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Cura Italia: ecco le misure a sostegno di famiglie e lavoratori

Dal rinvio del pagamento di imposte e tasse ai 100 euro in busta paga per chi ha lavorato in sede a marzo, dai voucher baby sitter all'indennità di 600 euro per i liberi professionisti, fino alla sospensione delle rate dei mutui anche per gli autonomi. Con il decreto "Cura Italia" il Governo ha messo a punto un pacchetto di misure a sostegno di lavoratori e famiglie. Eccole nel dettaglio. 

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta e Anna Vizzari
  • di
  • Luca Cartapatti
20 marzo 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta e Anna Vizzari
  • di
  • Luca Cartapatti
Aiuti alle famiglie

Il cosiddetto "Cura Italia" è la manovra anti-coronavirus del Governo per salvare l'economia (messa in crisi dalle restrizioni dell'emergenza), ma soprattutto per dare respiro in un momento difficile a famiglie, lavoratori e imprese. 25 miliardi messi sul piatto, una parte dei quali destinati al finanziamento del fabbisogno sanitario e parte destinati alla protezione civile.

Nel decreto è alta l'attenzione alle famiglie, con voucher baby sitter per chi lavora e ha figli piccoli a casa da scuola, ma anche tanti provvedimenti che da un lato mettono liquidità nelle tasche dei lavoratori (dipendenti e autonomi) dall'altra congelano tutti i versamenti di imposte e contributi. E poi ci sono congedi speciali e cassa integrazione allargata a tutti i settori, ma anche l'allargamento della sospensione delle rate del mutuo a tutti i lavoratori.

Vediamo nel dettaglio la misura con tutti i provvedimenti presi.

Pacchetto famiglia

Per quanto riguarda le famiglie il decreto del governo punta particolarmente l'attenzione alle misure per sopperire alle necessità causate dalla chiusura delle scuole, dal 5 marzo al 3 aprile. Ecco le misure nel dettaglio, ricordando che l’Inps attiverà i canali telematici cui far riferimento per beneficiare di queste misure.

  • Congedo parentale speciale. Viene previsto un congedo parentale di 15 giorni extra per i genitori che lavorano e hanno figli minori di 12 anni o senza limiti di età in caso di figli disabili in situazione di gravità. Il congedo può esser diviso tra papà e mamma anche non continuativamente, ma non fruito contemporaneamente e non può esser ottenuto se uno dei due genitori usufruisce di altri strumenti di sostegno al reddito (per cessazione o sospensione dell’attività lavorativa) o non lavora. Attenzione, lo stipendio viene decurtato del 50%. Questa misura vale anche per gli autonomi iscritti alla gestione separata cui è riconosciuta un’indennità massima pari al 50% di quella per maternità, per quelli iscritti all’Inps l’indennità spetta per il 50% della retribuzione convenzionale stabilita dalla norma.
  • Congedi speciali non retribuiti. Sono previsti Congedi con le stesse caratteristiche di quelli appena visti, ma non retribuiti (e senza contribuzione figurativa) per chi ha figli tra 12 e 16 anni di età, rimane il diritto alla conservazione del posto e il divieto di licenziamento.
  • Voucher baby sitter. In alternativa al congedo per figli fino a 12 anni è possibile ottenere un voucher di 600 euro per pagare baby sitter, questo contributo viene erogato tramite il libretto di famiglia direttamente dall'Inps. Per i dipendenti del settore sanitario pubblico o privato il bonus è di 1.000 euro.
  • Più giorni per i disabili o con familiari disabili. Per chi usufruisce di permessi retribuiti dati dalla legge 104/92 (lavoratori disabili o con familiari disabili), per i mesi di marzo e aprile, è possibile ottenere 12 giorni al mese invece che i 3 ordinari, da utilizzare anche suddivisi in ore.

Pacchetto lavoratori

Sul fronte del lavoro poi, con questo decreto il Governo si fa carico di pagare direttamente chi è in malattia per colpa del coronavirus (al posto dell'INPS), stanzia un fondo per i lavoratori danneggiati, mette in busta paga 100 euro nette a chi è stato costretto a presentarsi sul posto di lavoro nel mese di marzo e dispone un'indennità di 500 euro per liberi professionisti, co.co.co e lavoratori stagionali. Ecco il dettaglio delle misure. 

