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Famigliari a carico nel 730: scopri le nuove regole

Il prospetto dei familiari a carico è la sezione del 730 in cui si indicano coniuge, figli e ascendenti che non siperano determinate soglie di reddito. Dal 2025 le regole sono cambiate: le detrazioni per i figli oltre i 30 anni non spettano più, gli unici "altri familiari" ammessi sono gli ascendenti e i cittadini non italiani né europei non possono dichiarare a carico i familiari residenti all'estero. In questa guida trovi chi puoi dichiarare, i limiti di reddito aggiornati e come compilare il modello correttamente.

Con il contributo esperto di:
26 agosto 2026
famiglia su calcolatrice gigante

Fino al 2025 le possibilità per considerare figli e altri familiari a carico erano maggiori, infatti, per i primi non c'era limite di età mentre nella schiera dei secondi venivano considertati gradi di parentela più ampi. Dal 2025 le regole si sono ristrette: meno familiari possono essere dichiarati a carico e le condizioni per farlo sono più specifiche rispetto agli anni precedenti. Vediamo nel dettaglio chi rientra, quali soglie si applicano e come compilare il 730/2026. Torna all'inizio

Può essere fiscalmente a carico? Il percorso in 5 domande

Prima di leggere tutte le regole nel dettaglio, puoi orientarti rispondendo in ordine a queste cinque domande: nella maggior parte dei casi bastano per capire se la persona a cui stai pensando può essere indicata a carico nel 730/2026.

  1. È tuo figlio, il coniuge (o l'unito civilmente) oppure un ascendente (genitore, nonno, bisnonno)?
    – Sì → passa alla domanda 2.
    – No, è un altro tipo di familiare (fratello, sorella, genero, nuora, suocero, nipote) → salta direttamente alla domanda 5: non dà diritto alla detrazione, ma potresti comunque recuperare le spese sostenute per lui.
  2. Se è un figlio, ha meno di 30 anni?
    – Sì → prosegui con la domanda 3.
    – No, ha compiuto 30 anni → non è più a carico, salvo che sia riconosciuto disabile ai sensi della legge 104/1992: in quel caso non ci sono limiti di età e si passa comunque alla domanda 3.
    – Se non è un figlio, cioè è coniuge o ascendente, questa domanda non ti riguarda: passa direttamente alla 3.
  3. Il suo reddito complessivo è sotto la soglia?
    La soglia è di 2.840,51 euro per coniuge, ascendenti e figli dai 25 anni in su; sale a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.
    – Sì, è sotto soglia → prosegui con la domanda 4.
    – No, la supera → non è a carico: qui non ci sono eccezioni.
  4. Vive all'estero? E, se sì, qual è la tua cittadinanza?
    Se il familiare vive in Italia, questa domanda non ti riguarda: è (probabilmente) a carico.
    – Se vive all'estero e tu sei cittadino italiano, di un Paese UE o di uno Stato SEE → la detrazione spetta comunque.
    – Se vive all'estero e tu non sei cittadino italiano, UE o SEE → niente detrazione per lui, anche se rispetta tutti gli altri requisiti.
  5. È un "altro familiare" (fratello, sorella, genero, nuora, suocero)?
    Non avrai la detrazione per carico di famiglia, ma se convive con te o riceve da te un assegno alimentare non stabilito da un giudice, puoi comunque dedurre o detrarre le spese sostenute per lui.

Se hai risposto positivamente a tutti i passaggi pertinenti al tuo caso, il familiare può essere dichiarato a carico: nei paragrafi seguenti trovi le regole nel dettaglio, con esempi numerici.

