In data 17 gennaio 2026, alle ore 12:00, mi sono recato presso l’ufficio postale di via di Tor Pagnotta 4 (Roma Laurentina) per il ritiro di una raccomandata.
All’ingresso dell’ufficio, accanto alla colonnina per il ritiro del numero di prenotazione, era presente un avviso che segnalava possibili disagi dovuti allo sciopero delle prestazioni straordinarie dal 14 gennaio 2026 al 12 febbraio 2026, a causa di un’agitazione sindacale.
Prelevo il numero (Y64) e noto che vi erano più di 15 numeri progressivi prima del mio. Rimango quindi in attesa, tenendo conto dell’orario di chiusura dell’ufficio postale (ore 12:30), considerato anche il fatto che la colonnina continuava regolarmente a erogare i numeri e che non vi era alcun avviso circa modalità di interruzione. Nel frattempo arrivano ulteriori persone che prelevano il numero.
Intorno alle 12:25, il dipendente dello sportello 7 comunica, in modo concitato e ad alta voce, che alle 12:30 non sarebbe stato più servito alcun cliente. Mi avvicino per chiedere chiarimenti, soprattutto alla luce del fatto che la colonnina numerica continuava a funzionare e che non era presente alcun avviso relativo all’interruzione del servizio, se non quello relativo all'agitazione sindacale.
Il dipendente mi risponde che non può farci nulla. Chiedo quindi di poter parlare con un responsabile o con il direttore, considerato che circa più di una decina di persone erano ancora in attesa della chiamata allo sportello. Mi viene indicato di rivolgermi al primo sportello e di parlare con il signor Fabio.
Dopo aver atteso l’arrivo di tale dipendente, chiedo spiegazioni in merito alla chiusura e alla mancata erogazione del servizio. Mi viene risposto che il personale era in sciopero sindacale, che era presente un cartello specifico presso la colonnina (cartello che, come risulta dalle foto effettuate, non riportava indicazioni diverse da quelle già citate) e che non era un suo problema se vi fossero persone ancora in attesa.
Chiedo quindi spiegazioni riguardo:
•l’erogazione continua dei numeri da parte della colonnina,
•l’attesa inutile degli utenti,
•il mancato blocco degli ingressi,
•l’assenza di una chiara comunicazione di servizio circa l’interruzione alle ore 12:30, TASSATIVA, senza tener conto dell'erogazione numerica della colonnina.
Anche in questo caso mi viene risposto che non era un suo problema e che “i cartelli c’erano”.
Chiedo di parlare con il Direttore, ma mi viene risposto che non è presente e che lui ne fa le veci.
Nel frattempo si avvicinano altri utenti a chiedere spiegazioni (Vds. telecamere); il dipendente continua a ripetere le medesime affermazioni, mostrando totale disinteresse per il fatto che vi fossero persone in attesa per il ritiro di atti giudiziari, multe con scadenza entro cinque giorni, e altre pratiche urgenti.
Alla richiesta di fornire il suo cognome, mi viene risposto che non era tenuto a fornirmelo in quanto, testualmente, “io non sono nessuno”.
A quel punto lo ringrazio e comunico che provvederò a presentare formale reclamo a Poste Italiane per l’inadempienza del servizio e per la mancata e adeguata cartellonistica informativa.