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downgrade a prezzo pieno

In lavorazione Pubblico

Tipologia di problema:

Pratiche commerciali scorrette

Reclamo

A. C.

A: unieuro

06/02/2026

Oh, che delizia ordinare online da questi geni del commercio! Il 30 gennaio 2026, decido di regalarmi una macchina fotografica, e dopo soli cinque giorni – un'eternità nel mondo delle consegne lampo – l'ordine è ancora lì a poltrire in "lavorazione". Ma il colpo di scena? Hanno magicamente sostituito il mio prodotto con un downgrade - Sony EV10, allo stesso prezzo ! Una discrepanza tra la mia ricevuta e il loro aggiornamento che puzza di trucco premeditato... magari sperando che povero cliente poco esperto non si accorga. Parliamo di una differenza di almeno 600 euro ! E per contattarli? Un muro di silenzio: niente chiamate, niente ticket. Vergognoso? Di più, è un affronto calcolato per scoraggiare chiunque osi lamentarsi. Meno male che ho pagato con PayPal, altrimenti mi sentivo già ostaggio dei bucanieri digitali. Aggiornamento epico: chiamo la succursale di Cremona, e quelli si lavano le mani con la scusa che "è online, non roba nostra" – come se l'azienda fosse un'entità divisa in feudi medievali. Poi, scavando nell'addebito PayPal, scopro finalmente una mail e un numero di telefono nascosti come tesori in fondo all’oceano! Grande rivelazione, eh? Dopo innumerevoli chiamate e email – tre giorni buttati via, con l'ordine ancora in limbo a sei giorni dall'acquisto – mi degnano di una risposta: "Ops, errore nostro". Mi offrono un rimborso, una frazione della differenza reale (almeno 600 euro tra il mio prodotto scelto e pagato e il loro scarto rifilato), probabilmente per tenermi buono Esausto dal loro festival dell'incompetenza – o dovrei dire, dal loro astuto piano per prosciugare tempo e pazienza ai clienti? Ma no, non finisce qui: non mi cancellano l'ordine!, visto che l’avevo chiesto dal primo momento perché non era il prodotto scelto da me, e per la differenza di prezzo e zac, lo spediscono lo stesso! A sette giorni, arriva in filiale a Cremona. Chiamo per annullare, e la perla: "Non si può!". Però, se non lo ritiro entro dieci giorni, va in sede e si attiva il reso. Traduzione: per un loro "errore" – che a questo punto sa di mossa intenzionale per incassare e ritardare rimborsi – devo aspettare quasi un mese per riavere i miei soldi, mentre loro se la ridono con gli interessi in tasca. Rchiamo il servizio clienti, rispiego l'intera odissea per l'ennesima volta (grazie per rubarmi altre ore preziose, signori), e mi dicono: "Passiamo alla direzione". Sono passate 24 ore, e silenzio tombale. Ditemi voi: come chiamereste questi maestri dell'evasione, questi vampiri di tempo e energia, che trasformano un semplice acquisto in una maratona di frustrazione? Inetti cronici o furbi calcolatori? In fondo, chi ci guadagna davvero da tutto questo caos?


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