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Bolletta della luce trasparenti? Il 57% le emette su consumi stimati

Dalla trasparenza sulle offerte alla verifica dei consumi, fino alla tariffazione. La nostra inchiesta svela quali sono i punti forti e quelli deboli degli operatori. Un dato su tutti? Quasi sei fornitori su dieci continuano a fatturare consumi stimati, che generano ricalcoli e conguagli, invece di quelli effettivi misurati dai contatori elettronici.

20 maggio 2021
inchiesta operatori luce e gas

Bollette basate sui consumi stimati invece che su quelli effettivi: una consuetudine che risulta essere praticata più o meno frequentemente da 8 gestori su 14, cioè il 57%. È quanto emerge dall’inchiesta che Altroconsumo ha condotto sui più diffusi fornitori di energia (A2A, Acea, Agsm, Dolomiti, E.On, Edison, Enel, Engie, Eni gas e luce, Green Network, Illumia, Iren Mercato, Sorgenia, Wekiwi), monitorando nell’arco di due anni le bollette di 25 utenze. Nell'indagine, non abbiamo fatto solo la verifica dei consumi, ma abbiamo toccato anche altri aspetti, come la trasparenza sulle offerte, le informazioni fornite e la correttezza della tariffazione, per individuare i punti forti e quelli deboli dei vari operatori.

Troppi consumi stimati

Insomma, nonostante l’ampia diffusione (almeno nel settore elettrico) dei contatori elettronici, nati anche per migliorare la qualità della misurazione e garantire la fatturazione dell’energia effettivamente consumata, evitando errori e conguagli, quasi 6 operatori su 10 continuano a inviare ai propri clienti bollette basate sulle stime. 

C'è anche un caso, quello del gestore Wekiwi, in cui le stime e i ricalcoli sono previsti dal contratto standard, dato che la tariffazione si basa su un sistema di acconti periodici, che giocoforza generano conguagli. L’inchiesta rivela anche che i conguagli a volte si accumulano. Tra i gestori che più frequentemente fatturano su letture stimate troviamo Agsm Energia, Engie e Illumia. Seguono poi Dolomiti Energia, che nell’arco di due anni ha emesso due bollette su consumi stimati, e Green Network (una sola bolletta in due anni). 

Ma non ci sono solo le bollette basate sulle stime di consumo. Quelle che non arrivano per mesi e mesi possono creare forse ancora più problemi ai consumatori, che alla fine si trovano a dover pagare cifre importanti. Nell’inchiesta è successo con Iren Mercato, che non è stato in grado di fatturare per un periodo prolungato: la prima bolletta è infatti arrivata a ben cinque mesi di distanza dall’attivazione dell’utenza. Alcuni gestori daranno la colpa ai distributori che non mandano loro letture effettive con puntualità. Fatto sta che a essere penalizzati dai conguagli sono sempre gli utenti.

Ecco tutte le criticità rilevate dalla nostra inchiesta: