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Stufette portatili: consumi, rischi e quali scegliere davvero

Le stufe portatili possono integrare il riscaldamento e offrire comfort localizzato, ma non sostituiscono un impianto domestico efficiente. Capire quando e come usarle, valutando consumi, sicurezza e caratteristiche tecniche, è fondamentale per evitare rischi e aspettative sbagliate.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
15 gennaio 2026
Stufetta portatile

Le stufette portatili continuano a essere molto ricercate perché consentono un miglioramento rapido del comfort termico senza interventi sull’impianto domestico di riscaldamento e con una spesa iniziale contenuta. Non tutte però convengono allo stesso modo e alcune, per consumi o rischi, andrebbero evitate se usate fuori dal contesto corretto. A fine 2025 l’offerta è più ampia rispetto al passato: accanto ai tradizionali termoventilatori e radiatori elettrici a olio sono disponibili numerose soluzioni radianti, come stufe alogene, al quarzo e al carbonio, oppure soluzioni a infrarossi, oltre a modelli che funzionano a gas o con altri combustibili. Nelle fasce di prezzo più alte stanno inoltre comparendo apparecchi dotati di controlli elettronici più evoluti, come termostati digitali più precisi, timer programmabili e, in casi ancora limitati, funzioni di controllo remoto tramite app. È però importante inquadrare correttamente il ruolo di questi apparecchi. Una stufa portatile può essere utile come integrazione o per un uso mirato e temporaneo; quando invece l’obiettivo è riscaldare in modo continuativo un ambiente, il rapporto tra costi, prestazioni e sicurezza tende a essere meno favorevole rispetto a impianti fissi per il riscaldamento degli edifici. In linea di massima si può dire che l’utilità di una stufa portatile dipende dalle dimensioni del locale in cui viene usata, dal livello di isolamento termico del locale, dalla durata di utilizzo e dalla tecnologia impiegata.  Torna all'inizio

Che cosa si intende per stufa portatile

Con stufa portatile si intende un apparecchio di riscaldamento non installato in modo permanente e facilmente spostabile. Rientrano in questa categoria dispositivi molto diversi tra loro: stufe elettriche portatili a convezione, stufe elettriche radianti e apparecchi che producono calore tramite combustione di gas o di liquidi. Alcuni modelli più recenti integrano sistemi di regolazione elettronica più sofisticati rispetto al passato, ma si tratta sempre di dispositivi che servono a riscaldare uno spazio limitato. Il limite condiviso da tutte le stufe portatili è infatti la loro natura di sistemi di riscaldamento locale, non progettati per garantire una distribuzione uniforme del calore in ambienti di grandi dimensioni. Funzionano meglio in ambienti di piccole dimensioni, per periodi limitati o per riscaldare una persona o una zona specifica. All’aumentare della superficie da riscaldare e del tempo di utilizzo, crescono sia i consumi sia le criticità operative. 

“Termosifone portatile” non è un termine corretto

L’espressione “termosifone portatile” è di uso comune per indicare una stufa elettrica portatile, ma non è tecnicamente corretta. In genere viene utilizzata per indicare un radiatore elettrico a olio, che non ha nulla in comune con un termosifone collegato a un impianto termoidraulico. La distinzione non è solo terminologica: cambia il modo in cui il calore viene prodotto, distribuito e controllato. 

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Confronto: quali convengono e quali evitare

Una stufa portatile può essere una soluzione pratica per riscaldare rapidamente un ambiente piccolo o per migliorare il comfort in modo temporaneo, a patto di scegliere la tecnologia più adatta all’uso previsto. Diventa meno conveniente quando viene utilizzata per molte ore al giorno o in locali di grandi dimensioni, soprattutto in relazione al volume dell’ambiente e alle dispersioni termiche, perché i consumi aumentano rapidamente e il comfort termico tende a restare disomogeneo. 

Dal punto di vista energetico, vale la pena ricordare che per i riscaldatori elettrici a resistenza il consumo dipende essenzialmente dalla potenza e dal tempo di utilizzo. Per esempio, una stufa da 2000 W di potenza utilizzata per un’ora consuma circa 2 kWh di energia, indipendentemente dalla tecnologia adottata. Le differenze tra i modelli riguardano soprattutto la modalità di distribuzione del calore e il comfort percepito; le funzioni di controllo più avanzate presenti in alcuni apparecchi possono facilitare la gestione dell’uso quotidiano, ma non rendono una stufa portatile più efficiente dal punto di vista energetico. 

Le alternative più efficienti e sicure 

Per un utilizzo prolungato e per il riscaldamento stabile degli ambienti, soluzioni come pompe di calore e climatizzatori inverter offrono in genere un rendimento superiore rispetto alle stufe elettriche portatili. Anche interventi sull’isolamento e sulla gestione degli spazi riscaldati possono ridurre il fabbisogno energetico e limitare la necessità di ricorrere a riscaldatori portatili. 

