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Pronto soccorso, tra nuove linee guida e tempi d'attesa troppo lunghi. La nostra inchiesta

Nel corso del 2020 entrano in vigore in tutta Italia le nuove linee guida per il pronto soccorso. Ma quanto si deve aspettare in media prima di essere visitati? Nell'ultima inchiesta abbiamo raccolto l’esperienza di 2.250 persone intervistate: in condizioni considerate urgenti, mediamente, l’attesa è di 57 minuti per essere esaminati dal primo medico disponibile.

09 gennaio 2020
pronto soccorso

Partite in via sperimentale già lo scorso anno in alcune regioni, nel corso del 2020 entreranno in vigore le nuove linee guida nazionali per il pronto soccorso. Quali sono le novità? Rispetto al passato vengono ora definite le tempistiche massime da quando un paziente si presenta al triage ospedaliero, il sistema che classifica gli infortuni al momento dell'arrivo al pronto soccorso, e l'effettiva erogazione della prestazione, quindi la visita da parte del medico.

Come funziona il nuovo pronto soccorso 

Le regioni hanno a disposizione codici numerici da 1 a 5 con cui classificare un'emergenza. Ai numeri potranno essere associati diversi colori:

  • Codice bianco
    Non critico, pazienti non urgenti. Secondo le nuove linee guida nazionali (in vigore entro quest'anno), l’attesa massima per la visita del medico deve essere di 4 ore.
  • Codice verde
    Poco critico, assenza di rischi di peggioramento, prestazioni rimandabili. La novità è che il "vecchio" codice verde viene distinto in base alla gravità: l’attesa massima sarà così di 60 o 120 minuti.
  • Codice giallo
    Mediamente critico, rischio peggioramento, potenziale pericolo di vita. Visita entro 15 minuti secondo le nuove linee.
  • Codice rosso
    Molto critico, pericolo di vita, priorità massima, accesso immediato alle cure.

Quanto si aspetta per una visita? L'inchiesta 

L’attesa media per la visita del medico, in codice giallo, è di 57 minuti: è il dato che emerge dall’inchiesta statistica sui pronto soccorso in pubblicazione su Altroconsumo InSalute di dicembre. Nell’indagine abbiamo intervistato 2.250 persone sulla loro esperienza con i servizi di emergenza e urgenza negli ultimi due anni, chiedendo quanto si è atteso per la visita, ma anche quanto tempo è trascorso prima dello screening iniziale (o triage) e prima di poter lasciare il pronto soccorso. Abbiamo inoltre chiesto agli intervistati quanto si è stati soddisfatti dei vari aspetti del servizio.

Cinquantasette minuti sono un’eternità, se si pensa che essendo un dato medio, ci sono stati anche molti casi in cui si è atteso di più: il 9% delle persone ha atteso addirittura più di due ore. Eppure codice giallo vuol dire urgenza e cioè che - anche se non immediato, ma potenziale - c’è un pericolo di vita. Al momento, tra le strutture, esistono dei tempi d’attesa previsti, evidentemente teorici, che non si riescono a rispettare; ma entro il 2020 è prevista l’entrata in vigore di nuove linee guida valide a livello nazionale e, per casi di questo tipo, sarà prevista un’attesa massima di 15 minuti per essere visitati dal medico. Si riuscirà a rispettarli? I nostri intervistati, in ben il 64% dei casi, hanno atteso di più.

I problemi dei servizi di emergenza e urgenza italiani

Carenza di personale medico, sovraffollamento per mancanza di posti letto nei reparti e pericolo di aggressioni: sono tra i grandi problemi dei pronto soccorso italiani denunciati da Simeu (Società italiana medicina d’emergenza-urgenza) nell’intervista pubblicata nell’inchiesta.