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Cosa cambia rispetto al 2024: il confronto

Prima di entrare nel dettaglio, ecco in sintesi che cosa è cambiato tra il 730/2025 (redditi 2024) e il 730/2026 (redditi 2025), anche alla luce della correzione apportata dal D.Lgs. 148/2026 approvato ad agosto 2026 con efficacia retroattiva:

Caso Fino al 2024 (730/2025) Dal 2025 (730/2026)
Figli oltre 30 anni Detrazione possibile, nessun limite di età Non più spettante (salvo figli disabili, senza limiti di età)
Altri familiari ammessi alla detrazione Ascendenti, fratelli/sorelle, generi/nuore, suoceri Solo ascendenti (genitori, nonni, bisnonni)
Convivenza degli ascendenti Non era un requisito specifico Richiesta dal 2025, poi soppressa dal D.Lgs. 148/2026
dal 730/2026 basta il limite di reddito
Fratelli, sorelle, generi, nuore, suoceri Detrazione per carico di famiglia ammessa
se conviventi o con assegno alimentare
Nessuna detrazione; resta solo il recupero delle spese,
se conviventi o con assegno alimentare non giudiziale
Familiare residente all'estero Detrazione ammessa per tutti i contribuenti Limitata ai contribuenti cittadini italiani, UE o SEE
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Chi può esser dichiarato a carico nel 730/2026

Nella dichiarazione dei redditi è possibile dichiarare a proprio carico fiscalmente, per ottenere le detrazioni relative:

  • i figli dai 21 ai 29 anni;
  • il coniuge o la parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso;
  • gli ascendenti che rispettano il limite di reddito, indipendentemente da fatto che convivano o meno con il contribuente.

Rispetto al passato, dal 2025 non si possono più dichiarare a carico il coniuge legalmente separato, i discendenti dei figli, i suoceri, i generi, le nuore, fratelli e sorelle se conviventi o se ricevono un assegno alimentare dal contribuente. Questi familiari possono comunque comparire nel prospetto se si sostiene spese per loro perché rimangono detraibili e deducibili, ma non danno più diritto alla detrazione per carichi di famiglia.

Chi è escluso per nazionalità

Dal 2025 i contribuenti che non sono cittadini italiani, di un Paese UE o di uno Stato aderente allo Spazio economico europeo non possono usufruire delle detrazioni per i familiari a carico residenti all'estero. Se il familiare vive in Italia, la detrazione spetta normalmente.

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I figli a carico nel 730: età, limiti e casi particolari

I figli per essere a carico devono produrre un reddito annuo inferiore a 4.000 euro che superati i 24 anni scendono a 2.840,51 euro.

A partire dal 2025 i figli che compiono 30 anni non sono più a carico, ma non esistono limiti di età per quelli riconosciuti disabili ai sensi della Legge 104/92.

Fino ai 21 anni non si prendono le detrazioni in busta paga perché sono state sostituite dall'assegno unico universale che viene riconosciuto mensilmente dall'Inps. Superati i 21 anni si torna alle detrazioni, pertanto è bene avvisare il sostituto d'imposta, come l'azienda per cui si lavora o l'Inps in caso di pensione, della propria situazione familiare per ottenere quanto ci spetta in modo corretto.

Quale genitore dichiara il figlio?

Le detrazioni per i figli (naturali, riconosciuti, adottivi o affidati) spettano anche se questi non convivono con chi li dichiara a proprio carico e anche se non sono residenti in Italia. La detrazione viene riconosciuta a prescindere dal fatto che sia o meno ancora studente. L'unico limite che il Fisco impone ai genitori è che facciano metà per uno:

  • se non sono separati, devono ripartirsi al 50% la detrazione per ogni figlio a carico. I genitori possono, di comune accordo, attribuire tutta la detrazione al genitore con reddito complessivo più alto, per evitare che sia persa in tutto o in parte se l'altro genitore possiede un reddito particolarmente basso. Per capire come godere al massimo della detrazione, fai qualche conto: la detrazione diminuisce all'aumentare del reddito, quindi attribuendola completamente al reddito più alto, lo sconto complessivamente percepito dalla famiglia risulta più basso;
  • in caso di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione del matrimonio, la detrazione spetta al 100 % al genitore affidatario. Se il giudice ha deciso per l'affidamento congiunto si divide al 50 %. Anche in questo caso, però, è possibile - per i motivi appena ricordati - decidere di comune accordo di attribuire l'intera detrazione al genitore con reddito più elevato, a patto che, nell'affidamento congiunto, restituisca il 50 % della detrazione all'altro genitore.

