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Scuola e Covid: le regole e le differenze tra zone

Didattica in presenza solo fino alla prima media per le scuole in zona rossa. Per le altre DAD solo dalle superiori ma con la possibilità della presenza per i laboratori o per gli studenti con disabilità. Ecco come cambia la didattica in base al colore delle zone e le risposte a tutti i dubbi dei genitori di questo travagliato anno scolastico.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
09 novembre 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
Ripresa scuola

Il continuo peggioramento della curva dei contagi ha spinto il Governo ad emanare un DPCM che entra in vigore il 6 novembre fino a giovedì 3 dicembre e che divide le regioni in quattro zone in base a livelli di gravità della situazione sanitaria, stabilendo per ognuna regole specifiche per lo svolgimento dell’attività scolastica in presenza.
Settimanalmente il ministero della Salute valuta ogni Regione e ne stabilisce il livello di rischio, inserendola nella zona verde, gialla, arancione o rossa. Quando una regione entra nella zona arancione o rossa ci rimane per almeno 15 giorni. Purtroppo, nessuna regione italiana è nella zona verde, la zona di minor rischio attualmente è quella gialla.

La scuola nelle zone gialle e arancioni

Rimangono valide le regole dettate dal Miur (Ministero dell'istruzione, università e ricerca) che ha stilato le linee guida per la ripresa della scuola all'insegna della sicurezza di ragazzi, docenti e personale scolastico. Tuttavia, poiché in queste zone è prevista la limitazione agli spostamenti, le uscite determinate dalla frequenza scolastica degli alunni sono comunque permesse, è bene dotarsi di autocertificazione in caso di controllo dell’autorità.

Didattica a distanza dalle superiori

Purtroppo, a causa del peggioramento della situazione epidemiologia e dell’eccessivo assembramento all’interno dei mezzi pubblici, le scuole superiori devono incrementare l’utilizzo della didattica digitale integrata portandola al 100% dell’orario complessivo. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per garantire una relazione educativa ed inclusiva degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. In ogni caso è necessario mantenere il collegamento per gli studenti che sono in DDI (didattica digitale integrata).
Le scuole medie, elementari, dell’infanzia e i nidi continuano a svolgere l’attività in presenza.

La scuola nelle zone rosse 

Le Regioni che rientrano nelle zone rosse devono far riferimento a tutte le norme previste a livello nazione, ma per quanto riguarda la didattica in presenza, le regole sono più stringenti. Fortunatamente rientrare in questa zona non è a tempo indeterminato, ma l situazione viene rivista settimanalmente e in caso di stabilizzazione del rischio si rimane nella zona rossa per al massimo 15 giorni. 

In presenza solo fino alla prima media

La didattica rimane in presenza esclusivamente per i nidi, le scuole dell’infanzia, le elementari e il primo anno delle scuole medie. Per le altre scuole, quindi superiori e secondo e terzo anno delle medie, si deve ricorrere alla DAD (didattica a distanza).
Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per garantire una relazione educativa ed inclusiva degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Le regole valide in tutta Italia a prescindere dalla zona

Come già detto l’ultimo DPCM è intervenuto esclusivamente sul tema della didattica in presenza, le altre regole da seguire in ambito scolastico rimangono uguali per tutto il territorio.

Si possono prendere i mezzi per andare a scuola?

Sì, con certe regole. In tutti i mezzi di trasporto locale (autobus, treni, scuolabus...) la capienza sarà ridotta al 50% dei posti. La capacità di riempimento potrà essere portata al 100% in caso di percorsi brevi, della durata massima di 15 minuti, e nel caso in cui sui mezzi sia garantito un ricambio d’aria e un suo filtraggio attraverso idonei strumenti di aerazione.

La mascherina sarà obbligatoria (tranne per i bambini di età inferiore a 6 anni) e si dovrà mantenere il distanziamento di un metro; la regola della distanza non vale "quando si tratti di persone che vivono nella stessa unità abitativa, nonché tra i congiunti e le persone che intrattengono rapporti interpersonali stabili". Dovranno essere installati a bordo dei mezzi dispenser di soluzioni igienizzanti per la detersione delle mani. E’ necessario procedere all’igienizzazione, sanificazione e disinfezione del mezzo di trasporto almeno una volta al giorno.  E’ necessario anche assicurare un’areazione, possibilmente naturale, continua del mezzo di trasporto. 

