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Eredità, le risposte a tutti i tuoi dubbi

03 aprile 2014
eredità

03 aprile 2014

Come si fa testamento? Quanto spetta agli eredi? E ai conviventi? E se il defunto aveva dei debiti? Tutto quello che dovresti sapere in tema di eredità. Inutile fare scongiuri, pensarci è importante: abbiamo intervistato oltre mille persone e ne esce un’Italia che troppo spesso non pensa a cosa succederà dopo la morte.

Quanto ne sappiamo di eredità, su chi ha diritto a cosa, in quale misura, quali sono gli adempimenti burocratici e fiscali? Sei autorizzato a fare tutti gli scongiuri del caso, ma – essendo un fatto ineluttabile – è inutile non pensarci. Abbiamo raccolto l’esperienza di più di mille persone per capire qual è la situazione in Italia. Risultato? In tanti non se ne preoccupano. E tu, quanto ne sai su questo argomento? Sei sicuro di conoscere le risposte ai dubbi giuridici ed economici più comuni? Ecco le risposte ad alcune delle domande più frequenti.

Quanti tipi di testamento esistono?

I tipi di testamento possibili sono tre.

  • Olografo: scritto di suo pugno dal defunto (non è necessario il notaio).
  • Pubblico: redatto tramite notaio in presenza di due testimoni.
  • Segreto: redatto dal defunto e consegnato sigillato al notaio.

Come sapere se una persona ha fatto testamento?

Attraverso il Registro Generale dei testamenti, presso l’ufficio centrale degli archivi notarili di Roma, se il testamento è pubblico; attraverso il Consiglio notarile distrettuale se il testamento è olografo, previa esibizione dell’estratto dell’atto di morte.

Posso lasciare tutto il mio patrimonio a chi voglio?

No. Non è possibile, ad esempio, lasciare tutto a un amico, se ci sono dei parenti che per legge possono ereditare. La legge, infatti, considera indisponibile una quota di beni se sono in vita i cosiddetti “legittimari”: coniuge, figli (anche adottivi) e gli ascendenti in mancanza di figli. Neanche il testamento o una donazione possono intaccare questa quota che spetta a questi parenti. Poi ci sono gli eredi legittimi, a cui spetta il patrimonio in assenza di testamento: si tratta del coniuge, dei figli e dei parenti sino al sesto grado. Se mancano anche parenti entro il sesto grado succede lo Stato. Leggendo il nostro speciale sulla successione puoi capire come contare il grado di parentela e sapere tutto ciò che c’è da fare quando si eredita un patrimonio.

Quanto spetta agli eredi legittimari?

Ecco la quota del patrimonio che, di diritto, spetta sempre agli eredi legittimari.

  • Coniuge: se solo, gli spetta metà del patrimonio. Se c’è un figlio: 1/3 del patrimonio al coniuge e 1/3 al figlio; se ci sono più figli: metà del patrimonio ai figli e 1/4 al coniuge. Non vi è differenza dal punto di vista della successione se i coniugi si trovavano in regime di comunione o separazione dei beni. Il coniuge si vede sempre attribuita la quota legittima di eredità, oltre al diritto di abitazione della casa adibita a dimora familiare e di uso di mobili che la corredano.
  • Figli (in assenza di coniuge): se c’è solo un figlio, gli spetta metà del patrimonio; se ci sono più figli, a loro spettano 2/3 del patrimonio.
  • Genitori (in assenza di figli): se c’è anche il coniuge del defunto, metà del patrimonio deve andare al coniuge e 1/4 ai genitori; se ci sono solo i genitori, a loro spetta un 1/3 del patrimonio.

E il convivente? 

La legge non riconosce al convivente nessun diritto successorio; per includerlo nell’eredità si può ricorrere al testamento o alla donazione. Un altro modo per assicurare al convivente un capitale o dare di più a un erede rispetto a un altro (aggirando gli obblighi relativi alla successione dei legittimari), è stipulare un’assicurazione sulla vita che li indichi come beneficiari. Le polizze infatti non rientrano nell’asse ereditario e il beneficiario può essere scelto liberamente.

Cosa fare con il conto in banca del defunto?

Per sbloccare il conto del defunto bisogna chiedere alla banca i documenti per quantificare la liquidità presente sul conto corrente, sul conto di deposito o su un libretto di risparmio e per verificare il valore dei titoli detenuti. Stessa cosa per i fondi comuni. Tutto questo serve per la dichiarazione di successione. Conclusa la pratica, gli eredi diventano proprietari dei beni del defunto, compresi i soldi sul conto e i titoli.

E se il defunto aveva debiti con noi o con altri?

Quando si accetta l’eredità si diventa eredi dei beni, ma anche dei debiti del defunto. E di questi si risponde con tutti i propri beni, non solo quelli ereditati. Si può rinunciare all’eredità oppure accettarla con “beneficio di inventario”, con una dichiarazione presso un notaio o il cancelliere del tribunale che farà l’inventario, cioè l’elenco con relativa descrizione dei beni ereditati. Questa accettazione dell’eredità ha queste principali conseguenze.

  • Se l’erede aveva crediti o debiti verso il defunto li conserva: può farsi pagare come creditore e può pagare come debitore.
  • L’erede risponde dei debiti ereditari solo con i beni ereditari.

Quanto si lascia allo Stato?

Allo Stato si paga innanzitutto l’imposta di successione (per capire quanto pesano, quale aliquota e franchigia si applica consulta lo speciale). In presenza di immobili, lo Stato pretende anche il versamento delle imposte ipotecaria e catastale.


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