  • Lavoratori in quarantena equiparati alla malattia. I lavoratori che devono stare in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria, sono equiparati a quelli che sono in malattia, pertanto sarà necessario un certificato del medico curante come avviene nei normali casi di giornate di malattia, da comunicare al datore di lavoro. La novità è che questi periodi sono a carico diretto dello Stato non di Inps o datori di lavoro e questo periodo non viene calcolato ai fini del comporto.
  • 600 euro per autonomi e stagionali. Il Governo ha predisposto un’indennità di 600 euro una tantum per il mese di marzo, da richiedere all'Inps con una procedura che verrà comunicata a breve, che non viene considerata reddito, e spetta a:
  1. liberi professionisti con partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi al 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione separata Inps; (stanziamento di 203,4 milioni di euro);
  2. lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (quindi Artigiani, commercianti, coltivatori diretti/mezzadri/coloni) ed eventualmente iscritti anche alla gestione separata Inps (stanziamento di 2,16 miliardi di euro);
  3. lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di rapporto di lavoro dipendente al 17 marzo 2020 (stanziamento di 103,8 milioni di euro);
  4. operai agricoli a tempo determinato, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo. (stanziamento di 396 milioni di euro);
  5. lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, che abbiano avuto un reddito nel 2019 non superiore a 50.000 euro, e che al 17 marzo 2020 non fossero titolari di rapporto di lavoro dipendente. (stanziamento di 48,6 milioni di euro);
  6. collaboratori sportivi. È prevista anche una indennità, sempre di 600 euro, per i collaboratori sportivi, che segue però un altro iter di richiesta che va fatta non all’Inps ma alla società Sport e Salute. Lo stanziamento è per il 2020 di 50 milioni di euro. Riguarda i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione presso federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche, preesistenti alla data del 23 febbraio 2020. Le domande degli interessati, insieme a una autocertificazione che dimostri che il rapporto di collaborazione era preesistente alla data del 23 febbraio 2020 e che non si percepisce altro reddito di lavoro, sono presentate alla società Sport e Salute che le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione. Entro il 1 aprile 2020, con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con l’Autorità delegata in materia di sport, saranno individuate le modalità di presentazione delle domande.
  • Un fondo per i lavoratori danneggiati. E' stato creato un fondo per i lavoratori danneggiati per garantir loro un’indennità in caso di cessazione, riduzione o sospensione dell’attività lavorativa (autonoma o dipendente). Per ottenerla occorre aspettare un decreto che definisca i criteri e le modalità.
  • 100 euro per chi ha lavorato in sede. Per i dipendenti con reddito inferiore a 40.000 euro nel 2019 è previsto un premio netto di 100 euro nella busta paga di aprile o entro il conguaglio di fine anno, qualora abbiano lavorato in sede. Il premio viene parametrato ai giorni di lavoro prestati in sede.

Altre misure a favore del lavoro

Nel decreto sono comprese anche misure a favore della cassa integrazione per i lavoratori di aziende che si trovano in difficoltà, ma anche per chi deve chiedere il sussidio di disoccupazione o le prestazioni di Inps e Inail. Infine vengono sospesi gli obblighi previsti dalla legge per poter mantenere il reddito di cittadinanza e i licenziamenti per giustificato motivo. Ecco le misure.