La salita degli alunni deve avvenire avendo cura che gli alunni salgano sul mezzo in maniera ordinata, facendo salire il secondo passeggero dopo che il primo si sia seduto.  Per la discesa dal mezzo dovranno essere seguite procedure specifiche per cui dovranno scendere, uno per uno ed evitando contatti ravvicinati, prima i ragazzi vicino alle uscite, gli altri non devono alzarsi dal proprio posto se non quando il passeggero precedente sia sceso.

Cos’è l’indennità per figli in quarantena e per sospensione della didattica in presenza?

Il Governo ha previsto il diritto di smart working e, in alternativa congedi straordinari retribuiti con un'indennità pari al 50% dello stipendio per i lavoratori dipendenti genitori di figli minori di sedici anni conviventi nei casi di quarantena obbligatoria dei figli, predisposta dalla Asl a seguito di contatto con un paziente infetto avvenuto all’interno del plesso scolastico. Al compimento del quattordicesimo anno di età il diritto al congedo viene meno.

Il diritto allo smart working o ai congedi straordinari è concesso anche ai genitori di figli minori di 14 anni per i quali venga sospesa l’attività didattica in presenza. In questo caso, per i genitori di figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni, è concessa solo la possibilità di assentarsi dal lavoro senza compenso né contribuzione figurativa, ma con diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Il congedo può esser utilizzato per periodi di quarantena scolastica effettuati tra il 9 settembre e il 31dicembre 2020. Entrambi i genitori possono accedere al congedo ma non per gli stessi giorni ed esclusivamente se la prestazione lavorativa non possa esser svolta in modalità di smart working. Il congedo può esser richiesto anche in caso se l’altro genitore è:

  • in malattia o portatore di handicap;
  • in congedo maternità/paternità per un altro figlio;
  • in ferie;
  • in aspettativa non retribuita;
  • un soggetto fragile a prescindere dallo svolgimento di un’attività lavorativa anche in modalità di smart working;

Infine, il congedo viene concesso anche se l’altro genitore per le stesse giornate fruisce die permessi dati dalla Legge 104/92 per lo stesso figlio posto in quarantena.

Il congedo ha una durata pari a quella della quarantena e può esser richiesto per ogni quarantena venisse predisposta per ogni figlio convivente.

L’indennità non può esser richiesta per gli stessi giorni nei quali l’altro genitore è in congedo parentale, in permesso allattamento, lavoratore par time nei giorni di riposo, disoccupato o beneficiario di prestazioni a sostegno del reddito come CIGO, CIGS, CIG, NASpI…

L’indennità viene riconosciuta con le stesse modalità previste per l’assegno di maternità, è imponibile ai fini Irpef e viene coperta da contribuzione figurativa.

Per presentare la domanda si deve acceder al sito dell’Inps con le proprie credenziali SPID oppure chiamare il Contact center al numero 803164 da rete fissa o 06164164 da cellulare o ci si deve rivolgere gratuitamente ai patronati. Occorrono gli elementi identificativi del provvedimento di quarantena disposto dalla ASL (si ha tempo 30 giorni dalla presentazione della domanda per fornirli), la domanda può esser retroattiva e coprire il periodo a partire dal 9 settembre.

Purtroppo al momento non è prevista alcuna indennità o possibilità di accesso allo smart working nel caso in cui la scuola venga chiusa con provvedimento statale.

Gli studenti devono indossare la mascherina a scuola?

Partiamo dal presupposto che la mascherina è uno dei cardini del contenimento del contagio insieme al distanziamento (che è l’elemento più importante in assoluto e più in grado di ridurre il rischio di infezione), all’areazione costante degli ambienti e all’igiene delle mani. Detto questo, anche a scuola, come dappertutto, i bambini da 0 a 6 anni non sono tenuti a indossare la mascherina, l’obbligo è invece previsto per il personale che lavora con studenti in questa fascia d’età. L’Oms ha ribadito la necessità di affiancare l’uso delle mascherine alle altre misure preventive: distanziamento sociale, sanificazione delle mani, adottare un'etichetta respiratoria, accurata informazione ed educazione sanitaria in linguaggio adeguato all'età degli studenti.

