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Climatizzatori: qual è la giusta manutenzione?

23 maggio 2018
manutenzione condizionatore

23 maggio 2018
Con l’arrivo dei primi caldi i climatizzatori si rimettono in funzione. Ma non basta riaccenderli: dopo che sono stati fermi per un’intera stagione è necessario fare un po’ di manutenzione. Ecco tutto quello che bisogna fare per avere aria fresca in casa senza rischi per la salute.

In realtà, la pulizia principale dei climatizzatori andrebbe fatta a fine stagione (verso settembre/ottobre) per evitare che polvere e sporco si incrostino sull’apparecchio durante l’inverno. A giugno/luglio, però, quando gli apparecchi riprendono a funzionare è sempre bene fare un po di manutenzione.

  • Prima di fare qualsiasi operazione assicurati che il climatizzatore sia spento dall'interruttore elettrico dedicato, o in assenza da quello generale.
  • Controlla che le griglie e i filtri siano puliti, in modo da garantire una buona qualità dell’aria fresca prodotta.
  • Fai una pulizia profonda del motore esterno dell’impianto di condizionamento, soprattutto se è esposto a sole, pioggia e altre intemperie.
  • In caso di utilizzo intenso, pulisci il filtro una volta al mese: migliora la qualità dell'aria e diminuiscono i consumi.
  • Fai controllare da un professionista una volta l'anno il livello del liquido refrigerante. Qualunque cambiamento di pressione, eventuali perdite o altri problemi possono diminuire l'efficienza dell'apparecchio.
  • Controlla periodicamente la stabilità dell'appoggio su cui è montato l'elemento esterno.

Se stai valutando l’acquisto di un climatizzatore, non andare a caso e non farti prendere dalla fretta dovuta ai primi caldi. Di modelli in commercio ce ne sono tanti e per prima cosa è importante capire qual è quello più adatto alle tue esigenze e al tipo di abitazione.

Climatizzatori: confronta e scegli

La pulizia del motore

Il motore esterno si può spazzolare prima con una scopa raccogli polvere (quella che normalmente usi per i pavimenti va benissimo) e poi lavare bene con un panno umido e sapone. Il detergente più indicato per questo tipo di sporco è uno sgrassatore universale. Se le grate da cui viene prelevata l’aria sono particolarmente sporche e otturate (da polvere, foglie secche o altro) si può usare l’aspirapolvere per liberarle: è molto importante che il motore possa lavorare bene e senza ostacoli se si vuole mantenere l’impianto efficiente nel tempo.

La pulizia degli split

Con l’aiuto del libretto di istruzuioni, trova i filtri del climatizzatore e sbloccali. I filtri sono delle semplici griglie di plastica, quindi è sufficiente lavarle in acqua tiepida con un po’ di sapone neutro (il detersivo dei piatti va benissimo). Asciugali scrupolosamente prima di rimetterli al loro posto: prima con uno strofinaccio e poi lasciandoli asciugare bene all’aria su un ripiano pulito.

Spray igienizzanti per condizionatori: no grazie

I prodotti che si trovano in vendita con questa funzione sono di due tipi.

  • Disinfettanti veri e propri: hanno un principio attivo indicato in etichetta e sono marchiati come “presidio medico chirurgico” proprio perché contengono un principio attivo biocida (disinfettante, ad es. il benzalconio cloruro).
  • Igienizzanti per climatizzatori, senza altre informazioni in etichetta riguardo agli ingredienti. Non contengono disinfettanti, ma solo alcol, solventi e profumi.

Entrambi i prodotti sono destinati agli utilizzatori industriali e professionali, ma si trovano in vendita anche per il consumatore normale, che potrebbe essere tentato di utilizzarli per una pulizia “di fino” del proprio climatizzatore. Secondo noi non sono necessari. Sui climatizzatori domestici non “prolifera” nessun microrganismo pericoloso per la salute, se facciamo la normale manutenzione. Uno spray igienizzante non può nulla contro gli allergeni che possono depositarsi sull’apparecchio come pollini e acari. Anche in questo caso la rimozione può essere fatta con la normale pulizia dei filtri con acqua e sapone.

In particolare, la legionella non si forma nei climatizzatori domestici perché non c’è ristagno di acqua o condensa sulle griglie di emissione dell’aria: il rischio è solo per i grandi impianti con torri raffreddamento esterne.


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