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Cambiare banca: Intesa e Barclays si impegnano a ridurre i tempi

03 giugno 2015
cambiare banca tempi lunghi

03 giugno 2015

Tempi biblici per chiudere un conto con conseguente maggiorazione dei costi. Dopo le nostre segnalazioni, l'Antitrust aveva aperto un procedimento per pratiche scorrette contro Intesa San Paolo e Barclays, che ora s'impegnano a chiudere un conto in massimo 18 giorni e a rimborsare chi aveva subito ritardi in passato.

Cambiare conto corrente spesso si rivela la mossa azzeccata per risparmiare parecchi euro. Se ne scegli uno più adatto alle tue esigenze e che ti dia solo e soltanto quello di cui davvero hai bisogno puoi arrivare a risparmiare anche diverse centinaia di euro l'anno. Non ci credi? Prova a mettere a confronto oltre 300 conti correnti di 45 istituti bancari diversi e scoprirai quanto davvero puoi risparmiare scegliendo il conto più adatto a te. E se decidi di cambiare, puoi utilizzare questo modello di lettera per chiudere il tuo vecchio conto.


Confronta i conti correnti


Tuttavia occorre mettere il consumatore nelle migliori condizioni per cambiare conto. E questo non è successo con Intesa San Paolo e Barclays, da noi ripetutamente segnalate in merito ai tempi lunghi di chiusura dei conti correnti e alla duplicazione dei costi (il correntista è costretto a pagare i costi di gestione del nuovo conto corrente e del conto che ha chiesto di chiudere). Ora, il garante è intervenuto. Ricordiamo anche che da fine giugno 2015 tutte le banche dovranno dare attuazione alle nuove norme sulla portabilità dei conti di pagamento.  

La posizione di Barclays e Intesa San Paolo.

Il Garante ha accertato le pratiche scorrette delle due banche ma ha deciso di non sanzionarle e di accettare i loro impegni:

  • La chiusura del conto avverrà in un massimo di 12 giorni lavorativi (max 18 giorni solari).
  • Per quanto riguarda coloro che hanno chiuso il loro conto corrente negli anni passati ed hanno subito un ritardo ingiustificato nella chiusura:

-       nel caso di Barclays la banca si impegna a rimborsare i clienti che dal 2010 a oggi hanno subito un ritardo nella chiusura dei loro conti. Il rimborso riguarderà le spese di tenuta conto, dalla richiesta di chiusura a quella di effettiva chiusura. Nei prossimi giorni Barclays pubblicherà sul suo sito internet le modalità di rimborso.

-      anche Intesa San Paolo si è impegnata a rimborsare i clienti che dal 1 gennaio 2010 ad oggi hanno subito un ritardo nella chiusura (oltre 15 giorni lavorativi dalla richiesta). Il rimborso sarà pari ad un importo forfetario pari a 4,5 euro per ogni 20 giorni lavorativi di ritardo o frazione di 20 giorni lavorativi. La banca invierà, entro sei mesi, a tutti i correntisti che hanno diritto al rimborso, una lettera all’indirizzo in cui è stata inviata la comunicazione di chiusura del conto comunicando la possibilità entro 10 mesi dalla comunicazione di incassare l’importo presso qualsiasi filiale, previa presentazione di un documento d’identità.

La nostra segnalazione

Nello specifico nella nostra segnalazione, basata su quanto scritto sui foglietti informativi delle banche, avevamo riscontrato che per queste due banche (come per molte altre) non era possibile, a priori, da parte di un correntista (con carta di debito, domiciliazione bollette, altri addebiti diretti e assegni), conoscere il tempo massimo di chiusura del conto.

Ad esempio nel foglietto di Barclays, ai tempi della segnalazione al Garante, si diceva solo che un conto con la sola carta di debito sarebbe stato estinto entro 10 giorni lavorativi. Ma niente di certo veniva indicato per un conto corrente con anche addebiti diretti o una carta di credito. In quello di Intesa San Paolo si affermava solo che, in caso di recesso del cliente, la chiusura avveniva con preavviso alla Banca di 3 giorni. La norma, così com’era scritta, non diceva nulla. Il preavviso è di 3 giorni, ma quando viene chiuso il conto? Dopo 3 giorni? La norma di certo non era chiara e non dava certezza al correntista.

Soddisfatti in parte

E’ chiaro che gli impegni non danno piena giustizia ai correntisti che hanno subito un ritardo nella chiusura dei loro conti correnti. I rimborsi sono davvero poca cosa rispetto al danno subito. Resta però il principio di scorrettezza della pratica sancito dall’AntitrustUn punto di partenza importante anche per le nuove norme che stanno arrivando e che renderanno più facile trasferire il proprio conto corrente.  


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