Anche gli studenti con disabilità incompatibile con l’utilizzo della mascherina sono esentati dall’obbligo di indossarla, in ogni caso le famiglie devono concordare con la scuola le soluzioni migliori per permettere l’apprendimento e garantire la sicurezza dello studente e del personale, che può adottare misure di protezione sanitaria aggiuntive.

Il Comitato tecnico scientifico ha stabilito che se viene rispettata la distanza di un metro tra i banchi (o di condizione statica), gli studenti possono togliersi la mascherina, l’importante è che non ci siano condizioni che possano favorire l’aerosolizzazione come ad esempio in caso di attività musicali.

Lo stesso Comitato nell’emanare il parere del 31 agosto, ha ricordato ancora quanto previsto dall’Oms, cioè che fra 6 e 11 anni, l’ uso della mascherina è condizionato alla situazione epidemiologica locale, prestando comunque attenzione al contesto socio-culturale e a fattori come la compliance del bambino nell'utilizzo della mascherina e il suo impatto sulle capacità di apprendimento. In pratica alcune deroghe possono essere previste nella scuola primaria.  Dai 12 anni in poi gli alunni devono adottare le stesse misure previste per gli adulti.

Di fatto quindi possono esser applicate misure più restrittive in base al trend epidemiologico locale, infatti la Asl potrà prevedere l’obbligo della mascherina anche in situazioni statiche con il rispetto del distanziamento per un determinato periodo.

In ogni caso la scuola fornisce quotidianamente le mascherine a studenti e personale. Inoltre, ogni scuola organizza la formazione/informazione specifica del personale, con ulteriori momenti a genitori e alunni per responsabilizzare ciascuno sulle regole di comportamento e di igiene da assumere.

Come posso verificare se la mia scuola ha ricevuto le mascherine?

Viste le criticità sulla distribuzione delle mascherine il Ministero ha reso pubbliche le forniture inviate ad ogni istituto scolastico di mascherine e gel igienizzanti, basta inserire il nome della scuola per sapere i dettagli della fornitura ricevuta dallo Stato.

Chi deve misurare la temperatura ai ragazzi?

Al momento la misurazione della temperatura deve avvenire esclusivamente a casa, non è prevista la rilevazione all’entrata né per il personale né per gli studenti. Pertanto, in caso di sintomi pseudo-influenzali o di temperatura superiore a 37,5 gradi misurata al mattino, non è possibile recarsi a scuola. In ogni caso gli istituti possono misurare a loro volta la temperatura all’ingresso.

Come avviene l'organizzazione della giornata e degli spazi a scuola?

Come già avviene da molto tempo le scuole possono adottare lezioni di durata inferiore all’ora, purché mantengano inalterato il monte ore totale previsto dal programma scolastico. Allo stesso modo, nulla cambia per quanto riguarda i servizi di pre e post scuola ove previsti. Tuttavia, gli istituti possono pianificare la frequenza scolastica turni alterni o una diversa distribuzione oraria settimanale, qualora non ci siano gli spazi sufficienti per garantire la presenza in contemporanea di tutti gli studenti della classe.

La classe inoltre, può esser divisa in sottogruppi per garantire un maggior distanziamento tra gli studenti e il personale. Se il bambino viene accompagnato o ritirato da una persona di fiducia, i genitori devono fornirgli una delega a procedere alle procedure di ingresso e uscita, la delega va consegnata alla struttura scolastica per permettere la corretta tracciabilità del rischio di contagio.

