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Cassa integrazione: si può chedere l’anticipo alla banca. Ecco come si fa

Per far fronte alle difficoltà economiche causate dal Coronavirus, i lavoratori dipendenti possono chiedere che la banca anticipi la Cassa integrazione, evitando così i tempi più lunghi dell’Inps. Sono 1.400 euro su 9 settimane di sospensione del lavoro a zero euro. Purtroppo, la nostra indagine ha scoperto che l’apertura del credito con la banca ha in moti casi un costo. 

  • contributo tecnico di
  • I. Daelli e A. Vizzari
  • di
  • Sonia Sartori
16 aprile 2020
  • contributo tecnico di
  • I. Daelli e A. Vizzari
  • di
  • Sonia Sartori
cassa integrazione

Emergenza Coronavirus: i lavoratori, in difficoltà economiche, ne stanno pagando le conseguenze. Per questo motivo, i lavoratori messi in cassa integrazione (Cig), in attesa del pagamento da parte dell’Inps, possono chiedere anticipo sulle somme spettantihanno la possibilità di ottenerlo dalle banche grazie all’accordo che l’Associazione bancaria italiana (Abi) e le organizzazioni sindacali hanno siglato. L’importo forfettario, 1.400 euro, è calcolato su 9 settimane di sospensione del lavoro a zero euro. Se la durata è inferiore anche l’importo sarà ricalcolato. L’anticipo da parte dell’Inps non potrà superare i sette mesi. 

Per velocizzare il pagamento della Cig da parte dell’Inps è stato infatti siglato un altro accordo tra l’Associazione bancaria italiana (Abi), le imprese e l’Inps: tratta della misura prevista dal decreto Cura Italia.

Quali lavoratori ne hanno diritto

I lavoratori dipendenti (anche soci lavoratori, lavoratori agricoli e della pesca).

L’anticipazione vale anche per i lavoratori che devono ricevere l’assegno tramite il Fondo di integrazione salariale gestito dall’Inps o altri fondi di solidarietà di categoria.