  • Cassa integrazione per i lavoratori delle aziende in difficoltà. I lavoratori dipendenti di aziende private in difficoltà a causa del coronavirus (e che quindi sono stati obbligati a sospendere o ridurre l'orario lavorativo nel periodo che va dal 23 febbraio 2020 fino a tutto il mese di agosto 2020) ) possono usufruire della cassa integrazione o dell'assegno ordinario per un periodo non superiore a nove settimane. La domanda deve essere presentata dal datore di lavoro. A questa misura possono accedere anche i dipendenti di aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria e i dipendenti le cui aziende hanno fatto ricorso agli assegni di solidarietà. In entrambi i casi le due misure straordinarie sono sospese. Inoltre questo provvedimento viene esteso anche alle aziende con meno di 5 lavoratori (sono esclusi colf e badanti, vale a dire i lavoratori domestici).
  • Licenziamenti sospesi e più tempo per chiedere la disoccupazione. I lavoratori licenziati nel periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2020, avranno più tempo per fare la domanda di disoccupazione NASpI e DIS-COLL: si passa dagli attuali 68 giorni fino a un massimo di 128 giorni alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Vengono tuttavia sospesi i licenziamenti per giustificato motivo dal 18 marzo per 60 giorni, così come quei licenziamenti le cui procedure sono state avviate successivamente al 23 febbraio 2020.
  • Spostati i termini per le domande a Inps e Inail. Viene sospeso dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020 il decorso dei termini di decadenza per le prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL, così come sono sospesi i termini di prescrizione.
  • Reddito di cittadinanza: obblighi congelati per 2 mesi. Sono sospesi per due mesi a partire dal 18 marzo, gli obblighi connessi alla fruizione del reddito di cittadinanza e i relativi termini (convocazione da parte dei Centri per l’Impiego, stipula del Patto per il lavoro o del Patto per l’inclusione sociale). Sospese anche le misure e i termini previsti per chi usufruisce di NASpI e di DIS-COLL (come la partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa proposte dal Centro per l’Impiego).

Mutui, affitti turistici e biglietti

Novità anche sul fronte delle rate di mutui: la moratoria fino a 18 mesi prevista per i mutui prima casa viene estesa anche a liberi professionisti e lavoratori autonomi che hanno visto ridursi di un terzo il fatturato a causa del coronavirus. Possibilità di rimborso anche per le case prese in affitto. Infine, vista l'impossibilità di usufruire dei servizi, si stabilisce che i biglietti per teatri, cinema ed eventi vengano rimborsati. Ecco nel dettagli le misure.

  • Mutui sospesi anche per le partite Iva. Il decreto prevede un rifinanziamento del fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto dell’abitazione principale di 400 milioni di euro. Arriva una regolamentazione specifica del Fondo per i prossimi 9 mesi a partire dal 17 marzo 2020. La sospensione delle rate dei mutui prima casa in caso di sospensione del lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni o per gli altri casi previsti dal Fondo di garanzia viene estesa anche ai lavoratori dipendenti subordinati e parasubordinati anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 o tra la data della domanda di sospensione e il 21 febbraio 2020, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni per l’emergenza coronavirus. Per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’ISEE In deroga al normale accesso al Fondo che prevede un reddito non superiore ai 30 mila euro. Il fondo pagherà il 50% della quota interessi una volta ripreso il pagamento delle rate sospese. 
  • Rimborso anche dei contratti di soggiorno. Le disposizioni previste dal decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 che dettagliavano la possibilità di rimborso per i biglietti di trasporto oltre che per i pacchetti turistici si applicano anche ai contratti di soggiorno (quindi anche alle case affittate).
  • Cinema, teatri e musei da rimborsare. Data l'impossibilità di fornire il servizio in seguito alle disposizioni dell’8 marzo, il decreto dispone il rimborso di tutti i biglietti per spettacoli di qualsiasi natura, compresi cinema, teatri, ingressi ai musei e agli altri luoghi della cultura.Chi ha acquistato i biglietti può presentare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del nuovo decreto, richiesta di rimborso al venditore, allegando il titolo di acquisto (biglietto o ricevuta di pagamento). Il venditore, entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta provvede all'emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall'emissione.

Bollette: nessuna sospensione

Il decreto Cura Italia non ha previsto alcuna misura sulla sospensione delle bollette che quindi devono essere pagate secondo le normali scadenze. Invece restano valide le disposizioni del decreto del 2 marzo 2019 che ha previsto la sospensione delle bollette per i residenti della vecchia zona rossa e quindi i comuni del basso lodigiano Codogno, (Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano) e il comune di Vo’ Euganeo in Veneto, fino al 30 aprile 2020. 