Il servizio mensa viene comunque garantito con la differenza che le classi presenti in istituto consumeranno il pasto a turni alterni e, qualora il locale della mensa non sia disponibile il pasto sarà consumato in classe

Lo Stato ha stanziato 6 miliardi di euro per la scuola, la metà sono destinati alla riapertura investendo su edilizia scolastica, arredi, assunzioni di docenti e ATA, igienizzanti e dispositivi di sicurezza. In particolare, è stata prevista la necessità di allestire le classi prevedendo banchi monoposto. A tal fine ne sono stati acquistati 2,4 milioni (tra tradizionali e innovativi) di banchi monoposto che verranno distribuiti nelle scuole privilegiando quelle che si trovano nelle aree maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria. Gli spazi dovranno esser costantemente areati durante la giornata, puliti giornalmente e igienizzati periodicamente in base a un registro ufficiale.

L’attività motoria deve esser svolta all'aperto prevedendo due metri di distanziamento tra gli alunni che non devono indossare la mascherina, quindi non sarà possibile, almeno almeno fino al 24 novembre, fare sport di squadra o attività fisica al chiuso. In ogni caso devono valere le regole previste per le palestre

Regole particolari sono previste per la scuola dell’infanzia, infatti ci saranno gruppi stabili di bambini per i quali è prevista l’alternanza esclusiva del personale, i gruppi formati infatti non potranno variare durante l’anno. Il materiale didattico e i giochi saranno ad esclusivo utilizzo del singolo gruppo e non sarà possibile condividerlo a meno di una preventiva igienizzazione approfondita. L’accoglienza e il ricongiungimento devono esser organizzati preferibilmente all’esterno, prevedendo misure per garantire il distanziamento tra gli accompagnatori che devono esser dotati di mascherina. Se possibile i punti di accesso devono esser diversi da quelli di uscita, con percorsi obbligati e con scaglionamento degli orari. 

Lo Stato ha previsto la dotazione aggiuntiva di personale con priorità di destinazione alle scuole dell’infanzia. Le cattedre necessarie saranno assegnate a supplenti abilitati, poi, in caso di esaurimento della graduatoria, saranno chiamati coloro che si stanno laureando in Scienze della formazione primaria per effettuare esclusivamente supplenze.

I materiali portati o lasciati a scuola sono veicolo di contagio?

Il Comitato Tecnico Scientifico non ha previsto l’utilizzo di spray o gel idroalcolico sui materiali didattici quali libri o quaderni, che possono anche esser lasciati in classe, dichiarando sufficiente il rispetto delle altre misure generali, in particolare la frequente igienizzazione delle mani. Lo stesso principio vale per i giubbotti che con la stagione fredda possono esser introdotti in classe.

È possibile organizzare gite scolastiche?

No. Sono sospese le gite, i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e qualsiasi uscita didattica, organizzate dagli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Rimane la possibilità di organizzare le attività inerenti alle competenze trasversali e per l’orientamento o l’attività di tirocinio, sempre che sia garantito il rispetto delle misure di sicurezza sanitaria.

Gli insegnanti sono obbligati a fare i test sierologici?

Il personale scolastico, sia docente che non docente può sottoporsi, su base volontaria e gratuita, a uno screening preventivo che prevede la somministrazione su richiesta del test sierologico e la successiva somministrazione obbligatoria del test molecolare a chi è risultato positivo al primo test.

Cos'è il referente scolastico Covid-19?

Ogni istituto deve individuare una figura e il suo sostituto che si interfacci con il Dipartimento di prevenzione della ASL di riferimento. Infatti, in caso di contagio accertato all’interno della scuola il Referente scolastico dovrà fornire alla Asl: 

  • l’elenco degli studenti e degli insegnanti della classe in cui si è verificato il caso confermato;
  • gli elementi per la ricostruzione dei contatti stretti avvenuti nelle 48 ore prima della comparsa dei sintomi e quelli avvenuti nei 14 giorni successivi alla comparsa dei sintomi (o della diagnosi);
  • l’elenco degli alunni/operatori scolastici con maggiori rischi di salute ed eventuali elenchi di operatori scolastici e/o alunni assenti.

Il referente scolastico è anche obbligato a monitorare le assenze e, in caso di un numero elevato di assenze per malattia all’interno di una classe o di insegnanti deve comunicarlo al Dipartimento di prevenzione che valuterà le eventuali azioni da intraprendere.

