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Sicurezza in bicicletta: il test sui caschi bici

Abbiamo testato 13 modelli di caschi con regole più stringenti rispetto a quelle necessarie per legge. Nella normativa attuale si considera solo l'impatto perpendicolare alla strada e non si tiene conto delle lesioni meno gravi. La nostra richiesta: rendere i caschi obbligatori almeno per i bambini.

29 giugno 2018
casco bici

Il nostro test più severo

Oltre alle prove classiche, il test di Altroconsumo integra simulazioni fatte su un modello digitale di cranio umano, che consentono di valutare in modo più realistico i rischi di lesioni celebrali. In questo modo è stato possibile calcolare la deformazione ossea della scatola cranica, ma anche quantificarne la pressione all'interno del cervello. Inoltre, abbiamo potuto misurare il rischio di lesioni a seconda degli impatti in punti diversi del casco, sia su una superficie piana sia su una obliqua, come quando si sbatte la testa sul marciapiede.

Sicurezza migliorabile

Tutti i caschi analizzati hanno ricevuto l'omologazione europea e offrono un certo livello di protezione, ma è evidente che il protocollo previsto deve essere migliorato. Occorrono sforzi per avvicinarsi a situazioni più verosimili, valutando nel migliore dei modi a quali rischi può incorrere un ciclista. Indossare il casco è sempre meglio che non usarlo, anche il modello che ha ottenuto il peggior risultato nel nostro test garantisce un'efficacia: i danni riscontrati sono equivalenti alle lesioni che si osserverebbero per una caduta a velocità dimezzata senza casco. 

Obbligatorio per i più piccoli 

Il casco è un accessorio salvavita, essenziale per limitare i traumi da caduta. Circa l'80% degli incidenti mortali che avvengono in bicicletta è dovuto a un trauma cranico. I bambini, a causa della sensibilità del loro cranio ancora in via di sviluppo e della loro inesperienza, sono i più vulnerabili. Ecco perché chidiamo alle istituzioni di rendere il casco obbligatorio per coloro che hanno meno di 14 anni, come già avviene sulle piste da sci

Un impatto a 10 km/h o una brutta caduta, infatti, possono provocare lesioni celebrali irreversibili. Da una nostra inchiesta del 2016, inoltre, risulta che il 61% dei ciclisti intervistati non usa mai il casco e solo il 18% lo utilizza regolarmente, nonostante il 48% affermi che "l'uso del casco bici in città dovrebbe essere obbligatorio".

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