Ci sono alcuni casi in cui la detrazione riconosciuta dopo i 21 anni spetta per intero a un solo genitore, e cioè:

  • quando l'altro genitore è fiscalmente a suo carico;
  • se uno dei genitori rimane vedovo/a con figli, anche se si risposa;
  • per figli adottivi o affidati del solo contribuente, anche se è sposato;

Infine, se l'altro genitore è deceduto oppure non ha riconosciuto il figlio l'intera detrazione per il primo figlio potrebbe essere sostituita da quella per il coniuge, se più conveniente. La valutazione di convenienza dovrebbe esser fatta in automatico sia in caso di compilazione della dichiarazione precompilata online, sia se ci si rivolge a un Caf o a un professionista.

Se un figlio lavora, non è più a carico?

Il limite di reddito di 2.840,51 euro (4.000 per i figli fino a 24 anni) per essere a carico fiscalmente vale per l'anno considerato complessivamente: se un figlio di 23 anni ha fatto una collaborazione occasionale di soli due mesi, percependo complessivamente 4.200 euro lordi, il genitore perde le detrazioni per tutto l'anno perché queste non spettano neppure in parte. Se il genitore ha ottenuto indebitamente le detrazioni in busta paga o nella pensione, tramite il 730 le restituisce al Fisco, senza pagare sanzioni o interessi.

Tuttavia, è bene, appena si ha notizia di non aver più diritto alla detrazione, comunicarlo al proprio sostituto d’imposta, in modo che smetta di applicarle e non diventi poi oneroso doverle restituire con il 730.

Inoltre, se pur rimanendo sotto la soglia di reddito per esser a carico, il figlio produce del reddito che deve dichiarare (ad esempio con qualche collaborazione), dovrà presentare una propria dichiarazione dei redditi, barrando la casella "soggetto fiscalmente a carico di altri" (presente nel frontespizio di fianco al campo dedicato al codice fiscale del dichiarante). In questo modo i genitori che lo dichiarano a proprio carico possono continuare a percepire le detrazioni e recuperare le spese sostenute per lui.

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Il coniuge a carico: condizione e limiti di reddito

Il coniuge, o la parte dell'unione civile, può essere dichiarato a carico se non raggiunge il limite di reddito di 2.850,41 euro lordi annui complessivi, a prescindere che sia convivente o che addirittura viva all'estero, L'unico vincolo per usufruire delle detrazioni è che non ci sia un provvedimento di separazione legal perché a partire dal 2025 non è più dichiarabile a carico come in passato.

Ogni volta che si fa riferimento al coniuge si intende anche ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. Pertanto ogni agevolazione prevista per i coniugi, compresa la possibilità di presentare la dichiarazione congiunta, si applica automaticamente anche agli uniti civilmente. Sono invece esclusi i conviventi di fatto.

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I genitori a carico: basta il limite di reddito

A partire dal 2025 si possono dichiarare a carico solo gli ascendenti cioè, genitori, nonni e bisnonni che possiedono un reddito inferiore ai 2.840,51 euro. Il requisito della convivenza è stato soppresso con il decreto Omnibus ed è retroattivo, quindi gli effetti si applicano già nel 730/2026. In pratica, genitori, nonni e bisnonni sono fiscalmetne a carico sulla base del solo limite di reddito, indipendentemente dal fatto che vivano o meno con il contribuente. 

Non è più possibile dichiarare a caricoottenere le relative detrazioni per:

  • il coniuge legalmente separato (questa condizione deve risultare da una sentenza di separazione);
  • i discendenti dei figli (i nipoti);
  • i suoceri,
  • i generi e le nuore;
  • i fratelli, le sorelle, i fratellastri e le sorellastre.