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Tutti i tipi di stufe portatili: funzionamento, consumi e sicurezza

Termoventilatore

Per orientarsi tra i diversi modelli serve una distinzione di base: alcune stufe portatili riscaldano soprattutto l’aria dell’ambiente, altre riscaldano direttamente le persone e le superfici esposte: nel primo caso si parla di riscaldamento per convezione, tipico dei termoventilatori, dei termoconvettori e dei radiatori a olio; nel secondo caso si parla di riscaldamento per irraggiamento, caratteristico delle stufe alogene, al quarzo, al carbonio e di molte stufe a infrarossi. Questa differenza non influisce sul consumo di energia a parità di potenza e tempo di utilizzo, ma incide sul modo in cui il calore viene percepito e distribuito all’interno dell’ambiente. In linea di massima le stufe portatili funzionano meglio per riscaldare per poco tempo ambienti piccoli o zone circoscritte, mentre diventano rapidamente inefficienti e costose se usate per riscaldare stanze grandi o per molte ore consecutive. 

Ci sono due aspetti da chiarire sulle stufe elettriche:

  • i consumi dipendono dalla potenza, non dalla tecnologia impiegata: nei riscaldatori elettrici a resistenza, che costituiscono la grande maggioranza delle stufe portatili, la corrente attraversa un elemento ad alta resistenza che si surriscalda. In questo processo, quasi tutta l’energia elettrica assorbita viene trasformata in calore. A parità di potenza e di tempo di utilizzo, il consumo energetico è quindi simile per tutti questi apparecchi. Ciò che cambia tra le diverse tecnologie è soprattutto il modo in cui il calore viene ceduto all’ambiente e percepito dall’utilizzatore, senza un impatto diretto sui consumi;
  • Una stufa più potente non scalda automaticamente una stanza più grande: la potenza dichiarata indica il valore massimo di assorbimento elettrico dell’apparecchio, ma non consente di stabilire in modo diretto quanti metri quadrati possano essere riscaldati. Il risultato finale dipende da diversi fattori, tra cui il volume del locale, il livello di isolamento termico, il tipo di trasferimento del calore (per convezione o irraggiamento) e la durata di utilizzo

Stufe elettriche a convezione e radianti 

Le principali stufe elettriche portatili si distinguono per il modo in cui trasferiscono il calore: alcune puntano sulla convezione dell’aria, altre sull’irraggiamento diretto. Questa differenza incide su comfort, tempi di riscaldamento e modalità d’uso.

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Termoventilatori (convezione forzata) 

L’aria viene fatta passare attraverso una resistenza elettrica e spinta nell’ambiente da una ventola. Sono adatti per un utilizzo breve e occasionale in ambienti piccoli.

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PRO

  • Leggero e compatto
  • Scalda velocemente l'ambiente
  • Il rischio scottature è limitato
  • Adatto a un uso breve, in locali piccoli come il bagno

CONTRO

  • Utilizza buona parte della potenza elettrica disponibile: con un contratto da 3kW non si possono usare altri elettrodomestici energivori, come il phon
  • Non adatto a un uso prolungato
  • La ventola è rumorosa
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Termoconvettori (convezione naturale)

Termoconvettore

L’aria si riscalda passando attraverso l’apparecchio e sale per moto naturale; alcuni modelli hanno una ventilazione ausiliaria iniziale. L'uso più adatto è quando si deve ottenere un riscaldamento continuo o prolungato di stanze piccole o medie.

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PRO

  • Il convettore è silenzioso
  • Adatto a un uso prolungato
  • Diffonde il calore piuttosto velocemente
  • Alcuni hanno anche una ventola che forza l’uscita dell’aria calda e che può essere disinserita a temperatura raggiunta.

CONTRO

  • Non può essere usato in bagno
  • Il suo rivestimento in metallo può raggiungere temperature elevate: si corre quindi il rischio di scottarsi.
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Radiatori elettrici a olio (convezione + inerzia)

Radiatore elettrico a olio

Una resistenza scalda un fluido interno che rilascia calore gradualmente e in modo uniforme. Ideali per un uso prolungato, quando si cerca un calore più stabile e meno “a scatti”.

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PRO

  • È silenzioso, adatto a un uso prolungato
  • Emette un tepore uniforme e confortevole
  • Ha un rischio di bruciature limitato

CONTRO

  • Si scalda lentamente
  • È piuttosto pesante
  • Il termostato non è sempre molto accurato
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Stufe radianti (alogene, quarzo, carbonio, infrarossi)

Stufa radiante

Trasmettono calore principalmente per irraggiamento: scaldano persone e superfici esposte più che l’aria. Adatta ad un riscaldamento mirato di persone o zone specifiche.

