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Ticket sanitario: tutto quello che devi sapere

29 settembre 2016
esami

29 settembre 2016

Che cos'è il ticket sanitario? Quando si ha diritto all'esenzione? Quanto devo pagare per una visita o un esame? E se vado al pronto soccorso devo pagare? Ecco le risposte a tutte le tue domande.

Il ticket è il contributo che il cittadino dà alla spesa sanitaria pagando una quota specifica per alcune prestazioni comprese nei livelli essenziali di assistenza. Attualmente i ticket riguardano:

  • prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali e analisi di laboratorio);
  • prestazioni di pronto soccorso;
  • cure termali;
  • farmaci.

Quando si ha diritto all’esenzione dal ticket?

Il cittadino ha diritto all’esenzione dal ticket sulla base di particolari situazioni:

  • reddito;
  • età;
  • condizione sociale;
  • presenza di determinate patologie (croniche o rare).
  • riconoscimento dello stato di invalidità;
  • altri casi particolari (gravidanza, diagnosi precoce di alcuni tumori, accertamento dell’HIV).

Si paga lo stesso ticket in ogni regione?

Le tariffe sono individuate dal nomenclatore tariffario nazionale. Molte Regioni, tuttavia, hanno adottato propri nomenclatori tariffari nei quali hanno introdotto nuove prestazioni, modificato o eliminato prestazioni esistenti e stabilito proprie tariffe.

Qual è l’importo del ticket per esami e visite specialistiche?

Per le prestazioni specialistiche e ambulatoriali a livello nazionale è previsto il pagamento di un ticket come compartecipazione alla spesa sanitaria. L’importo del ticket varierà quindi a seconda della prestazione: quelle più costose comporteranno una spesa più cospicua. La legge ha, però, introdotto un tetto massimo all’importo, nella misura di 36,15 euro per ricetta, che le Regioni possono abbassare o alzare. Di fatto, se molte lo hanno lasciato tale, alcune regioni lo hanno alzato anche fino a 46,15 euro. In alcuni casi le regioni hanno però specificato ticket ad hoc o quote aggiuntive per specifiche prestazioni.

La quota fissa sulla ricetta 

Al ticket sulla ricetta (legato al valore delle prestazioni sanitarie prescritte, ma con un tetto massimo) si aggiunge un’altra tariffa da pagare, la cosiddetta "quota fissa per ricetta", che quasi tutte le regioni hanno introdotto (non tutte). Questa quota aggiuntiva che la legge ha stabilito venga corrisposta per ogni ricetta può essere appunto fissa (ad esempio, 10 euro per ogni ricetta a prescindere dal valore della prestazione, come fanno molte regioni) o variabile, modulata su alcuni fattori: costo della prestazione (creando quote proporzionali al valore economico della ricetta), tipo di prestazione, esenzioni, reddito familiare e condizioni di salute (gravidanza, ad esempio) o sociali. La modulazione della quota, così come le stesse soglie reddituali, le categorie esenti e eventuali altre disposizioni possono variare a loro volta tra regione e regione. Questa estrema variabilità comporta condizioni di non equità tra cittadini italiani, che si ritrovano a pagare quote molto differenti per la stessa prestazione.

Qual è l’importo del ticket per i farmaci?

Quasi tutte le regioni d’Italia hanno introdotto un ticket sui farmaci, cioè un importo da corrispondere al momento del ritiro di una confezione di un medicinale dietro ricetta del servizio sanitario. Il ticket infatti non viene corrisposto quando si acquista un farmaco di tasca propria. Non esiste una regola unica valida a livello nazionale: sia l’importo del ticket, sia le modalità di applicazione variano da regione a regione in base a vari fattori.

Ad esempio, in alcune regioni il ticket ha semplicemente un costo fisso per confezione. In altre, l’importo del ticket per confezione aumenta a seconda del reddito familiare. In altre ancora, l’importo del ticket è modulato sul costo del farmaco e sul fatto che si ritiri il generico  (importo più basso) o il farmaco di marca (importo più alto). In altre, il ticket viene pagato anche dagli esenti, ma ha un importo più basso di quello pagato dai non esenti. Le regioni possono applicare anche una quota fissa da corrispondere per ricetta (che va a sommarsi agli eventuali ticket per confezione) ma anche un tetto massimo all’importo da corrispondere per ogni ricetta.

In alcune regioni, il ticket non è neppure previsto. A questo link è possibile verificare l’entità dell’importo del ticket e le eventuali modulazioni a livello regionale. A prescindere dalla corresponsione del ticket, in tutte le regioni è richiesto a tutti i cittadini il pagamento della differenza tra il prezzo del farmaco acquistato ed il prezzo del farmaco equivalente.

Le prestazioni di pronto soccorso sono a pagamento?

Dal 2007 la legge prevede, a carico degli assistiti, il pagamento di un ticket di 25 euro per le prestazioni erogate in pronto soccorso ospedaliero non seguite da ricovero, classificate con “codice bianco” (prestazioni non urgenti, paziente in condizioni non critiche) ad eccezione di traumi e avvelenamenti acuti. Il ticket non è previsto per i codici rosso (paziente molto critico), giallo (mediamente critico), verde (poco critico). Tutte le Regioni hanno dato attuazione alla legge con proprie disposizioni che però, talvolta, differiscono rispetto alla norma nazionale. A livello nazionale, sono esclusi dal pagamento gli esenti e i minori di 14 anni. Per maggiori informazioni, si consiglia di rivolgersi alla propria Azienda sanitaria territoriale.

Spesa finanziata dal ministero dello Sviluppo economico ai sensi del Decreto 6 agosto 2015.


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