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Energia, bollette in discesa ma solo sul mercato Tutelato. Che cosa fare sul mercato Libero?

L'Autorità per l'energia ha comunicato risparmi importanti nella bolletta di chi è in Tutela per il secondo trimestre 2020. Ma che cosa succede ai 12 milioni di clienti domestici sul mercato Libero? Dipende dal prezzo applicato e dalla data di scadenza delle offerte.

30 marzo 2020
Bollette

Nel secondo trimestre 2020 le bollette dell'energia elettrica e del gas sono in forte ribasso per chi ha una tariffa del mercato Tutelato. Le basse quotazioni delle materie prime, legate ad una decisa riduzione dei consumi anche a causa dell'emergenza, portano infatti ad una riduzione del -18,3% per l'elettricità e del -13,5% per il gas per la famiglia tipo (consumi elettrici di 2.700 kWh e contatore 3 kW residente, per la luce, riscaldamento autonomo e consumi di 1.400 mc anno per il gas) con contratto in Tutela.

Una buona notizia nell’emergenza coronavirus

In questo periodo, come spiegato da ARERA, i mercati all’ingrosso di luce e gas sono ai minimi e gli effetti si vedono. Ecco una misurazione degli effetti sulle famiglie (al lordo tasse):

  • per l'elettricità la spesa per la famiglia-tipo nell'anno (compreso tra il 1° luglio 2019 e il 30 giugno 2020) sarà di circa 521 euro, con una variazione del -7,9% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente (1° luglio 2018 - 30 giugno 2019), corrispondente a un risparmio di circa 45 euro/anno;
  • per la bolletta del gas nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo sarà di circa 1.019 euro, con una variazione del -12% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente, corrispondente ad un risparmio di circa 139 euro/anno.  

Sei nel mercato libero? Ecco cosa fare

Che cosa succede, invece, per chi ha un contratto sul mercato libero? Si tratta di circa 12 milioni di famiglie, ovvero il 40% del mercato. Un numero considerevole di clienti.

Molte di queste utenze non beneficeranno dei ribassi per il secondo trimestre poiché la maggioranza delle famiglie che ha scelto di cambiare fornitore lo ha fatto optando per offerte a prezzo fisso, che quindi non risentiranno delle variazioni recenti: cosa conviene fare in questo caso? Conviene cercare di approfittare del trend del mercato oppure conviene rimanere con la propria offerta? Dipende tutto dal prezzo attualmente applicato.

Questi consigli potrebbero essere molto utili nel caso in cui, nelle prossime settimane, si venisse contattati da qualche fornitore per proposte commerciali che tengono conto dei ribassi.

Quando cambiare tariffa?

  • È bene pensare a cambiare tariffa per chi ha un contratto di energia elettrica prossimo alla scadenza con un prezzo fisso superiore a 4 centesimi al kWh. In questo caso è opportuno valutare le offerte disponibili. Un prezzo superiore a 4 centesimi al kWh, infatti, è sintomo di un’offerta non più allineata con la tendenza del mercato e, come tale, va rivalutata.
  • A chi ha un’offerta a prezzo fisso con un costo della materia prima inferiore a 4 centesimi al kWh, consigliamo di non cambiare e attendere. In questo caso il prezzo è ancora competitivo e conviene attendere l’evoluzione della situazione.

Il ragionamento è analogo per il mercato gas: 

  • Conviene pensare a uno switch per chi ha offerte a prezzo fisso con un costo della materia prima superiore a 0,18 €/mc. 
  • Che cosa fare, invece, se si ha un’offerta a prezzo variabile, che prevede uno sconto sulla tariffa dell’Autorità? In questo caso si tratterebbe di un’offerta molto conveniente. Forse troppo, in certi casi (sconti superiori al 10%), perché i fornitori le mantengano. In questo caso è consigliabile controllare di frequente le comunicazioni del vostro provider, che potrebbe proporvi delle alternative.

Controllare le informazioni in bolletta

Dove trovare le informazioni su prezzo applicato e scadenza dell’offerta?

  • In bolletta: già direttamente nella prima pagina, o nella seconda, si trovano delle sezioni dedicate ai due argomenti. L’informazione relativa al prezzo non è immediatamente evidente: dipende da come è organizzata la bolletta. In alcuni casi le bollette periodicamente inviate dai Fornitori contengono solo delle informazioni di sintesi; per conoscere il prezzo unitario è necessario reperire il quadro di dettaglio, disponibile nelle aree personali del sito del nostro Fornitore.
  • Ci sono, poi, le comunicazioni che arrivano dal Fornitore. Chi ha un contratto a prezzo fisso prossimo alla scadenza (devono mancare meno di 90 giorni) dovrebbe aver ricevuto una comunicazione dal proprio Provider, in cui è presente l’aggiornamento tariffario e la data dalla quale questo sarà in vigore.

Con queste indicazioni possiamo capire come muoverci. Per capire come risparmiare su luce e gas è anche utile vedere come cambierà l’offerta dei fornitori sul mercato libero. Nella prima settimana di aprile sono attesi diversi cambiamenti. Per questo è importante visitare il nostro comparatore e vedere come evolve l’offerta.

Telefonate a casa e comunicazioni dai Provider

Cosa fare se, in questo periodo, si riceve un’offerta da un fornitore diverso dal nostro che magari ci propone un’offerta che risente dei ribassi recenti? Si devono utilizzare i consigli di cui sopra, ma, soprattutto, vista la grande variabilità del mercato in questo momento, non è consigliabile un’offerta a prezzo variabile che cambia di mese in mese. Bisogna tenere conto del fatto che, siccome un cambio fornitore richiede un tempo tecnico di attesa di due mesi circa, un prezzo variabile che oggi potrebbe essere molto conveniente potrebbe cambiare radicalmente in un tempo relativamente breve. Per queste ragioni, vista la grande instabilità, le offerte a prezzo fisso sono da preferire, purché abbiano prezzi competitivi.

In questo caso puoi sempre usare il nostro comparatore di tariffe luce e gas per cercare di capire cosa è meglio scegliere.

Il ruolo degli oneri di sistema

Attenzione anche a un’altra voce della bolletta elettrica, che è di rilievo: si tratta degli oneri di sistema, voce  che serve a finanziare gli incentivi alle fonti rinnovabili e che pesa per circa il 20% del totale. 

Si tratta di un importo rilevante, spesso al centro di polemiche: nel tempo, infatti, gli incentivi sono stati molto generosi, non sempre erogati con la giusta gradualità e, se da una parte ci hanno concesso di avere una produzione di elettricità da fonte rinnovabile molto significativa, dall’altra, si è caricata la bolletta di cittadini e imprese con importi ingenti, che oggi condizionano il costo totale del kWh. 

Diversamente da quanto accaduto in passato, nell’ultimo aggiornamento ARERA ha deciso di non modificare al ribasso gli importi relativi agli oneri per calmierare le bollette: troppa, infatti, è l’incertezza sul futuro e alto è il rischio che questa voce, se ridotta oggi, debba essere recuperata in futuro in modo importante, magari in una situazione ancora segnata dall’emergenza. Mai come ora si vede come degli incentivi calibrati in modo non adeguato perdano il loro ruolo virtuoso nello sviluppo del mercato.