Tuttavia, se questi familiari convivono o ricevono dal contribuente assegni alimentari non derivanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria, danno diritto ad ottenere le detrazioni e le deduzioni per spese sostenute per loro.  In pratica si deve provvedere economicamente al loro sostentamento senza ottenere detrazioni dirette per i familiari ma solo per spese.

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Limiti di reddito per esser a carico dal 2025

Per essere considerati a carico conta il reddito complessivo annuo, che non deve essere superiore a 2.840,51 euro al lordo delle spese deducibili.
Solo per i figli di età compresa tra 21 e 24 anni il limite di reddito per esser considerati a carico sale a 4.000 euro lordi annui: fino al compimento dei 21 anni valgono le regole fissate per la percezione dell'assegno unico universale.
 
Per il calcolo di questo limite, il reddito dell'abitazione principale e delle relative pertinenze non si considera solo se il familiare ne ha pagato l'Imu (ad esempio perché la casa è di lusso). Lo stesso accade se ha pagato l'Imu sui fabbricati non affittati.

Familiare Condizione Limite di reddito
figli fino a 30 anni dal 2025 Reddito < 4.000 euro
(fino ai 24 anni)
Reddito < 2.840,51
(dai 25 anni)
figli disabili nessun vincolo di età
coniuge sempre se non separato Reddito < 2.840,51
genitori e nonni sempre
nipoti dei nonni dal 2025 mai
sorelle/fratelli
suoceri
generi/nuore

Quali redditi contano per esser considerati a carico?

Per calcolare il limite di reddito, il Fisco non considera le eventuali deduzioni cui ha diritto il familiare dichiarato a proprio carico e conteggia anche i redditi su cui non si pagano le tasse o su cui si paga un'imposta sostitutiva:

  • le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, da rappresentanze diplomatiche e consolari, da missioni e dalla Santa Sede;
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera e in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato (è il caso dei frontalieri);
  • il reddito d'impresa o di lavoro autonomo assoggettato all'imposta sostitutiva agevolata per l'imprenditoria giovanile e per la mobilità, o al regime forfetario per gli esercenti attività d'impresa arti o professioni. Ad esempio il figlio ha incassato 3.200 euro in regime forfetario nel 2025quel reddito conta comunque per verificare se resta a carico, anche se su di esso si paga un'imposta sostitutiva e non l'Irpef ordinaria.
  • le mance elargite dai clienti ai lavoratori impegnati nelle strutture ricettive e sulle quali pagano l'imposta sostitutiva.
  • il reddito dei fabbricati su cui si paga la cedolare secca sugli affittiAd esempio il figlio incassa un canone di locazione assoggettato a cedolare secca: anche quel reddito entra nel calcolo della soglia, benché non concorra a formare il suo reddito complessivo ai fini Irpef.

 

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Casi pratici: quando si è (o non si è) a carico