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PRO

  • Silenziosa e mirata: il calore non si disperde nell’aria, ma arriva direttamente alle persone davanti
  • Sono comode quando si vuole scaldare soltanto la persona (magari seduta alla scrivania)

CONTRO

  • La sua efficacia diminuisce fortemente con la distanza: chi è lontano viene scaldato poco
  • Di solito non ha il termostato
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Stufe a infrarossi

Stufa a infrarossi

Le soluzioni commercializzate come stufe a infrarossi comprendono tecnologie diverse e presentano pro e contro ben distinti.

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PRO

  • Silenziosa e mirata: il calore non si disperde nell’aria, ma arriva direttamente alle persone davanti
  • Sono comode quando si vuole scaldare soltanto la persona (magari seduta alla scrivania)

CONTRO

  • La sua efficacia diminuisce fortemente con la distanza: chi è lontano viene scaldato poco
  • Di solito non ha il termostato
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Stufe portatili a combustione e stufe a batteria 

Le stufe portatili che non dipendono dalla rete elettrica vengono spesso presentate come soluzioni pratiche “senza corrente”, ma nessuna di queste è progettata per garantire un riscaldamento domestico continuo e sicuro. Il loro utilizzo è possibile solo in contesti specifici e con forti limitazioni, soprattutto per quanto riguarda sicurezza e qualità dell’aria.

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Stufe a combustibile liquido

Stufa a combustibile liquido

 Bruciano combustibili liquidi per generare calore. Usate in situazioni molto specifiche e ambienti ben aerati, non domestici.

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PRO

  • Più potente di qualunque stufa elettrica, può essere usata anche dove non c’è corrente

CONTRO

  • Produce anidride carbonica e, in minima parte, residui di combustione, specie quando non è a regime (in fase di accensione e spegnimento)
  • Umidifica l’aria durante il funzionamento
  • Non è adatta ai bagni e deve essere usata in locali con finestre, dove si può arieggiare l’ambiente
  • Bisogna maneggiare il combustibile
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Stufe a gas portatili

Stufa  a gas portatile

Producono calore tramite combustione di gas; spesso dotate di sensori di ossigeno e sistemi anti-ribaltamento. Ideali per un uso temporaneo in ambienti ben ventilati e non abitativi.

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PRO

  • Indipendenti dalla rete elettrica
  • Calore immediato
  • Utili in assenza di elettricità
  • Spesso dotate di dispositivi di sicurezza (sensori di ossigeno, anti-ribaltamento)

CONTRO

  • Consumano ossigeno e alterano la qualità dell’aria interna
  • Producono anidride carbonica e vapore acqueo
  • Aumentano l’umidità negli ambienti chiusi
  • Uso prolungato rischioso in locali piccoli o poco ventilati
  • Fortemente sconsigliate in camere da letto o ambienti di riposo
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Stufe a bioetanolo

Stufa a bioetanolo

Producono calore tramite combustione di bioetanolo, spesso in apparecchi a vista. Per un uso occasionale e decorativo.

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PRO

  • Valore estetico e d’arredo
  • Nessun collegamento elettrico o canna fumaria
  • Installazione semplice

CONTRO

  • Apporto termico limitato
  • Non progettate per il riscaldamento degli ambienti
  • La combustione influisce sulla qualità dell’aria interna
  • Necessitano di ventilazione frequente
  • Non adatte a un uso continuativo
  • Impatto su umidità e qualità dell’aria
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Stufe portatili a batteria ricaricabile 

Utilizzano l’energia accumulata in una batteria per generare calore. Utili per riscaldamento localizzato di parti del corpo o spazi molto ridotti.

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PRO

  • Massima portabilità
  • Nessun collegamento alla rete elettrica
  • Utili per riscaldamento molto localizzato

CONTRO

  • Potenza termica molto bassa
  • Autonomia limitata
  • Incapaci di riscaldare un ambiente domestico
  • Più vicine a dispositivi di comfort personale che a vere stufe
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Sicurezza: rischi e quadro normativo aggiornato al 2025

Tutte le stufe portatili comportano potenziali rischi, che variano in funzione della tecnologia e delle condizioni di utilizzo. I pericoli più comuni sono incendi, ustioni da contatto e surriscaldamento dei materiali vicini. Nel caso delle stufette a combustione si aggiungono rischi legati alla qualità dell’aria e alla riduzione dell’ossigeno nell’ambiente. 

