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Carte di credito contactless: sono sicure?

02 dicembre 2016
carte di credito

02 dicembre 2016

Sono la novità in materia di carte di credito: con le contactless non servono codici e pin, ma basta avvicinarle al pos. Al più potranno chiederti una firma sopra i 25 euro di spesa. Ma è un metodo sicuro o c'è il rischio di truffe? I dubbi degli utenti sono tanti, anche se non c'è bisogno di allarmarsi. Vediamo perché.

Si chiamano contactless e sono l'ultima frontiera della tecnologia per le carte di credito: si va in un negozio, si fanno acquisti e per pagare basta avvicinare la carta di credito al pos, senza inserirla nel terminale. Niente codici o numeri di sicurezza, solo una firma in caso di importi superiori ai 25 euro. Facili e veloci da usare, sono in continua crescita. Ma proprio perché così semplici da usare, stanno destando numerosi dubbi tra gli utenti sulla loro sicurezza: le carte contactless sono davvero sicure?

Senza contatto non significa senza tutele

La paura principale è quella di essere avvicinati in ambienti affollati, su un treno o in autobus, da una persona munita di un pos, in grado di “sniffare“, ossia catturare, i dati della carta di credito contactless e, di conseguenza, usarli per effettuare acquisti. Sul web, e in particolare sui social network, si trovano i consigli più disparati, e più assurdi, per difendersi da questi astuti truffatori: si consiglia di "avvolgere la carta di credito nella stagnola" o "comprare portafogli con apposite protezioni". Nulla di più falso. "In commercio esistono buste per carte di credito contactless che servono a schermarle e impedirne così l’attivazione - spiega Stefano Zanero, professore associato di sicurezza informatica al Politecnico di Milano -. Il nostro parere è che non sia al momento necessario: chi le ha già e le sta usando può girare tranquillo e stare anche in posti affollati senza alcuna preoccupazione". A difenderci da truffe e rischi c'è il sistema di funzionamento di queste carte di credito: ogni volta che la carta viene usata, il circuito integrato (chip) genera un codice di autorizzazione univoco che non può essere nuovamente sfruttato per successive attività. Ossia non si possono fare altre transazioni, perché non si può usare lo stesso codice adoperato in quelle precedenti. Inoltre, per potere intercettare i dati della carta di credito contactless, il ladro deve avvicinarsi moltissimo alla tessera, cosa non facile visto che spesso questa è conservata all’interno di un portafoglio o in una borsa.

"La tecnologia è basata su vari standard simili alla comunicazione NFC di cui sono dotati alcuni nostri telefonini cellulari - continua Zanero -. Come tutte le tecnologie per transazioni di pagamento, non sono immuni da potenziali attacchi, ma il tratto comune che dovrebbe rassicurare l’utente è la garanzia prestata dai circuiti per tutelarci dalle frodi. In altre parole, sono i circuiti di pagamento e gli esercenti che sono interessati a creare meccanismi sempre più inattacabili. I consumatori sono invece tutelati a prescindere."

Anche in caso di furto o smarrimento, per le carte di credito contactless valgono le stesse regole delle carte di credito tradizionali. E identici sono anche gli accorgimenti per usarle in sicurezza.

Se vuoi la carta di credito e non sai come sceglierla, consulta il nostro calcolatore per trovare quella più adatta alle tue esigenze.


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