Le regole viste finora si traducono così nelle situazioni più frequenti:
Figlio di 28 anni con reddito di 2.600 euro annui: è ancora fiscalmente a carico?
Sì. Ha meno di 30 anni e il suo reddito, 2.600 euro, resta sotto la soglia di 2.840,51 euro prevista per i figli che hanno superato i 24 anni. È quindi ancora a carico e dà diritto alla detrazione (non più all'assegno unico, riservato a chi ha fino a 21 anni).
Figlio che compie 30 anni a luglio 2025: cosa succede alla detrazione nel 730/2026?
La detrazione spetta solo per i mesi in cui il figlio aveva meno di 30 anni, cioè da gennaio a giugno: nel prospetto va indicato "6" nella casella dei mesi di detrazione, non "12". Da luglio il figlio esce dal perimetro dei familiari a carico, salvo che sia riconosciuto disabile ai sensi della legge 104/1992: in quel caso non ci sono limiti di età e la detrazione continua a spettare per l'intero anno.
Madre pensionata con un reddito complessivo di 2.700 euro: può essere indicata come ascendente a carico?
Sì. Il reddito di 2.700 euro è sotto il limite di 2.840,51 euro. E dal 730/2026, dopo la correzione del D.Lgs. 148/2026, non serve più che la madre conviva con il contribuente: può essere dichiarata a carico anche se vive altrove, ad esempio in una casa di riposo o presso un altro familiare.
Il figlio studia fuori sede e non convive più con il genitore: si perde la detrazione?
No. Per i figli la convivenza non è mai stata un requisito: la detrazione spetta anche se il figlio non vive con il genitore né è residente in Italia, purché rientri nei limiti di età e di reddito visti sopra.
Si sostengono le spese mediche di un fratello convivente: si può ancora inserirlo nel 730?
Sì, ma solo per il recupero delle spese, non per la detrazione da carico di famiglia: dal 2025 fratelli e sorelle non danno più diritto alla detrazione. Se sono conviventi, o ricevono assegni alimentari non stabiliti da un giudice, restano però detraibili o deducibili le spese sostenute per loro, come quelle sanitarie.
Il familiare a carico vive all'estero: la detrazione spetta comunque?
Dipende dalla cittadinanza di chi dichiara: se il contribuente non è cittadino italiano, di un Paese UE o di uno Stato SEE, dal 2025 non può usufruire della detrazione per familiari residenti all'estero. Se invece il familiare vive in Italia, la detrazione spetta normalmente, indipendentemente dalla cittadinanza del contribuente.
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Come compilare il prospetto dei familiari a carico nel 730

La compilazione del quadro dei familiari a carico è molto simile sia nel precompilato online che nella versione cartacea. Vediamo nel dettaglio come compilare le righe del quadro.

Come si compila il rigo 1 relativo al coniuge

Chi è sposato deve obbligatoriamente barrare la casella C nel quadro Coniuge e familiari a carico e riportare a colonna 5 il codice fiscale del coniuge, anche se non lo dichiara fiscalmente a suo carico. Non deve esser compilato solo in caso di decesso, annullamento, divorzio e separazione legale.

La casella mesi a carico è da utilizzare solo se, nel 2025, il coniuge è stato a carico. Se lo è stato per tutto l'anno, indicare 12. Se durante l'anno c'è stata una separazione legale o il matrimonio è stato sciolto o annullato oppure il coniuge è morto, bisogna riportare solo il numero di mesi in cui è stato a carico. Il mese si considera sempre intero. Per esempio, se le nozze sono state celebrate nel maggio del 2025, la detrazione spetterà per otto mesi (da maggio a dicembre).

