03/2020, ora dobbiamo attendere fino al 08/04/2020. E' andata un po' meglio con l'altra card, per l’acquisto di cosmetici. Alla fine siamo riusciti a scaricarla ma dal 23 gennaio, giorno in cui doveva essere immediatamente attivabile, abbiamo dovuto aspettare diversi giorni per poterla scaricare (quasi un mese e mezzo), periodo nel quale sul sito ci appariva sempre un messaggio di errore: “Ci scusiamo per il momentaneo disagio, riprovi il download più tardi. Se dopo 24 ore troverà ancora questo messaggio, le suggeriamo di aprire un ticket tramite il tasto ‘Supporto’ selezionando la categoria “Shopping Card” e indicarci il problema. Grazie”.

Il giorno dopo gli acquisti arriva il seguente messaggio:A causa dei lavori in corso su sezioni strutturali della Piattaforma, le attivazioni delle Card attese a partire da oggi Venerdì 24 Gennaio slitteranno di 15 lavorativi rispetto alla data di attivazione prevista. Contestualmente, a partire da ieri Giovedì 23 Gennaio, la tempistica di attivazione delle Card acquistabili nello shop è stata modificata in 15 giorni lavorativi”. Ma il ritardo di 15 giorni non è stato comunque rispettato perché ulteriormente posticipato. Inoltre, viene da chiedersi come mai, pur sapendo che ci sarebbero stata una sospensione dei servizi, abbiano comunque accettato i pagamenti pur sapendo di non poter evadere gli ordini nei tempi previsti. Infine dobbiamo rilevare che non abbiamo trovato riscontro nelle condizioni di vendita della modifica delle tempistiche di attivazione fatta per mail. Finalmente, verso metà marzo, siamo riusciti a scaricare il voucher e a spenderlo online.

SixthContinent, il procedimento dell’Antitrust

Di recente, anche grazie al nostro contributo, la piattaforma era finita sotto il mirino dell’Antitrust. In sintesi, l’Autorità aveva in prima battuta accertato che SixthContinent:

  • ha ritardato l’attivazione delle Shopping Card rispetto a quanto previsto al momento dell’acquisto, esattamente come è successo nel nostro caso;
  • ha modificato unilateralmente le condizioni di vendita nel senso di chiedere la trasformazione delle Shopping Card in crediti fruibili subordinatamente al versamento di ulteriori importi;
  • ha bloccato gli account in caso di lamentele, che fossero sul loro sito o su altri oppure sui social.

SixthContinent, pubblicità ingannevole

In particolare, l’Autorità ha ritenuto ingannevole la pubblicità di SixthContinent che enfatizza solo i vantaggi della partecipazione alla community, senza dare uguale risalto alla facoltà che si riserva di variare le condizioni di utilizzo e di sospendere oppure chiudere a propria discrezione gli account degli utenti. Inoltre, una volta cancellato l’account, non permette all’utente che non ha fatto in tempo a scaricare i voucher acquistati di recuperarli o di ottenerne il rimborso. Alcuni consumatori hanno segnalato di aver perso anche parecchie migliaia di euro tra valore delle card e crediti accumulati.

L’Antitrust ha dunque intimato a SixthContinent di:

  • sospendere provvisoriamente ogni attività diretta al blocco degli account dei consumatori aderenti, in assenza di una puntuale specificazione delle motivazioni e contestuale rimborso di quanto versato e del corrispettivo delle altre utilità maturate;
  • sospendere provvisoriamente ogni attività diretta a impedire e/o limitare e/o modificare l’utilizzo delle Shopping Card acquistate e pagate dagli aderenti, secondo le modalità di attivazione e fruizione originariamente previste.