Cosa succede se uno studente ha la febbre o presenta sintomi compatibili col Covid a scuola?

In questo caso si avvisano i genitori e il Referente scolastico, l’alunno deve esser dotato di mascherina chirurgica (se ha più di 6 anni) e portato in una stanza dedicata in presenza di un adulto che mantenga se possibile la distanza di sicurezza di un metro, fino a quando viene affidato ai genitori che devono contattare telefonicamente il medico o il pediatra. Il medico, se lo ritiene opportuno in base alla sintomatologia, richiede il test per covid-19:

  • se il test risulta positivo, la Asl notifica il caso alla scuola che avvia la ricerca dei contatti e la sanificazione straordinaria dei locali se sono trascorsi 7 giorni o meno da quando la persona positiva è stata nella struttura. Per sicurezza vanno chiuse le aree utilizzate dalla persona positiva fino al completamento della sanificazione, aprendo porte e finestre per favorire la circolazione dell'aria nell’ambiente. Il referente deve fornire al Dipartimento di Protezione della Asl, l’elenco degli studenti e degli insegnanti che sono stati a contatto con lo studente a partire dalle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti stretti individuati dalla Asl devono essere messi in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con lo studente positivo. Il referente deciderà in merito ad eventuali screening di alunni e personale. Per il rientro a scuola occorrono due tamponi negativi a di stanza di 24 ore l’uno dall’altro che certifichino la guarigione; Il rientro a scuola può avvenire esclusivamente con una certificazione medica che attesti la negativizzazione del tampone;
  • se il test è negativo, l’alunno rimane a casa fino a quando si esaurisce il percorso diagnostico individuato dal medico che eventualmente può richiedere un secondo tampone.

Lo stesso percorso viene seguito per il personale scolastico che dovesse manifestare sintomatologia riconducibile al Covid-19 in ogni caso sono previsti percorsi prioritari per l’esecuzione dei test diagnostici per queste persone.

Se invece uno studente o qualcuno tra il personale scolastico presenta la sintomatologia a casa, non deve assolutamente recarsi a scuola, si contatta il medico curante che decide in merito al test diagnostico e allerta il Dipartimento di protezione che si attiva come appena visto in caso di positività. La scuola va informata tempestivamente dell’assenza per motivi di salute.

E se qualcuno risulta positivo al Covid-19?

Se un alunno o un lavoratore risulta positivo al COVID-19, il Dipartimento di prevenzione valuterà la possibilità di prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e all’eventuale personale scolastico esposto. La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata esclusivamente dal Dipartimento di prevenzione della Asl. Il Dipartimento di prevenzione inoltre può decidere di inviare unità mobili per l’esecuzione di test diagnostici presso la struttura scolastica, in questo modo si dovrebbe velocizzare la decisione di isolare o chiudere determinate aree della scuola. 

Se un alunno o un lavoratore convivono con una persona che risulta positiva al Covid-19, vengono considerati contatti stratti posti in quarantena. I suoi contatti scolastici non necessitano di quarantena a meno che non venga stabilito diversamente dal Dipartimento di prevenzione della Asl.

Cosa succede se si presenta un caso positivo all’università?

Se l’Ateneo viene allertato dalla Asl per un caso di positività al Covid tra studenti, docenti o personale amministrativo, che si sono presentati in università in un dato giorno, dispone insieme al Dipartimento di prevenzione la chiusura con disinfezione e sanificazione dell’aula e comunica l’elenco delle persone venute a contatto con il caso positivo a partire dalle 48 ore precedenti la comparsa dei sintomi. Queste persone devono esser allertate da parte dell’università e deve esser loro suggerita la quarantena volontaria per 14 giorni, infatti solo il Dipartimento di prevenzione può disporre la quarantena obbligatoria. Vista la numerosità delle persone che normalmente frequentano l’università, viene consigliata l’installazione della app immuni per garantire più facilmente il corretto tracciamento di eventuali casi sospetti. In ogni caso, si dovrebbe poter continuare con la didattica a distanza nei casi di quarantena, in modo da non interrompere l’attività didattica.