Speciali

Scuola: dal 1° aprile sparisce la Dad

Col decreto riaperture il Governo ha eliminato la didattica a distanza dalla scuola anche in presenza di casi positivi in classe. Questa è la novità più attesa dalle famiglie degli studenti italiani, ma non è la sola a entrare in vigore dal 1° aprile fino a fine anno scolastico. Ecco le nuove regole per gestire positivi e contatti stretti a scuola.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
30 marzo 2022
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
Ripresa scuola

C'era una volta la regola dell’1-2-3 poi la regola dei 5 contagi, per ridurre al massimo l'utilizzo della Dad. Ora, a partire dal 1° aprile e fino a fine anno scolastico la Dad sparisce dalle scuole.

La brutta notizia è che la mascherina dovrà esser indossata in classe fino alla fine di questo anno scolastico e anche la distanza di sicurezza di un metro tra i banchi non sparisce. Tuttavia, l’eliminazione della Dad, che rimane solo per gli alunni che sono in isolamento rappresenta una grossa svolta per tutti gli studenti e le loro famiglie.

Vediamo quindi le ultime novità introdotte a partire dal 1° di aprile.

Torna all'inizio

Le nuove regole classe per classe

Scuole materne (bambini da 0 a 6 anni)

Con almeno 4 casi di positività tra gli alunni della stessa classe o gruppo, l’attività prosegue in presenza, ma insegnanti, educatori e bambini che abbiano compiuto 6 anni devono indossare la mascherina FFP2 per i 10 giorni successivi al giorno dell’ultimo contatto con un caso positivo. Si applica l’autosorveglianza e, alla comparsa dei sintomi o se ancora asintomatici al quinto giorno successivo all’ultimo contatto, va fatto un tampone. Il tampone può esser sia molecolare che antigenico rapido, in quest’ultimo caso se viene autosomministrato con i “fai da te” la l’esito negativo del test deve esser autocertificato dal genitore.

Per gli alunni positivi non è più previsto il periodo di 10 giorni di isolamento obbligatorio, ma devono rimanere a casa in isolamento fino a quando possono presentare un tampone molecolare o antigenico rapido negativo (non autosomministrato).

Scuole primarie (elementari) e secondarie (medie e superiori)

Con almeno 4 casi di positività tra gli alunni della stessa classe o gruppo, l’attività prosegue in presenza, ma insegnanti, educatori e bambini che abbiano compiuto 6 anni devono indossare la mascherina FFP2 per i 10 giorni successivi al giorno dell’ultimo contatto con un caso positivo. Si applica l’autosorveglianza e, alla comparsa dei sintomi o se ancora asintomatici al quinto giorno successivo all’ultimo contatto, va fatto un tampone. Il tampone può esser sia molecolare che antigenico rapido, in quest’ultimo caso se viene autosomministrato con i “fai da te” la l’esito negativo del test deve esser autocertificato dal genitore. 

Gli alunni positivi sono posti in isolamento, che termina con l’esito negativo di un tampone molecolare o antigenico rapido (non autosomministrato).

Torna all'inizio

Studente con familiare positivo

Nel caso in cui uno studente risulti un contatto a rischio perché ad esempio convive con una persona positiva, si applicano le regole previste a livello nazionale che prevedono l’autosorveglianza e l’obbligo di indossare la FFP2 per i 10 giorni successivi al contatto. Per i contatti stretti è obbligatorio fare un tampone molecolare o antigenico rapido alla comparsa dei primi sintomi o, se asintomatici al quinto giorno successivo a quello dell’ultimo contatto. 

Torna all'inizio

Gite scolastiche

Dal primo aprile è possibile svolgere uscite didattiche e viaggi di istruzione, compresa la partecipazione a manifestazioni sportive in tutto il territorio nazionale.