Come si compilano i righi per figli e ascendenti

I figli vanno indicati nella prima pagina del 730, nel quadro dei familiari a carico, nei righi da 2 a 5:
  • nel primo rigo, barra la casella F1 per il primo figlio a carico, cioè quello di età anagrafica maggiore tra quelli a carico;
  • nei righi successivi barra alternativamente le caselle F per indicare un figlio successivo al primo, G se si tratta di un ascendente, se il figlio è disabile ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104 del 1992 (non occorre la gravità data col comma 3 dell'articolo 3). In questo caso, non è necessario barrare anche la casella F o se è un altro familiare a carico per cui non si prendono le detrazioni ma si recuperano le spese.
  • nella casella codice fiscale, riportare il codice fiscale di ciascuno dei figli o degli altri familiari che si dichiarano a carico, anche se le detrazioni vengono percepite da un altro soggetto. Ricordarsi di inserire il codice fiscale anche dei figli eventualmente residenti all'estero. Il codice fiscale dei figli in affido preadottivo non deve essere indicato.
  • nella casella n. mesi a carico indica il numero dei mesi dell'anno durante i quali il figlio o il familiare è stato a carico. Per esempio, per un figlio nato il 14 settembre 2025, la detrazione spetta per quattro mesi (da settembre a dicembre), pertanto nella casella si indica 4.
  • nella casella percentuale scrivi la percentuale di detrazione spettante: 100 per l'intera detrazione, 50 per la metà e 0 se la detrazione spetta interamente all'altro genitore in caso di figlio;
  • il genitore che fruisce dell'intera detrazione in caso di affidamento congiunto, esclusivo o condiviso dei figli deve barrare la casella detrazione 100% affidamento figli. Se il genitore affidatario, o in caso di affidamento congiunto, non può usufruire in tutto o in parte della detrazione, ad esempio per limiti di reddito, la detrazione viene assegnata interamente all'altro genitore. Ovviamente, questa situazione può essere oggetto di valutazione in sede di accordo economico di separazione;
  • nella casella n. mesi detrazione figli età da 21 e inferiore a 30 bisogna indicare la situazione del figlio a carico che aveva da 21 a 30 anni nel 2025. Per chi compie 21 anni nel 2025 si considerano i mesi a partire da quello del compleanno compreso, per chi ne compie 30 si contano i mesi fino a quello precedente il compleanno. PEr i figli disabili con almeno 21 si indica 12;
  • nella casella “numero di figli in affido preadottivo a carico del contribuente”, si indica quanti siano i figli in affido preadottivo. In questo caso, per ognuno di loro deve esser stata barrata la casella "F", "F1" o "D" con i dati relativi ai mesi per i quali sono stati a carico, utilizzando un rigo per ciascuno. Il campo relativo al loro codice fiscale deve esser lasciato in bianco in modo tale da garantire una maggior tutela della loro privacy.

Se uno dei genitori è deceduto oppure non ha riconosciuto il figlio l'altro genitore ha diritto per il primo figlio maggiore di 21 anni alla detrazione prevista per il coniuge a carico, mentre per gli altri figli all'intera detrazione. In questo caso, nella casella percentuale del rigo 2, in cui viene indicato il primo figlio, si deve scrivere la lettera C. Se la detrazione non spetta per l'intero anno, bisogna compilare il rigo 2 per i mesi in cui la detrazione è riconosciuta come figlio e il rigo 3 per i mesi in cui spetta come coniuge.

Come dichiarare figli e coniuge nel 730 precompilato

Nella compilazione del 730 precompilato i principi da seguire sono gli stessi di quello ordinario, in questo modello, ciò che cambia è la possibilità di utilizzare menu a tendina per una compilazione guidata e soprattutto, qualora nulla fosse cambiato rispetto allo scorso anno i dati sono già inseriti.

Questo non vieta di modificarli, ad esempio perché si decide di divider diversamente la percentuale di detrazione spettante per i figli che hanno più di 21 anni o perché il figlio indicato non risulta più a carico. Anche con il precompilato è possibile utilizzare due righi diversi per lo stesso figlio se sono cambiate le condizioni in corso d'anno. 

Inoltre, vista la modifica normativa a partire dal 2025 per la possibilità di dichiarare a carico altri familiari, è possibile che alcuni dei familiari che fino al 2024 erano inseriti come a carico, ora non siano più indicati.

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Gli errori più frequenti nella compilazione

Nell'assistenza ai contribuenti capita di incontrare, con una certa regolarità, alcuni errori legati proprio alle novità 2025-2026:

  • continuare a indicare come "a carico" per l'intero anno un figlio che ha compiuto 30 anni durante il 2025, senza correggere il numero di mesi di spettanza della detrazione: si rischia di dover restituire l'indebito, con interessi, in sede di controllo;
  • non dichiarare più a carico un genitore o un nonno non convivente ma con reddito nei limiti, credendo per abitudine che la regola sia rimasta quella, più restrittiva, della convivenza: con la correzione del D.Lgs. 148/2026 questo requisito non esiste più e si rischia di perdere una detrazione che oggi spetta;
  • smettere di conservare scontrini e fatture intestati a fratelli, suoceri o generi conviventi pensando che, non dando più diritto alla detrazione per carico di famiglia, siano diventati irrilevanti: le relative spese sanitarie e simili restano invece recuperabili, alle condizioni viste in questa guida.

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