Buongiorno,
secondo recente informativa, giunta all'orecchio del cittadino solo a mezzo stampa nel periodo delle festività natalizie, lo strumento per l'identità digitale, dal principio fornito a titolo gratuito da Poste Italiane o SPID, dal 2027 (il 2026 rimane periodo di transizione e gratuito) diverrà a pagamento e con un canone annuo. Ennesima tassa da pagare per il cittadino.
La ragione del cambiamento? Un esoso costo di mantenimento del servizio ...
Ora, ci sarebbe da chiedersi, come può un organismo parastatale come Poste Italiane appellarsi alla necessità di una compensazione di costi di mantenimento di un servizio reso allo Stato?
Inoltre, com'è possibile consentire una tale modifica unilaterale senza che lo Stato stesso provveda a dar un'alternativa al cittadino? o meglio, l'alternativa c'è ed è il CIE tramite app IO attraverso la quale già il cittadino riceve informazioni dalla PA, ma lo strumento non è ancora riconosciuto da svariati providers di servizi online.
Quindi? Non sarebbe forse più corretto attendere che l'alternativa possa essere adottata prima di richiedere il pagamento di un servizio utile, in primis, a Pose Italiane per i servizi da fornire al cittadino?