Torna all'inizio

Mascherine per tutti

Distanziamento fisico di un metro e obbligo di indossare la mascherina anche se si frequenta una classe dove tutti gli studenti sono stati vaccinati. La distanza tra banchi e cattedra deve essere di almeno due metri. Rimane inoltre la prescrizione di garantire un adeguato ricambio d’aria tramite aerazione dei locali e la sanificazione quotidiana degli spazi. 

In questo caso la mascherina deve essere di tipo chirurgico per gli insegnanti e il personale scolastico, mentre gli studenti possono usare anche quella di comunità nei casi in cui sia possibile mantenere la distanza di sicurezza. Se, per qualsiasi motivo, il distanziamento non può essere rispettato anche bambini e ragazzi devono utilizzare la mascherina chirurgica.

In caso di autosorveglianza con obbligo di FFP2 per studenti e personale scolastico, la scuola può richiedere gratuitamente questi dispositivi presso le farmacie che hanno firmato l’accordo sulla calmierazione del prezzo a 0,75 euro l’una. Infatti, il Governo ha stanziato un fondo dedicato alla fornitura gratuita delle FFP2 a studenti e personale posti in autosorveglianza.

Per il personale che lavora nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e in tutti quei contesti in cui siano presenti bambini esonerati dall’obbligo di tenere la mascherina viene garantita la fornitura di mascherine di tipo FFP2 o FFP3.

Il Comitato tecnico scientifico ha stabilito però che, se viene rispettata la distanza di un metro tra i banchi (o in caso di attività statiche), gli studenti possono togliersi la mascherina. Non devono, però, esserci condizioni che possano favorire l’aerosolizzazione come ad esempio in caso di attività musicali.

Nei locali della mensa è obbligatorio l’utilizzo della mascherina da parte degli operatori, ma non quello delle stoviglie monouso. Il distanziamento deve essere mantenuto (anche ricorrendo all’organizzazione dei pasti su turnazione) in ingresso e in uscita dai locali dedicati alla refezione e durante tutta la consumazione del pasto. 

In ogni caso la scuola fornisce quotidianamente le mascherine a studenti e personale. Inoltre, ogni scuola organizza la formazione/informazione specifica del personale, con ulteriori momenti dedicati a genitori e alunni per responsabilizzare ciascuno sulle regole di comportamento e di igiene da assumere.

In caso di sintomi pseudo-influenzali o di temperatura superiore a 37,5 gradi, non è possibile recarsi a scuola. Pertanto, la temperatura deve essere misurata al mattino a casa prima di uscire. In ogni caso gli istituti possono misurare a loro volta la temperatura all’ingresso.

Torna all'inizio

Green pass a scuola: quando e per chi è obbligatorio

Per poter lavorare, fino al 30 aprile, tutto il personale scolastico deve avere obbligatoriamente possedere il green pass. Ciò significa che chi non è vaccinato potrà lavorare effettuando un tampone. Chi ne è sprovvisto viene considerato assente ingiustificato. 

Ovviamente l’obbligo vaccinale per il personale che abbia più di 50 anni rimane valido in base alle regole generali stabilite per tutti i cittadini. A partire dal 1° maggio sparirà il controllo del green pass anche dalle scuole. 

Chi effettua i controlli?

Il controllo dei green pass deve essere effettuato dal dirigente scolastico o da un suo delegato tramite una piattaforma scolastica ad hoc, che unisce il sistema informativo in uso presso le scuole alla piattaforma nazionale DGC (quella che gestisce i Green Pass). Questa piattaforma, permette al dirigente scolastico di interrogare il sistema informativo del Ministero dell’Istruzione SIDI senza necessità di scansione di ogni singolo QRcode. Il Dirigente o il suo delegato possono così limitarsi a verificare, tramite l’App “VerificaC19” i soli green pass che risultano non validi. 

Green pass obbligatorio nelle università

Fanno eccezione alla regola che non prevede il green pass per gli studenti le università. Fino al termine dello stato di emergenza, infatti, oltre al personale, sia docente sia tecnico-amministrativo, del sistema universitario e di quello AFAM (alta formazione artistica, musicale e coreutica) per le attività in presenza dovranno possedere ed esibire il green pass anche tutti gli studenti universitari e AFAM.