Tasse: pagamenti rinviati

Sul fronte del fisco, era già stato nei giorni scorsi modificato il calendario di presentazione del modello 730, facendo slittare al 30 settembre il termine ultimo per presentarlo. Ora si stabiliscono anche rinvii sulle scadenze dei lavoratori autonomi e delle partite iva. Rinviati anche al 10 giugno contributi previdenziali e assicurazione domestica, nonché alcune tasse locali (come Tari e Imu) in base al comune di residenza. Ricordati inoltre che l’Agenzia delle entrate ha anche ridotto al minimo la possibilità di accesso agli sportelli, dove è possibile recarsi solo per consegnare documenti. Pertanto, per comunicare con l’Agenzia occorre far riferimento alle indicazioni riportate sul sito alla pagina dedicata. Ecco il dettaglio dei provvedimento in materia di fisco.

  • Rinviate le scadenze anche per gli autonomi. Il decreto stabilisce il rinvio del pagamento di tasse e contributi dovuti tra l'8 marzo e il 30 aprile, questa misura ha particolare impatto sulle imprese e sui lavoratori autonomi che vedono prorogate scadenze onerose. Pertanto, i versamenti andranno effettuati senza sanzioni o interessi in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o tramite 5 rate mensili di pari importo da versare a decorrere da maggio.
  • Contributi previdenziali e polizza casalinghe rinviate a giugno. Può sospendere il pagamento chi versa i contributi previdenziali, assistenziali e i premi per l’assicurazione obbligatoria per lavoratori domestici che hanno scadenza tra il 23 febbraio e il 31 maggio 2020. I versamenti dovranno esser effettuati entro il 10 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni e interessi.
  • Sospesi gli accertamenti dell'Agenzia delle Entrate. Sono sospesi accertamenti, verifiche, cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e provvedimenti esecutivi, cioè pignoramenti o aste.  La sospensione riguarda i termini scadenti tra l’8 marzo e il 31 maggio. Questo significa che anche le rate della così detta rottamazione ter e del saldo e stralcio che scadevano rispettivamente il 28 febbraio e il 31 marzo vengono rinviate.Le somme dovranno esser versate entro la fine di giugno.
  • Imu e tari, dipende dal Comune. A livello locale, molti Comuni si sono impegnati, pur in assenza di normativa statale cui far riferimento a rinviare il pagamento delle imposte legate alla casa, quali Imu e Tari. Pertanto, è bene consultare il sito internet del proprio Comune o dell’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti per capire nel proprio caso se ci siano provvedimenti favorevoli in atto.
  • Carte d'identità e patenti di guida, prorogata la scadenza. La validità di carte d’identità e patenti scadute o in scadenza dopo il 18 marzo viene prorogata al 31 agosto 2020. Per l'espatrio però non sono valide. Tuttavia, la carta d’identità per l’espatrio vale fino alla data di scadenza riportata sul documento.
  • Prorogati revisioni auto e certificati. La validità di certificati, permessi, attestati, concessioni, autorizzazioni in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile è prorogata al fino al 15 giugno. I veicoli che devono fare la revisione entro il 31 luglio potranno circolare fino al 31 ottobre.
  • Sanificazione ambienti detraibile. Le aziende che sostengono spese per la sanificazione degli ambienti e degli uffici possono usufruire di un credito d’imposta del 50% della somma spesa entro un massimo di 20.000 euro.
  • Donazioni, detraibili al 30%. Le donazioni effettuate nei confronti di Stato, regioni, enti locali, istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni riconosciute senza scopo di lucro finalizzate all’emergenza del Covid-19 sono detraibili per il 30% della spesa sostenuta entro in limite massimo di 30.000 euro.
  • Immobili requisti dalla protezione civile. Il capo della protezione civile potrà requisire immobili o macchinari e altre dotazioni per le terapie intensive. I prefetti potranno requisire alberghi o altre strutture idonee per ospitare chi deve fare la quarantena e non può rimanere a casa.

Il Ministero delle finanze emanerà un decreto con cui verranno fissate forme di menzione per chi rinuncia alla sospensione dei termini ed effettua comunque i versamenti, questo per incentivare gli adempimenti spontanei e non sovraccaricare ulteriormente, dove possibile, le finanze dello Stato già pesantemente provate dalle misure che si sono rese necessarie.