Dal punto di vista normativo, per i riscaldatori elettrici domestici il riferimento tecnico principale è rappresentato dalle norme europee della serie EN/IEC 60335, che definiscono requisiti di sicurezza elettrica e meccanica per gli apparecchi d’uso domestico, comprese le stufe mobili. Queste norme stabiliscono criteri sulla stabilità della stufa, sulle temperature massime che possono essere raggiunte dalle superfici accessibili, sulle protezioni contro il surriscaldamento e sulla resistenza della stufa al calore prodotto. Indicazioni analoghe sui principali rischi d’uso – in particolare incendio, ustioni e utilizzo in ambienti non idonei – sono richiamate anche da enti istituzionali e organismi di prevenzione incendi a livello europeo, che sottolineano come il rispetto delle norme di produzione non elimini i rischi legati a un uso improprio della stufa in ambito domestico. 

Accanto agli aspetti di sicurezza, la normativa europea Ecodesign stabilisce requisiti minimi di prestazione ed efficienza per le stufe portatili immesse sul mercato. Da fine 2025 è in vigore un quadro regolatorio aggiornato che impone obblighi informativi più stringenti nei confronti dell’utilizzatore e mira a escludere dal mercato le stufe portatili meno efficienti. Tuttavia, il rispetto di questi requisiti non implica automaticamente che una stufa portatile sia economica da usare: l’efficienza dichiarata va sempre interpretata alla luce del contesto reale di utilizzo. Anche un apparecchio di piccole dimensioni può risultare economicamente oneroso se utilizzato fuori dall’ambito previsto. Un’attenzione particolare è necessaria negli ambienti umidi, come il bagno. In questi casi la presenza di acqua e vapore modifica le condizioni di rischio e rende fondamentale attenersi alle indicazioni del produttore e alle distanze di sicurezza. 

Dispositivi di sicurezza: che cosa valutare 

Alcune dotazioni contribuiscono in modo significativo a ridurre i rischi nelle condizioni di utilizzo previste, pur senza eliminarli del tutto. È importante ribadire la distinzione tra la sicurezza dell’apparecchio, garantita dal rispetto delle norme tecniche, e la sicurezza d’uso, che dipende dalle reali condizioni dell’ambiente e dal comportamento dell’utilizzatore. Anche una stufa conforme alle norme può diventare pericolosa se posizionata troppo vicino a materiali combustibili, utilizzata senza sorveglianza o in locali non adatti. Per le stufe elettriche portatili sono particolarmente rilevanti le seguenti dotazioni di sicurezza: 

  • la protezione contro il surriscaldamento;
  • lo spegnimento automatico in caso di ribaltamento;
  • la presenza di griglie o barriere che limitino il contatto con parti molto calde;
  • la qualità di cavo e spina in rapporto alla potenza assorbita dalla stufa.

Per le stufette portatili a gas sono diffusi dispositivi che spengono la stufa quando rilevano una riduzione dell’ossigeno nell’ambiente. Questi sistemi migliorano il livello di sicurezza, ma non sostituiscono una ventilazione adeguata e continua. In ambienti piccoli o scarsamente aerati l’utilizzo di queste stufe può diventare rischioso in tempi molto rapidi. 

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Domande frequenti

Rispondiamo ai dubbi più comuni sulle stufette portatili.

Le stufette portatili a basso consumo esistono?

No, non esistono stufette elettriche realmente “a basso consumo”. Il consumo dipende dalla potenza e dal tempo di utilizzo: a parità di watt e ore di funzionamento, l’energia consumata è simile per tutti i modelli. Cambia il modo in cui il calore viene diffuso, non i kWh consumati. Le funzioni “eco” aiutano solo a evitare sprechi. 

Le stufe a infrarossi o alogene consumano meno?

No. Anche le stufe a infrarossi e le stufe alogene consumano in base alla potenza elettrica assorbita. Il loro vantaggio è il calore immediato sulle persone, che può ridurre il tempo di utilizzo in alcuni casi. Questo non significa però che siano più efficienti dal punto di vista energetico. 

Le stufe portatili a gas sono pericolose?

Possono esserlo se usate in ambienti piccoli o poco ventilati. Le stufe a gas consumano ossigeno e producono anidride carbonica e vapore acqueo. Anche con dispositivi di sicurezza, richiedono sempre un’adeguata ventilazione. Non sono adatte a un uso prolungato in spazi chiusi. 

Una stufetta portatile può sostituire il riscaldamento di casa?

No. Le stufette portatili sono pensate per un riscaldamento locale e temporaneo. Usarle per molte ore al giorno comporta consumi elevati e comfort non uniforme. Per un riscaldamento continuo sono in genere più efficienti soluzioni come pompe di calore o climatizzatori inverter. 

Quanto consuma una stufa al carbonio?

Una stufa al carbonio consuma in base alla potenza elettrica assorbita e al tempo di utilizzo, come tutte le stufe elettriche. A parità di watt, il consumo in kWh è simile a quello di stufe alogene o a infrarossi; cambia soprattutto il comfort percepito, non l’energia consumata.

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