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Ritorno a scuola, il parere dei genitori sulla didattica a distanza

Un italiano su 3 non è soddisfatto della didattica online. L’82% dei bambini ha avuto bisogno di aiuto a casa. In soccorso è arrivata principalmente la mamma, da sola (59% dei casi) o con il papà (27%).

  • di
  • Manuela Cervilli
03 settembre 2020
  • di
  • Manuela Cervilli
didattica a distanza

Otto milioni di studenti in Italia a casa (tra cui due milioni e mezzo di bambini delle primarie) e il 30% di giorni di scuola saltati: l’emergenza Coronavirus ha avuto un effetto incisivo e preoccupante sul settore scolastico. Come hanno reagito bambini e genitori all’introduzione, destabilizzante ma necessaria, della didattica online? L’inchiesta di Altroconsumo ha messo in luce pro e contro di questo metodo di insegnamento, che non ha soddisfatto il 32% dei genitori.

 

 

La scuola arriva a casa con le video lezioni

Durante il lockdown, le lezioni tradizionali sono state sostituite dalla didattica online, un metodo di insegnamento innovativo ma che ha dato vita allo stesso tempo a diverse problematiche, sia per gli alunni sia per i genitori. Solo il 27% degli italiani, infatti, si dichiara soddisfatto di questa soluzione. I metodi e le tempistiche di insegnamento adottati sono stati diversi, spesso cambiavano anche fra classi della stessa scuola, in base alla composizione del gruppo e alle necessità delle diverse famiglie. Lo strumento didattico più utilizzato (72%) è stato quello delle video lezioni con classe e insegnante principale, seguito dalle video lezioni online con altri insegnanti (39%) e dalla messa online di documenti da scaricare per compiti ed esercizi (46%). Il contenuto delle lezioni e il metodo di insegnamento però sono dipesi totalmente dalla volontà, dall’intraprendenza e dai mezzi a disposizione di ogni maestra.

L’aiuto indispensabile delle mamme

Questa situazione non ha solo gravato sui più piccoli, ma anche sui genitori che hanno dovuto provvedere ad acquistare o condividere pc, tablet e altri device necessari ai figli per assistere alle lezioni online e ad aiutarli nell’utilizzo e nella gestione dei compiti a casa: l’82% degli intervistati infatti afferma che il figlio ha avuto bisogno di aiuto con la didattica a distanza. In più il 15% delle famiglie ha dovuto acquistare i dispositivi per permettere ai bambini di seguire le lezioni; solo nel 7% dei casi la scuola ha prestato loro gli strumenti. Chi ha aiutato maggiormente i bambini? La responsabilità di assistere i più piccoli nelle lezioni è ricaduta principalmente (59% dei casi) sulle madri che hanno dovuto, più degli uomini, riorganizzare la loro vita lavorativa in base alle nuove esigenze dei figli.

I bambini e la scuola del lockdown

Cosa ne pensano i bambini delle lezioni online? Anche loro sembrano poco soddisfatti: secondo la nostra inchiesta molti hanno sentito la mancanza dei propri compagni di classe (84%), ma anche del proprio istituto (72%). Inoltre, più di 1 alunno su 2 ha riscontrato delle difficoltà a imparare da casa. Sì, perché la scuola non è fatta solo di lezioni, a cui si può sopperire guardando online un video sugli avverbi o sull’homo sapiens. La scuola è fatta di contatti umani. E nel tempo sospeso del lockdown, la scuola non è stata scuola pienamente. Ora seguiremo gli sviluppi della nuova scuola che ci attende.

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