Polizze auto: valide per un mese dopo la scadenza

Fino al 31 luglio 2020 viene prolungato di ulteriori 15 giorni il cosiddetto “periodo di ultrattività” che mantiene attiva la polizza dopo la scadenza, portandolo di fatto a 30 giorni. Questa estensione sembrerebbe limitata alla sola garanzia RCA e non anche ai rischi accessori: è consigliabile chiedere informazioni alla propria assicurazione se l’estensione è prevista anche per le garanzie accessorie (es. furto e incendio) eventualmente previste in polizza. È consigliabile inoltre chiedere alla propria compagnia se il periodo di 30 giorni è applicato anche in caso di pagamento frazionato (es. se devo pagare la rata semestrale del contratto: in questo caso non è in scadenza ma si tratta appunto di pagamento frazionato del premio), visto che alcune compagnie hanno praticato l’estensione dei 30 giorni anche in questo caso.

È inoltre previsto un allungamento di ulteriori 60 giorni dei termini entro cui la compagnia deve fare la proposta di risarcimento o motivare il fatto che non faccia l’offerta. Ricordiamo infatti che i termini sono di 60 giorni per i sinistri con soli danni alle cose (che si accorciano a 30 se i conducenti coinvolti hanno firmato il modulo blu) e di 90 giorni per gli incidenti con danni fisici. Ora verranno allungati di ulteriori 60 giorni in caso sia necessario l’intervento di un perito o di un medico legale. 

Infine l’IVASS ha prolungato i tempi con cui le compagnie devono rispondere agli assicurati. In particolare i termini per dare riscontro ai reclami sono prolungati a 75 giorni (invece di 45) e quelli per rispondere alle richieste di informazioni sono diventati 35 (invece di 20). La dilazione è temporanea ed è stata pensata per venire incontro alle difficoltà operative delle compagnie connesse all’emergenza COVID-19. 

Gli effetti sull'economia e il rischio recessione

L’emergenza sanitaria scoppiata il 21 febbraio 2020 continua, tanto da costringere il Governo a limitare spostamenti ed attività in tutta Italia a partire dal 10 marzo 2020. Non sappiamo quando tutto finirà, per il momento si parla del 3 aprile ma le misure potrebbero protrarsi. L’Italia deve fare i conti con le conseguenze che questa situazione ha portato e continua a portare sull'economia del Paese. Negli scorsi giorni abbiamo affrontato il problema da diversi punti di vista, monitorando gli scandalosi casi di speculazione su igienizzanti e disinfettanti, sulle mascherine protettive e, grazie alle tantissime segnalazioni degli utenti, anche mettendo in guardia sui prodotti inutili che millantano proprietà contro il coronavirus. Abbiamo inoltre fornito supporto ai cittadini che hanno avuto disagi con aerei, treni o eventi teatrali e sportivi. Ma non possiamo dimenticare come gli impatti del coronavirus sono e saranno fortissimi sulla nostra economia.

Gli effetti sul Pil e il rischio recessione

Che il coronavirus possa portare conseguenze gravi sul Pil italiano è un'ipotesi non così remota, soprattutto se si considera che l'emergenza sanitaria ha colpito da subito le zone più produttive del territorio. Secondo i dati Istat, infatti, il 40% del Pil italiano è prodotto da Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e, in particolare, la Lombardia rappresenta da sola il 22%. Al momento è difficile quantificare l'impatto reale del blocco o del rallentamento delle attività in queste regioni, ma se si considera che il Paese viaggiava a ritmi di crescita pari a zero già prima dell'emergenza coronavirus, è facile capire che l'ipotesi recessione, con il Pil che non cresce ma diminuisce, non è poi così remota. Le agenzie di rating hanno difatti già aggiornato le loro previsioni sul Pil al -0,3% nel 2020. Il Governo ha sempre detto di non voler bloccare le attività produttive del Paese; lo smart working eviterà effetti devastanti sul sistema produttivo ma soprattutto non potrà funzionare in tutta Italia (ci sono zone del Paese con evidenti ritardi nelle infrastrutture di reti informatiche) e non per tutte le attività che quindi subiranno un rallentamento Un danno economico enorme, quantificato in milioni di euro ogni al giorno.

Cinema, pub, partite, spettacoli e turismo

I provvedimenti adottati hanno previsto, tra le altre, la "limitazione della socialità": i locali saranno chiusi alle 18, quelli aperti dovranno garantire una distanza minima tra i clienti di 1 metro e in generale sono vietati gli assembramenti e limitati gli spostamenti al minimo indispensabile. Sono stati chiusi cinema, teatri, palestre. 