Come per il personale scolastico, il mancato rispetto di questa disposizione da parte del personale universitario verrà considerato assenza ingiustificata e, dal quinto giorno di assenza, è prevista la sospensione del rapporto di lavoro con la retribuzione o qualsiasi altro emolumento.

La verifica del rispetto di queste prescrizioni sugli studenti universitari dovranno essere svolte a campione con le modalità che ogni ateneo individuerà. Rimane sempre l’obbligo di usare le mascherine per consentire lo svolgimento in presenza di attività e servizi, a meno che alle attività didattiche e curriculari partecipino esclusivamente studenti che abbiano completato il ciclo vaccinale o con un certificato di guarigione in corso di validità.

Viene raccomandato il rispetto di almeno un metro di distanza, mentre è sempre vietato accedere nei locali universitari alle persone che hanno una temperatura superiore a 37,5°. Resta comunque applicabile la misura di salvaguardia della continuità didattica a beneficio degli studenti che non riescano a partecipare alle attività didattiche o curriculari in presenza, assicurando loro modalità a distanza ovvero diverse azioni di recupero delle stesse.

Torna all'inizio

Orari e spazi: decide la scuola

Tenendo conto di alcuni fattori come la situazione concreta e le esigenze delle famiglie, ogni scuola può adottare in totale autonomia forme di flessibilità per quanto riguarda gli orari in entrata e in uscita e la gestione degli spazi. Deve però obbligatoriamente garantire la stessa offerta formativa ad ogni studente e deve assicurare la presenza quotidiana a scuola degli alunni con bisogni educativi speciali.

Come già avviene da molto tempo le scuole possono adottare lezioni di durata inferiore all’ora, purché mantengano inalterato il monte ore totale previsto dal programma scolastico. Allo stesso modo, nulla cambia per quanto riguarda i servizi di pre e post scuola ove previsti. Tuttavia, gli istituti possono pianificare la frequenza scolastica in turni alterni o con una diversa distribuzione oraria settimanale, qualora non ci siano gli spazi sufficienti per garantire la presenza in contemporanea di tutti gli studenti della classe.

La classe, inoltre, può esser divisa in sottogruppi per garantire un maggior distanziamento tra gli studenti e il personale. Se il bambino o la bambina vengono accompagnati o ritirati da una persona di fiducia, questa deve essere fornita di delega da parte dei genitori. L’autorizzazione va consegnata alla struttura scolastica per permettere la corretta tracciabilità del rischio di contagio.

L’accoglienza e il ricongiungimento devono essere organizzati preferibilmente all’esterno, prevedendo misure per garantire il distanziamento tra gli accompagnatori che devono essere dotati di mascherina. Se possibile, i punti di accesso devono essere diversi da quelli di uscita, con percorsi obbligati e con scaglionamento degli orari.

Gli spazi dovranno essere costantemente aerati durante la giornata, puliti giornalmente e igienizzati periodicamente in base a un registro ufficiale. Il Comitato Tecnico Scientifico non ha previsto l’utilizzo di spray o gel idroalcolico sui materiali didattici come libri o quaderni, che possono anche essere lasciati in classe, dichiarando sufficiente il rispetto delle altre misure generali, in particolare la frequente igienizzazione delle mani. Lo stesso principio vale per i giubbotti che con la stagione fredda possono essere introdotti in classe.

Regole particolari sono previste per la scuola dell’infanzia. Sono previsti gruppi stabili di bambini per i quali è stabilita l’alternanza esclusiva del personale. I gruppi formati, infatti, non potranno variare durante l’anno. Il materiale didattico e i giochi saranno a esclusivo utilizzo del singolo gruppo e non sarà possibile condividerlo a meno di una preventiva e approfondita igienizzazione.

Torna all'inizio