  • Se prendiamo come esempio il solo settore dei locali serali come bar e pub, secondo gli ultimi dati FIPE parliamo di un volume d'affari pari a 18 miliardi di euro: il 17% sono in Lombardia, l'8,4 in Veneto, il 7,2% in Piemonte e altrettanti in Emilia Romagna. Il coronavirus ha portato a queste attività un mancato introito che non può essere sottovalutato.
  • In Italia ci sono più di 3400 sale di cinema; ogni giorno di chiusura dei cinema si perdono circa 2 milioni di incassi. La perdita complessiva su un mese è enorme. Fino al 3 aprile in totale meno incassi per 46 milioni di euro.
  • Per quanto riguarda le attività di intrattenimento come spettacoli teatrali e di lirica si stima che ogni giorno di chiusura possa comportare perdite pari a 4 milioni di euro, per un totale di circa 92 milioni al 3 aprile
  • Anche le partite di calcio giocate a porte chiuse comportano grossi perdite. Se prendiamo come esempio Juve e Inter significa perdere circa 3 milioni per ogni partita casalinga. 
  • Il settore del turismo è un dei maggiormente impattati dall'emergenza sanitaria. Secondo gli ultimi dati Istat Milano e Venezia hanno avuto in un anno 12 milioni di visitatori a testa, di questi il 50% sono stranieri. La spesa media per alloggio è pari a 107 euro a cui bisogna aggiungere circa 80 euro per le altre spese. Con questi dati alla mano, per le sole Milano e Venezia significa che un calo dei turisti per due mesi comporterebbe perdite di 377 milioni di euro. E dopo l’estensione delle limitazioni ed il protrarsi dell’emergenza sanitaria il 100% delle prenotazioni italiane sono state annullate. L’Italia è il quinto Paese visitato al mondo dai turisti e il turismo incide per il 12% sul Pil italiano.

Potrebbero esserci effetti su mutui e conti correnti?

A causa del coronavirus è anche cresciuto lo spread verso i Bund tedeschi. Ma cosa significa per l'economia italiana? In pratica questo fa sì che i nostri titoli di Stato siano diventati più rischiosi rispetto a quelli di altri Paesi dell'area euro. Per essere appetibili, perciò, devono offrire a chi li acquista un tasso di interesse più alto per offrire un rendimento molto più alto dei titoli tedeschi. Lo spread di cui tutti i giornali parlano, però, non ha un legame diretto con quello dei mutui e, perciò, chi ha sottoscritto un contratto di mutuo o lo sta per fare nel breve termine potrà beneficiare di una diminuzione dei tassi di riferimento di mercato. Mutui o surroghe, perciò, potrebbero avere ancora per un po' dei tassi interessanti. Sul lungo termine, invece, le cose potrebbero cambiare. Il rialzo del rendimento dei titoli di Stato italiani potrebbe avere effetti negativi direttamente sulle banche: gli istituti potrebbero per esempio cercare di mitigarli attuando modifiche peggiorative alle condizioni economiche di mutui e conti correnti

Investimenti, periodo grigio. Ma non per tutti

Al momento chi ha deciso di ricorrere ai beni rifugio tradizionali come l'oro ha fatto la scelta giusta. Quando c'è maretta nei mercati, infatti, l'oro tende a salire. Ma bisogna fare attenzione, perché è già salito molto, quindi se il clima sul mercato dovesse anche solo un po’ rasserenarsi, gli investimenti in oro potrebbero perdere valore. Più complicata la situazione di chi investe in obbligazioni e in azioni. Infatti le Borse stanno registrando ribassi pesanti man mano che la situazione coronavirus si aggrava. Tra i settori più colpiti ci sono quelli del turismo e dei trasporti, ma in realtà la situazione è piuttosto critica per tutti i settori, dato che gli investitori non stanno risparmiando nessuno. Per chi accetta un rischio elevato per i propri risparmi, però, alcune possibilità di acquisto ci sono: sul sito di Altroconsumo Finanza trovate alcune analisi fatte su questi prodotti dai colleghi esperti di investimenti. In particolare i rischi associati ai cosiddetti Pandemic bonds